Rovigo, Polla Roux rilancia il vivaio: “Dobbiamo tornare a produrre giocatori”

Il ds rossoblù ammette le difficoltà degli ultimi anni e indica la strada: più formazione e più giovani del territorio in prima squadra

Rovigo, Polla Roux rilancia il vivaio: “Dobbiamo tornare a produrre giocatori”

Dopo la delusione del campionato, chiuso con l’eliminazione in semifinale, in casa Rovigo si è aperta anche una fase di riflessione più ampia sul futuro del club. A parlarne, sulle colonne della Voce di Rovigo, è stato il direttore sportivo Polla Roux, che ha spiegato come la società rossoblù abbia avviato un percorso di analisi e progettazione per riportare al centro il lavoro sui giovani e sulla formazione interna.

Il punto di partenza, nelle parole del dirigente, è un’assunzione di responsabilità piuttosto netta. «Riconosciamo che negli ultimi anni, e probabilmente nell’ultimo decennio, non siamo riusciti a investire abbastanza nella formazione dei giocatori e nello sviluppo del nostro vivaio», ha spiegato Roux, sottolineando come l’assenza di una struttura condivisa e di una visione a lungo termine finisca inevitabilmente per produrre conseguenze anche sul piano dei risultati.

Da qui nasce l’idea di una ripartenza che non guarda soltanto alla prima squadra, ma all’intera filiera tecnica del club. «Tornare a produrre giocatori. Non è uno slogan, è una necessità», ha detto ancora il ds rossoblù, indicando come obiettivo la costruzione di un sistema capace di accompagnare i ragazzi nel loro percorso, dalle basi del vivaio fino all’ingresso in prima squadra.

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Polla Roux: «Il sogno è vedere più nostri ragazzi in prima squadra»

Roux ha spiegato che il club ha già iniziato a muoversi in questa direzione: «Abbiamo stilato delle linee guida da seguire, analizzando con attenzione cosa dovessimo correggere e quali fossero gli ambiti su cui intervenire con maggiore decisione».

L’idea è quella di lavorare con maggiore continuità, creando una metodologia comune e rafforzando il collegamento tra settore giovanile, staff tecnici e club. In questo senso, appare strategica la collaborazione con le realtà locali: «In questo percorso, la Monti Rovigo Junior ha avuto un ruolo fondamentale. Oltre ad aver dimostrato grande apertura e disponibilità nel condividere una visione comune per il futuro del rugby nel nostro territorio, ha sostenuto e condiviso con noi la scelta di affidare la direzione tecnica del settore giovanile a Joe Van Niekerk. E ora c’è anche Matteo Ferro come ds con la stessa visione».

Nel ragionamento del dirigente c’è anche una precisazione importante sui tempi. Per Roux, il rilancio del vivaio non può essere misurato nell’arco di pochi mesi: «Nel settore giovanile i tempi sono medio-lunghi: non si raccolgono risultati in uno o due anni, ma in quattro, sei, otto». L’obiettivo finale resta molto concreto e ha anche un forte significato identitario: «Il sogno è vedere più nostri ragazzi in prima squadra».


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