Tommaso Menoncello verso il Sei Nazioni: gli obiettivi in azzurro, l’intesa con Brex, il Benetton e il futuro in Top 14
Il centro è uno dei giocatori più attesi dell'intero torneo
Tommaso Menoncello verso il Sei Nazioni: gli obiettivi in azzurro, l'intesa con Brex, il Benetton e il futuro in Top 14 (Ph. Sebastiano Pessina)
Quando ha la palla in mano sa accendersi e accendere il gioco come pochi: Tommaso Menoncello è uno dei giocatori che “vale il prezzo del biglietto”. A poche settimane dall’inizio del Sei Nazioni 2026, il centro azzurro (votato come “Miglior Giocatore” della manifestazione nel 2024), è stato intervistato dal Midi Olympique, l’autorevole media transalpino che ha voluto dedicare un focus approfondito all’italiano, papabilissimo giocatore del Top 14 a partire dalla stagione 2026-2027.
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Tommaso Menoncello verso il Sei Nazioni: gli obiettivi in azzurro, l’intesa con Brex, il Benetton e il futuro in Top 14
Sul Sei Nazioni 2026: “Sono convito che potremo disputare il miglior Sei Nazioni della nostra storia e dimostrare al mondo di cosa siamo capaci. Sarà dura, lo sappiamo: dipenderà da noi. Ora siamo visti come una nazionale non perdente, come era due o tre anni fa. Gonzalo Quesada? E’ giovane (fa un paragone puramente anagrafico con Kieran Crowley, 51 anni per l’argentino e 64 per il neozelandese, ndr): ha portato una mentalità più vicina a noi e ha aggiunto velocità e più corsa con la palla in mano al nostro stile di gioco, era quello che volevamo fare”.
Sull’intesa con Nacho Brex e sul suo ruolo in campo: “Quando gioco con lui preferisco giocare come primo centro, da numero 12, perché so che lui è molto bravo in difesa e all’esterno dal 13. Senza di lui preferisco essere io il 13, anche pensando al domani della nazionale. E’ lì dove voglio giocare, ma mi vanno bene entrambe le posizioni”.
Sul Benetton: “Non siamo soddisfatti della stagione in URC: abbiamo perso molte partite e non siamo riusciti a ottenere i punti di bonus, ma siamo comunque ancora in corsa per l’obiettivo playoff. Il calendario ci metterà davanti sfide difficili, ma abbiamo l’obbligo di provarci. In Challenge Cup invece siamo partiti bene con tre vittorie, ora ci attende l’ultima partita. Vogliamo arrivare alla fase ad eliminazione diretta avendo la possibilità di disputare il più alto numero di partite in casa”.
Pensando al futuro, un domani che strizza l’occhio al Top 14: “L’anno scorso ci sono state discussioni per un mio eventuale passaggio a La Rochelle, ma non mi sentivo ancora sicuro. Le voci girano, ma non sono cose a cui bado troppo. Guardo al Top 14, ma al momento non ho ancora firmato con nessun club: quando hai grandi club che vogliono proporti un ingaggio vuol dire che stai andando nella direzione giusta a livello di gioco e di professionalità totale”.
Infine una fotografia su se stesso: “Credo di essere uno dei migliori centri dell’Emisfero Nord, al mondo non ancora. Voglio far vedere quello di cui sono capace, perché credo di non essermi espresso ancora al pieno delle mie possibilità”.