Sei Nazioni, Italia: Gonzalo Quesada spiega le scelte di formazione per la partita con l’Inghilterra

Il tecnico azzurro: "Non guardiamo alle ultime due sconfitte degli inglesi, perché sono i primi in molte statistiche importanti e verranno a Roma con una formazione molto diversa"

Sei Nazioni, Italia: Gonzalo Quesada spiega le scelte di formazione per la partita con l'Inghilterra (ph. Sebastiano Pessina)

Sei Nazioni, Italia: Gonzalo Quesada spiega le scelte di formazione per la partita con l'Inghilterra (ph. Sebastiano Pessina)

Tre cambi: Pani, Brex e Alessandro Garbisi, più Tommaso Allan in panchina. Sono queste le scelte del capo allenatore dell’Italia Gonzalo Quesada per la sfida all’Inghilterra, valida per la quarta giornata del Sei Nazioni. I cambi di formazione sono stati uno dei temi principali della conferenza stampa tenuta dal tecnico, insieme al momento dell’Inghilterra e al tipo di partita che ci si aspetta dagli avversari degli Azzurri.

Gonzalo Quesada spiega le scelte di formazione per Italia-Inghilterra

La domanda più importante riguarda la scelta di schierare dall’inizio Alessandro Garbisi al posto di Fusco, per la prima volta in questo Sei Nazioni: “Alessandro ha iniziato il Sei Nazioni con la chiamata più brutta, quella in cui gli comunicavo che non sarebbe stato convocato. E lui ha risposto in modo eccellente, dicendo che se l’aspettava e che sapeva di non aver fatto bene. Poi ha avuto l’opportunità di essere convocato e di allenarsi, è entrato in campo sempre bene, si è allenato in modo eccellente. Da un lato quindi vogliamo premiare Alessandro, e dall’altro avere una panchina di alto livello con Fusco che può permetterci di finire il match al meglio, insieme a Tommy Allan e Marin”.

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“Fusco è in grande fiducia e vogliamo averlo in campo negli ultimi minuti del match, ha giocato bene in tutte le partite e si è allenato benissimo, quindi sappiamo cosa più darci in quelli che saranno i minuti più importanti della partita. Anche Varney è tornato ed è al 100%, si è allenato bene tutta la settimana, ma ci è sembrato giusto dare continuità ai 9 che hanno giocato tutte le partite finora” ha proseguito il tecnico.

Sulla decisione di schierare Lorenzo Pani ad estremo, Quesada ha spiegato: “Lorenzo sta lavorando molto bene. Ricordiamoci che durante la settimana di preparazione all’Irlanda anche Capuozzo si era allenato bene, ma abbiamo scelto comunque lui per quello che aveva fatto nelle prime settimane. In Francia abbiamo deciso di dare un’opportunità ad Ange, ma ho detto a Lorenzo che sarebbe stato in corsa per una maglia nelle ultime due partite. Purtroppo Ange si è fatto male, altrimenti avremmo potuto avere diverse opzioni, potendoli schierare anche uno ad estremo ed uno all’ala. Non essendoci Capuozzo, invece, la decisione di schierare Pani è stata logica”.

Sulla panchina 5+3 e sul ritorno di Allan: “Abbiamo riflettuto tanto su quale tipo di panchina portare, pensando molto anche al 6+2, ma alla fine abbiamo optato per il 5+3, dando molta fiducia nei 5 avanti che scenderanno in campo. Sono tutti in grande forma e abbiamo preferito avere un maggiore equilibrio per affrontare tutte le situazioni che possono presentarsi sabato. Inoltre, Allan ci permette anche di avere un secondo piazzatore a fine partita”.

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In questo weekend, l’unico dei titolari azzurri ad aver giocato titolare anche all’estero è stato Giacomo Nicotera, che quindi con l’Inghilterra disputerà la quinta partita consecutiva dall’inizio tra club e Nazionale: “Mulo (Nicotera) è una macchina! Lo Stade è ancora nel mio cuore, e Paul Gustard è un amico, ma loro venivano da una sconfitta casalinga e mi ha detto che non potevano fare diversamente, perché ne avevano bisogno. Lo avevano già lasciato riposare la settimana prima del match con la Scozia, ma mi hanno detto ‘una volta possiamo tenerlo fuori, ma due volte no’. Per fortuna ha preso un giallo e quindi è uscito prima (ride, ndr), stavamo guardando la partita, eravamo al 58′ e dicevamo “ma quando lo fa uscire dal campo?” (ride, ndr)”.

“Dall’altra parte invece il fatto che Allan abbia giocato 60 minuti con Perpignan dopo tanti mesi di assenza per noi è stato importantissimo, perché ci permette di averlo a disposizione con più ritmo partita. Per quanto riguarda i giocatori rilasciati alle franchigie, da una parte avremmo preferito averli tutti con noi, ma dall’altra parte volevamo permettere alle due squadre di presentarsi nel modo migliore per giocare due partite molto importanti”.

Sul momento dell’Inghilterra

L’Inghilterra è in un momento complicato. Partita con i favori del pronostico, ha perso due partite di fila, e ovviamente in conferenza stampa si è parlato molto di come gli inglesi arriveranno a Roma, e su questo tema Quesada è molto netto: “Non dobbiamo guardare ai risultati delle scorse partite, perché in campo fanno tante cose importanti. Sono quelli che guadagnano più calci di punizione da mischia e quelli che fanno più metri palla in mano, sono i numeri uno nei placcaggi dominanti, sono quelli che rallentano di più il pallone nella ruck e anche i più bravi a farlo uscire velocemente quando hanno il possesso: fanno tante cose bene, anche se non hanno vinto. Noi siamo consapevoli della loro forza e vengono in Italia per far vedere chi sono davvero, quindi ci prepariamo alla partita senza analizzare troppo i risultati del passato”.

Borthwick ha cambiato tantissimo, in alcuni casi per infortunio (Mitchell e Lawrence k.o.) e altri per scelta tecnica: “Hanno sempre giocato con Mitchell – un giocatore che guadagna molti metri ed è un vero attaccante – e Ford che è uno stratega e alterna molto bene mani e piedi. Adesso contro di noi cambia molto perché giocano con un 9 più costante e solido (Spencer) ma che prende meno iniziativa e un 10 che invece attacca molto la linea e tiene molto di più il pallone: Fin Smith calcia soprattutto in diagonale verso l’ala e fa dei grubber pericolosi, ma raramente calcia lungo, ed è un giocatore molto pericoloso in attacco, e questo mi fa pensare che l’Inghilterra vorrà tenere molto il pallone”.

Quesada conclude spiegando quale tipo di partita si aspetta all’Olimpico: “Mi aspetto una partita con tanto possesso e con meno gioco al piede rispetto alle ultime uscite dell’Inghilterra. Calceranno soprattutto dalla base perché Ben Spencer ha un gran piede, ma dopo i 30-40 metri iniziali giocheranno molto con Fin Smith e ci attaccheranno molto alla mano. E poi sappiamo che utilizzeranno molto il drive: l’anno scorso abbiamo preso 3 mete da maul, quindi dobbiamo essere molto preparati”.

Francesco Palma


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