Pau: sorpresa in Top 14, balbettante in Europa. Come stanno gli avversari delle Zebre in Challenge Cup?

I francesi viaggiano a vele spiegate in campionato, ma a Parma ci sarà l'incognita turnover, e soprattutto in Coppa non hanno ancora mai brillato

Pau: sorpresa in Top 14, balbettante in Europa. Come stanno gli avversari delle Zebre? (AFP)

Pau: sorpresa in Top 14, balbettante in Europa. Come stanno gli avversari delle Zebre? (Photo by ROMAIN PERROCHEAU / AFP)

Le Zebre ci riprovano: per la terza volta nella sua storia la franchigia ducale è agli ottavi di finale di Challenge Cup, ma non è mai riuscita a superare il turno. Contro Pau si prospetta una sfida difficile ma piena di incognite, soprattutto perché se in Top 14 i francesi viaggiano a vele spiegate (secondi in classifica e in piena lotta per vincere il titolo) in Europa non hanno particolarmente brillato, uscendo alla fase a gironi di Champions Cup e “retrocedendo” in Challenge.

Anche per questo, non è dato sapere quanto dalle parti di Pau puntino alla Challenge: tanto, poco, quanto basta? Difficile dirlo, certo è che se dovessero schierare le prime scelte, le Zebre si ritroverebbero di fronte uno squadrone.

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Come sta Pau

Nonostante il passo falso di La Rochelle (sconfitta 20-6 con una prestazione non all’altezza della media stagionale) Pau si è subito impresa, battendo 27-17 il Racing 92 e riprendendosi il secondo posto in classifica, quello che varrebbe la qualificazione diretta alle semifinali playoff. La sfida con i parigini ha evidenziato un dominio persino superiore rispetto al risultato: 69% di possesso, 61% di territorio, superiorità nelle fasi statiche (ben 4 touche rubate e 100% di mischie vinte) e in campo aperto. Ormai sarebbe improprio anche definirli una sorpresa: Pau c’è.

La lista di campioni è lunga: dal giovane centro Brau-Boirie, che ha esordito proprio quest’anno al Sei Nazioni e lanciato da Galthié dopo due anni devastanti in under 20, all’inossidabile tallonatore argentino Montoya. La quota Pumas è completata anche da Facundo Isa, che si alterna spesso col nazionale georgiano Gorgadze a numero 8. Nel giro dei Bleus c’è anche il seconda linea Auradou. All’ala c’è il fortissimo Attissogbé, devastante con la Francia al Sei Nazioni, così come il centro dei Bleus Gailleton che è rientrato recentemente da un infortunio, mentre la mediana titolare è tutta inglese con l’esperto Dan Robson a numero 9 e Joe Simmonds all’apertura. E poi c’è l’australiano Reece Hewat, che di ruoli ne copre due: terza linea e… centro. Un giocatore ibrido come se ne trovano pochi oggi in giro per il mondo (il più famoso è il sudafricano André Esterhuizen) e dotato di grandi capacità di avanzamento e lettura del gioco.

Turnover?

La domanda principale è: quanti di questi saranno in campo a Parma? Difficile immaginare l’approccio dei francesi: da un lato c’è la possibilità di provare a vincere un trofeo che – per il valore della rosa – potrebbe essere alla portata, dall’altro si sa che oltralpe la priorità è sempre il Top 14. C’è l’incognita Simmonds, che ha dato forfeit nel riscaldamento contro il Racing e non si sa se sarà della partita, ma comunque Pau può contare su una profondità interessante: quando non gioca Montoya c’è Lucas Rey, quando non gioca Robson c’è Daubagna, quando non c’è Simmonds c’è Desperes. Ogni giocatore ha comunque un buon ricambio, fondamentale per avere continuità in un campionato da 26 partite di stagione regolare come il Top 14. Non è retorica dire che le Zebre andranno valutate per ciò che riusciranno a fare sabato (che sia una grande prestazione o che sia una vittoria) contro una grandissima squadra, a prescindere dal XV che si ritroveranno davanti. Se qualche big rimarrà fuori è un problema di Pau, non delle Zebre, che cercheranno l’impresa e faranno la loro partita.

Che partita sarà a Parma?

A prescindere dalla formazione, c’è da aspettarsi un Pau che cercherà di imporre un ritmo alto fin da subito, evitando troppi raggruppamenti e usando subito il piede se necessario per andare a giocare nella metà campo delle Zebre. Della squadra di Brunello ormai si conoscono le peculiarità e i difetti, e i ducali dovranno lavorare soprattutto nel punto d’incontro: pulire velocemente la ruck e avere a disposizione palloni di qualità per poter innescare i propri trequarti e anche le proprie terze linee, sempre molto dinamiche. L’aspetto difensivo sarà però preponderante: se Pau dovesse cominciare a vincere la collisione diventerebbe quasi impossibile frenare schegge come Attissogbé e Brau-Boirie. In attacco servirà soprattutto maggior precisione da parte delle cabina di regia, perché sia Farias sia Da Re hanno commesso troppi errori nelle ultime uscite post-Sei Nazioni, e contro una squadra come Pau ogni regalo può essere fatale.

Francesco Palma


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