Il dizionario del rugby: T
Il glossario dalla A alla Z con i termini tecnici e il gergo utilizzati nel rugby
Lo stadio di Twickenham a Londra, il tempio del rugby e casa del rugby inglese - Ph. S. Pessina
Il dizionario del rugby: T
Tallonatore: tra i giocatori titolari del rugby a XV è colui che indossa la maglia numero 2. Questo giocatore si dispone in prima linea (vai alla lettera P) durante una mischia chiusa e si posiziona in mezzo ai due compagni di reparto, i piloni (vai alla lettera P). In questa fase il tallonatore tenta di catturare il pallone inserito in mischia con i piedi “tallonandolo” all’interno del proprio pacchetto. Inoltre ha un ruolo delicato anche nell’altra fase di conquista, la rimessa laterale: è lui solitamente chiamato al lancio dell’ovale, da eseguire con due mani e con precisione cercando di intendersi bene con i saltatori (vai alla lettera S). Nel rugby moderno è sempre più spesso anche un “metaman”: solitamente è lui a disporsi come ultimo uomo del drive (vai alla lettera D) e, se questo ha successo, a schiacciare la palla in meta (vai alla lettera M).
Tempo di gioco: una partita di rugby dura 80 minuti, divisi da un intervallo (vai alla lettera I) in due tempi da 40 minuti. Quando si arriva all’ottantesimo (o al quarantesimo per il primo tempo) e il tempo scade, l’azione continua fino a quando il pallone non esce dal campo o non viene compiuta una infrazione minore, di quelle che prevedono una mischia per riprendere il gioco (ad esempio un in-avanti). Se a tempo scaduto viene comminato un calcio di punizione viene consentito alla squadra che ne beneficia di usufruirne.
Tempo effettivo: nel rugby il cronometro dell’arbitro viene fermato in diversi casi, come in occasione di infortuni (ma solo se esiste reale pericolo per il giocatore soccorso dai sanitari), cambi, sostituzione dell’abbigliamento dei giocatori, consultazione del direttore di gara con i suoi assistenti. Nel rugby quindi gli ottanta minuti di gioco non sono di tempo effettivo puro come nel basket, colloquialmente si parla di tempo semi-effettivo.
Tenuto: uno dei falli più fischiati nel rugby. Il portatore di palla, a seguito di un placcaggio, deve rendere immediatamente disponibile l’ovale per la contesa da parte di compagni e avversari; se continua a tenerla a sé commette fallo di “tenuto”, sanzionato con un calcio di punizione a favore degli avversari.
Terza linea: è il termine che indica i tre uomini che formano l’ultima linea di una mischia chiusa. Si dividono tra flanker (vai alla lettera F) e il numero 8 (vai alla lettera N).
Test match: nel rugby a XV è una partita ufficiale di solito disputata tra due nazionali, e come tale riconosciuta da almeno uno degli organi di governo nazionali delle squadre, che non rientra nei tornei internazionali organizzati per queste discipline. Alcune formazioni, come ad esempio i British and Irish Lions (vai alla lettera B), non rappresentano una singola nazione, ma le loro partite internazionali sono comunque considerate test match. Il primo test match della storia risale al 1871 tra Scozia e Inghilterra, in quello che fu il primo incontro tra nazionali. Per molti anni, prima della nascita della Rugby World Cup (vai alla lettera R) e all’infuori di alcuni tornei già esistenti, l’unico modo per valutare il valore delle nazionali (soprattutto se di diverse parti del mondo) era sulla base dei test match.
The Rugby Championship: è il torneo annuale di rugby a XV più prestigioso dell’emisfero Sud, a cui partecipano le più forti nazionali del mondo australe. Nato nel 1996 come competizione tra Australia, Nuova Zelanda e Sudafrica col nome di Tri Nations Series, con l’aggiunta dell’Argentina nel 2011 ha assunto la sua conformazione e denominazione attuale. Si disputa, generalmente, con la formula a girone unico d’andata e ritorno e si gioca abitualmente tra agosto e settembre.
