Italia, Louis Lynagh: “Ho lavorato sul mio corpo e ora sto bene. I gialli? Ho imparato la lezione”

Le parole dell'ala nella settimana che porta a Italia-Inghilterra

Italia Louis Lynagh

Italia, Louis Lynagh: "Ho lavorato sul mio corpo e ora sto bene. I gialli? Ho imparato la lezione" (Ph. Sebastiano Pessina)

A Italia-Inghilterra manca sempre meno. Dopo la pausa della settimana scorsa, il Sei Nazioni 2026 è pronto a tornare per la volata finale, prima con il quarto e poi con il quinto e ultimo turno. Gli Azzurri vogliono vivere un segmento importante concentrandosi in primis sulla sfida contro l’Inghilterra, in programma sabato 7 marzo alle ore 17.40 all’Olimpico di Roma.

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Fra gli uomini di Gonzalo Quesada, c’è anche quel Louis Lynagh che per ora si è preso con stabilità la maglia numero 14, all’ala destra, mostrando un’ottima condizione fisica ma anche qualche lacuna legata alla disciplina.

In un’intervista alla Tribuna di Treviso, il trequarti che è stato protagonista di diversi momenti azzurri in questi primi 240 minuti ha detto: “Ci ho pensato tanto a partita finita – riferimento alla meta annullata in Irlanda che avrebbe potuto cambiare, all’inizio del secondo tempo, il punteggio della gara di Dublino, poi vinta dai “Verdi” – ma poi mi sono reso conto che non c’era niente che potessi fare per cambiare il passato. Accetto la decisione degli arbitri, credo che con quella meta avremmo vinto la partita, avevamo il momentum dalla nostra parte e l’Irlanda era un po’ in confusione. Era una vera e propria sliding door”.

In generale sulla sua condizione fisica: “Sto molto meglio rispetto all’anno scorso: ho fatto fatica fino all’infortunio al ginocchio alla prima esperienza fuori casa, ci ho messo un po’ di mesi per ambientarmi a Treviso, soprattutto in campo con un nuovo sistema da imparare e un altro staff da conoscere. Ma proprio quando stavo trovando la mia forma ho chiuso la mia stagione con il Benetton a fine dicembre: mi ha dato l’input per lavorare sul mio corpo, sono rientrato nei test estivi contro il Sudafrica dopo 5 mesi ai box, non l’avversario più morbido. Da lì sono cresciuto, sto giocando tanto e mi piace il rugby che esprimo”.

Infine sui due cartellini gialli presi in trasferta, entrambi per un in-avanti volontario: “Non è una cosa a cui sono abituato, ero triste soprattutto dopo la Francia, dove ho lasciato la squadra difendere senza un uomo. A Lille ho commesso un errore, ero fuori linea e sono andato per il placcaggio, mi dispiace perché la squadra stava recuperando e non ci è più riuscita. Non sono d’accordo, invece, sulla sanzione che mi hanno inflitto per l’in avanti volontario contro l’Irlanda, è un intercetto che rifarei sempre. Ma sono situazioni difficili, spero di aver imparato la lezione”.


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