È quanto emerge dal documento della commissione indipendente che ha valutato la squalifica dell’irlandese

Sei Nazioni 2023: James Ryan e Thibaut Flament in Irlanda-Francia – ph. Paul ELLIS / AFP
Il rosso a James Ryan, e soprattutto le mancate scuse, riaccendono il dibattito dopo la sfida all’Aviva Stadium tra Irlanda e Sudafrica. La partita è stata caratterizzata dal gioco falloso dei padroni di casa, molti i gialli collezionati e tante le polemiche dei giorni successivi. Ma dopo la sentenza, che ha squalificato James Ryan per tre settimane, si accende il dibattito: secondo il documento ufficiale della commissione disciplinare, il seconda linea non si è mai scusato con Marx dopo il fallo commesso.
“Il giocatore non hai mai cercato di scusarsi con Marx né sul campo, né dopo la partita, né negli spogliatoi o negli eventi post-partita” si legge nel documento.
L’episodio è avvenuto al 27′ del primo tempo, quando la seconda linea di grande esperienza e colonna del Leinster è intervenuta con una pulizia giudicata pericolosa, colpendo il tallonatore Malcom Marx alla testa con il braccio chiuso. Il cartellino giallo mostrato in campo è stato successivamente convertito in rosso dal bunker. La commissione disciplinare ha confermato la gravità del gesto, considerandola a rischio, costringendo così il giocatore irlandese a uno stop di tre settimane.
Nessuna scusa formale di James Ryan a Malcom Marx, quindi, né dopo il contatto né nelle ore successive. È questo il dettaglio che ha alimentato una discussione incentrata sull’etica e la responsabilità di un gesto non riconosciuto, in uno sport come il rugby che si fonda su determinati valori. Allo stesso tempo la difesa di James Ryan non si è fatta attendere. Sempre stando al documento ufficiale, l’irlandese non si sarebbe reso conto della gravità del suo intervento: “Al momento dell’espulsione non si è reso conto di aver colpito Marx sulla testa, se n’è reso conto solamente il giorno successivo”.
Rivedi gli highlights di Irlanda-Sudafrica
L’episodio è l’ennesima coda del match più controverso delle Quilter Nations Series 2025, caratterizzato da tante polemiche nei confronti dell’arbitro Matthew Carley, e che a distanza di una settimana fa ancora parlare di sé.
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