TMO: acronimo di television match official, l’ufficiale di gara che si occupa dell’assistenza con le immagini televisive. Egli può intervenire per dirimere il grounding (vai alla lettera G), dubbi sull’esito positivo di un calcio verso i pali, se ci sia stata un’infrazione che ha portato alla segnatura di una meta o che ne ha impedito illegalmente la marcatura, falli di antigioco.
Top 14: è il massimo campionato maschile francese e, in base al posizionamento a fine stagione, dà accesso alle competizioni di Champions e Challenge Cup (vai alla lettera C). Alla serie partecipano attualmente 14 squadre ed è attualmente uno dei campionati più competitivi e ricchi del panorama ovale.
Touche: termine francese, molto diffuso nel linguaggio rugbistico, per rimessa laterale (vai alla lettera R).
Trasformazione: ogni volta che si segna una meta vi è la possibilità di effettuare una trasformazione, ovvero un calcio da realizzare tra i pali. Questo si effettua nel punto perpendicolare a quello della segnatura e alla distanza che si desidera, quindi più ci si allontana e maggiore diventa l’angolo di apertura dei pali rispetto al calciatore. Gli avversari devono stare dietro la linea di meta fino al momento in cui il calciatore inizia il proprio movimento di rincorsa. A quel punto possono correre per cercare di stoppare l’ovale. Il calciatore ha 60 secondi di tempo per calciare la palla (vai alla lettera S). Una trasformazione vale 2 punti.
Trequarti: i giocatori che non formano il pacchetto di mischia. Sono sette in tutto: due mediani (mediano di mischia e di apertura), due centri, due ali e un estremo.
Triangolo allargato: il reparto arretrato formato dalle due ali e dall’estremo.
Trifoglio: pianta simbolo dell’Irlanda e della sua nazionale di rugby, una delle squadre nazionali dal passato più remoto al mondo. Risale al 1875 il primo incontro ufficiale della Nazionale irlandese, giocato contro l’Inghilterra uscendone sconfitta. Da allora, nonostante qualche periodo di difficoltà, i Verdi (altro soprannome derivato dal colore tradizionale della loro maglia) sono sempre stati tra le nazionali più forti al mondo.
Triple Crown: all’interno del Sei Nazioni, è un riconoscimento annualmente messo in palio tra le quattro nazionali delle isole britanniche di Galles, Inghilterra, Irlanda e Scozia. Lo ottiene la squadra che riesce a battere, in una stessa edizione, tutte le altre tre avversarie britanniche. Originariamente era solo un riconoscimento simbolico, dal 2006 è stato commissionato e assegnato un trofeo apposito.
Try: termine inglese per meta (vai alla lettera M). Ma come mai gli inglesi utilizzano il termine “try” (che tradotto significa “tentare”) per la meta? Perché agli albori del gioco segnare una meta non assegnava punti, ma dava la possibilità di provare a segnare un calcio in mezzo ai pali e così muovere il punteggio.
Trofeo Giuseppe Garibaldi: all’interno del Sei Nazioni, è il trofeo annualmente messo in palio tra Italia e Francia. Assegnato per la prima volta nel 2007 nell’ambito delle celebrazioni del bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi, comandante italiano e tra i principali artefici dell’unità nazionale dell’Italia ma molto legato anche alla Francia: nacque infatti a Nizza (all’epoca francese come oggi) e combatté al fianco dei transalpini nella guerra franco-prussiana.
Twickenham Stadium: è il tempio del rugby, lo stadio dedicato alla palla ovale più grande al mondo. Situato nel quartiere di Londra da cui prende il nome (anche se oggi, per motivi di sponsorizzazione, il nome completo è Allianz Stadium Twickenham), è di proprietà della RFU (vedi) ed è lo stadio della Nazionale inglese, dove dal 1910 gioca le partite casalinghe.