Inghilterra-Italia 2009, il giorno di Bergamasco 9: “Metà squadra non era d’accordo”. Mallett: “Fu una necessità”

Il tecnico si assume tutta la responsabilità: "Fu colpa mia. Provai persino a chiedere a Troncon, mio assistente, di tornare in campo". Mauro: "Mi dissero 'Che stai facendo? Perché hai detto sì?"

Mauro Bergamasco mediano di mischia in Inghilterra-Italia del Sei nazioni 2009

Mauro Bergamasco - Inghilterra-Italia 2009

Fra i tanti episodi legati a Italia-Inghilterra, la sfida di Twickenham del 2009 rimarrà sempre una delle più particolari, per via della scelta di Nick Mallett di schierare Mauro Bergamasco mediano di mischia. La scelta purtroppo non diede i suoi frutti: Mauro fu sostituito all’intervallo, l’Italia perse 36-11 e per anni anche all’estero si parlò di quella partita e di quella scelta avventata. Finora, né Mauro Bergamasco né Nick Mallett avevano voluto riaprire quella ferita, fino alla decisione di rilasciare un’intervista a Rugby World in cui per la prima volta ricordano quel match di Twickenham.

La scelta di Mallett

Mallett ricorda di essersi ritrovato senza mediani di mischia: Picone, Travagli e Canavosio erano infortunati, e il tecnico decise di schierare a sorpresa Mauro Bergamasco a numero 9, considerando la sua versatilità (aveva già giocato ala in Nazionale). “Era una necessità assoluta. Quando accettai l’incarico davo per scontato che l’Italia avesse abbastanza mediani di mischia. Non avrei mai immaginato una situazione in cui un Paese avrebbe avuto difficoltà a schierare un numero 9 capace di competere a livello internazionale o anche solo di club, ma semplicemente non ce n’erano” racconta il tecnico: “Dei dieci club di prima divisione in Italia, solo tre mediani di mischia erano qualificati per giocare con gli Azzurri. Era un ruolo spesso occupato da stranieri”.

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“Avrei dovuto pensare molto prima alla mancanza di profondità in quella posizione, ma non l’ho fatto. Sei sempre concentrato su chi sia il giocatore migliore. Sapevo che ce n’erano due o tre, ma quando si infortunarono tutti mi trovai davvero nei guai” proseguì il tecnico: “Ero tra l’incudine e il martello e nessuno lo capiva. Dicevano: ‘Questo è fuori di testa. Che cosa sta facendo a far giocare un flanker come mediano di mischia? Sta facendo sembrare Mauro un giocatore incompetente e inadeguato’. Ma non avevo un’altra opzione. Era una situazione terribile. Provai perfino a convincere Alessandro Troncon (ai tempi assistente allenatore dell’Italia, ndr) a rimettersi la maglia. Mi disse: ‘Neanche per sogno, non sono abbastanza in forma’. Ricordo di aver parlato con il Presidente (Giancarlo Dondi, ndr). Gli dissi: ‘Non voglio farlo. Ma trovami un altro mediano di mischia qualificato per giocare'”.

Mallett racconta di aver pensato anche di far esordire un giovanissimo Edoardo Gori (all’epoca 18enne) e di averne parlato con Parisse e Troncon, che però concordarono sul non ritenere ancora pronto il numero 9 azzurro: “Riunii Sergio Parisse e Troncon e parlai con loro di Mauro e dell’altra opzione, Edoardo Gori. Mi dissero: ‘Ascolta, giocare a Twickenham contro l’Inghilterra è una pentola a pressione enorme. Per una posizione come il numero 9 è davvero durissima’ e concordammo di far partire Mauro”.

Le preoccupazioni di Mauro

Anche Mauro Bergamasco ricorda come concitata la preparazione a quella partita: “Posso dirlo adesso, ma 17 anni fa non mi rendevo conto di quanto tempo servisse per imparare nuove abitudini quando passi da flanker a mediano di mischia. Il venerdì prima della partita avevo dolore alle gambe perché la posizione è completamente diversa. Come numero 9, quando ti prepari a passare devi abbassare il fondoschiena verso il terreno e restare dritto con la schiena. Quando sei flanker la posizione del corpo è molto diversa. L’altro aspetto fondamentale è che  mentre cerchi di pensare e giocare come un mediano di mischia, sotto pressione l’istinto ti porta a tornare a pensare da flanker. Nella pressione del momento non è facile scegliere quale parte del cervello ascoltare per prima”.

Purtroppo, Mauro commise diversi errori in quel primo tempo e fu sostituito all’intervallo. Nick Mallett si assunse subito la responsabilità di quell’errore: “Lo tolsi all’intervallo e nello spogliatoio dissi ‘Voglio chiederti scusa, Mauro, e chiedere scusa a tutta la squadra. Non ha funzionato. Speravo funzionasse. Mi prendo tutta la colpa. Mi dispiace davvero molto’. Fu un pomeriggio molto, molto imbarazzante per tutti noi. Mauro era in lacrime. Sentiva di aver deluso la squadra. Parlai a lungo con lui. Gli dissi: ‘Mauro, ascolta, l’ho fatto perché ho fiducia in te, perché sei un giocatore esperto, perché sei uno su cui posso contare in qualsiasi partita internazionale’. Pensavo ci fosse una piccola possibilità che potesse funzionare. Ma non è andata così. I media rugbistici italiani furono molto critici su quello che avevo fatto. Posso capirlo”.

Bergamasco ricorda anche il clima nello spogliatoio: “Percepisci molto da come la squadra riceve la notizia, dal livello di fiducia che ha in quella decisione. In questo caso, il 50% della squadra non era d’accordo con la scelta di spostarmi a numero 9. Questo rende tutto più difficile perché in campo dai tutto per ii tuoi compagni: se anche solo uno di loro non crede in quella scelta diventa complicato. Uno di loro mi disse: ‘Che c***o stai facendo? Perché hai detto sì?’. Io risposi che avevo accettato perché era una richiesta degli allenatori in una situazione di emergenza. C’era solo un giovane numero 9, Giulio Toniolatti, che preferirono mettere in panchina e utilizzare in caso di problemi, cosa che fecero nel secondo tempo. La verità è che non puoi passare dagli avanti al ruolo di mediano di mischia senza una preparazione adeguata. Nel 2009 non potevo dirlo. Ora sì”.


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