Com’era fatta la prima Champions Cup

Il primo trofeo, con i pali ad acca e la stella marchio di una nota birra olandese, venne alzato al cielo per la prima volta il 7 gennaio di trenta anni fa

Il Tolosa festeggia dopo la vittoria della Heineken Cup 1996 - ph. Stade Toulousain

Il 7 gennaio di trent’anni fa il capitano dello Stade Toulousain Emile Ntamack alzava al cielo uno strano trofeo: su una base in legno a forma di stella erano fissati un grosso pallone, una porta con i pali a forma di H, e la medesima lettera; in cima ad uno dei pali brillava una grande stella rossa, marchio di una nota birra olandese che sponsorizzava la competizione.

Era la prima Heineken Cup, quella che oggi si chiama Champions Cup, e inaugurava la storia della competizione più ambita dell’emisfero boreale.

La vinse la squadra di Tolosa al termine di una finale tiratissima contro Cardiff, chiusa ai tempi supplementari in un Arms Park della capitale gallese che tifava tutto per i padroni di casa. I francesi segnarono due mete nei primi dieci minuti con il centro Thomas Castaignede e il mediano di mischia Jerome Cazalbou, ma il mediano di apertura gallese Adrian Davies tenne a galla i suoi con una serie di calci di punizione che culminò in quello del pareggio per 15-15 a tempo scaduto. Solo nei minuti finali dei supplementari Tolosa ebbe il calcio di punizione che consentì a Christophe Deylaud di mandare tra i pali l’ovale della vittoria.

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La Heineken Cup di trent’anni fa era molto diversa dalla Champions Cup di oggi. Non vedeva ai nastri di partenza squadre inglesi e scozzesi, a causa dei dubbi sulla competizione nutriti dalle due federazioni.

C’erano due squadre italiane, il Benetton e il Milan, e una rumena, il Farul Costanza. La federazione irlandese inviò tre delle proprie squadre provinciali, quelle che oggi partecipano allo URC, mentre il Galles scelse di partecipare con le proprie squadre di club. I francesi inviarono le prime due classificate nel precedente campionato e la vincitrice della coppa.

Si giocò in appena due mesi, tra la fine di ottobre e gli inizi di gennaio. Le 12 squadre partecipanti erano divise in mini-pool da 3 squadre, dalle quali emergeva solo la prima classificata per andare a formare il quadro delle semifinali e poi la finale.

Il Tolosa vincitore era già una formazione notevole: Emile Ntamack, padre di Romain, era una delle stelle della nazionale francese assieme a Thomas Castaignede (54 caps) e Christian Califano (72). In panchina, entrato alla fine dei tempi regolamentari, c’era Ugo Mola, che oggi è l’allenatore capo dello Stade Toulousain.

E poi quel trofeo, così bizzarro: non sarebbe mai più stato utilizzato. Dal 1997 l’Heineken Cup si dotò di una coppa più nobile, ma anche esteticamente più omologata. È così che quella foto di Emile Ntamack che alza al cielo quell’acca di metallo rimane un simbolo storico di quell’esperimento, quella prima edizione della Champions Cup che ha compiuto ormai tre decenni.

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