Il dizionario del rugby: A
Il glossario dalla A alla Z con i termini tecnici e il gergo utilizzati nel rugby
All Blacks e Azzurri, novembre 2024 - ph. Sebastiano Pessina
Il dizionario del rugby: A
Ala: tra i giocatori titolari del rugby a XV sono coloro che indossano la maglia numero 11 (ala sinistra) e 14 (ala destra). La loro funzione principale è quella di concludere le azioni e segnare mete. Per questo motivo le ali sono generalmente i giocatori più veloci della squadra e agili abbastanza da essere elusivi; più recentemente, si cerca di abbinare a queste caratteristiche anche una certa grandezza e forza fisica, così da rompere i placcaggi. Insieme all’estremo (vai alla lettera E) compongono il cosiddetto triangolo allargato (vai alla lettera T).
All Blacks: il soprannome (anche se per fama è ormai diventato il nome proprio) della Nazionale neozelandese, indubbiamente la squadra di rugby più iconica e conosciuta. Nati alla fine del XIX secolo, sono considerati una delle squadre sportive di maggior successo della storia. Sono così chiamati per il colore classico della maglia e dei pantaloncini (tutti neri), con appuntato lo stemma della felce argentata. Ma c’è anche chi ritiene, sebbene la cosa non sia confermata, che il loro nome derivi da un refuso giornalistico (una squadra che giocava così veloce che i suoi giocatori sembravano “all backs”, tutti trequarti). Prima di ogni loro partita eseguono la loro caratteristica danza, un tipo di haka (vai alla lettera H).
Annullato: si ha un annullato quando il pallone, in area di meta, viene schiacciato da un difensore. Se il pallone ce lo hanno portato gli attaccanti, si riparte con un drop di rinvio dalla linea di meta. Se il pallone ce lo ha portato la squadra in difesa, mischia a 5 metri con introduzione per la squadra che attaccava.
Arbitro: l’unica persona in campo il cui operato è incontestabile (o almeno così dovrebbe essere). È l’ufficiale di gara (vai alla lettera U) cui il regolamento del gioco demanda il compito di direzione e controllo dell’incontro in campo, affinché esso si svolga secondo le regole. È munito di fischietto cui cui può fermare il gioco in ogni momento, indicando una segnatura, un annullato o un’infrazione. Ai giocatori che si rendono colpevoli di sanzioni gravi può assegnare un cartellino giallo o rosso (vai alla lettera C), e recentemente anche assegnare un rosso da 20 minuti.
Area dei 22 metri: area delimitata dalla linea di meta e dalla linea dei 22 metri. All’interno della propria si può chiamare il mark (vai alla lettera M) o eseguire calci di liberazione.
Area di gioco: area composta dal campo di gioco (vai alla lettera C) e dalle due aree di meta. Le linee di touche, di meta e di pallone morto non ne fanno parte.
Area di meta: dove tutti gli attaccanti vogliono arrivare in possesso del pallone, dato che è qui che puoi segnare punti pesanti (vai alla lettera M ). È l’area delimitata dalla linea di meta, dalla linea di pallone morto e dalle linee di touche di meta. Essa include la linea di meta, ma non quelle di pallone morto e di touche di meta.
Ascensore: in rimessa laterale (vai alla lettera R), il modo in cui due giocatori ne sollevano un terzo per fargli raggiungere l’altezza maggiore possibile e conquistare così il pallone.
Auld Alliance Trophy: all’interno del Sei Nazioni, è il trofeo annualmente messo in palio tra Francia e Scozia. Assegnato per la prima volta dal 2018 per commemorare i giocatori di rugby francesi e scozzesi che furono uccisi durante la Prima guerra mondiale. Prende il nome dalla cosiddetta Auld Alliance, la storica alleanza siglata alla fine del XIII secolo tra il Regno di Francia e il Regno di Scozia in funzione anti-inglese.
Avanti: sono gli uomini che formano il pacchetto di mischia. Sono otto in tutto: tre prime linee (i due piloni più il tallonatore), due seconde linee e tre terze linee, a seconda di come si dispongono in mischia chiusa (vai alla lettera M).
Azzurri: la squadra per cui tante volte si soffre ma che ci regala le soddisfazioni più grandi. È il soprannome della Nazionale italiana, scesa in campo per la prima volta nel 1929; dal 2000 partecipa al massimo torneo europeo di rugby, il Sei Nazioni (vai alla lettera S), entrando ufficialmente tra le nazionali di primo livello. Sono così chiamati per il colore classico della loro maglia, il blu o azzurro savoia, che deriva dall’emblema della casa dinastica allora regnante in Italia, i Savoia.