Francia-Italia: il calcio di Paolo Garbisi andava ripetuto?
Un chiarimento sulle norme 8.22 e 8.27 del regolamento di World Rugby
Francia-Italia: il calcio di Paolo Garbisi andava ripetuto?
È stato il finale più incredibile che la storia recente del rugby italiano ricordi: il tenuto conquistato da Zuliani a tempo scaduto, Paolo Garbisi che posiziona il pallone sulla piazzola e questo che cade a 10 secondi dallo scadere dello “shot clock” (il tempo a disposizione per calciare, che è di 60 secondi per i calci di punizione), il 10 azzurro costretto ad affrettare i tempi e alla fine il pallone che colpisce il palo, nella disperazione degli Azzurri. Al di là della delusione, rivedendo il finale di Lille molti addetti ai lavori hanno cominciato a porsi qualche domanda: il calcio di Paolo Garbisi poteva essere ripetuto?
Regolamento alla mano: la risposta è sì. Ci sono due norme che avrebbero potuto essere applicate nella circostanza: la regola 8.22 e la regola 8.27 del regolamento ufficiale di World Rugby.
Secondo la regola 8.22, nel momento in cui il piazzatore segnala all’arbitro l’intenzione di calciare per i pali (e quindi scattano i 60 secondi) la squadra avversaria deve restare ferma con le mani lungo i fianchi fino la momento in cui il pallone viene calciato. A differenza della trasformazione, quindi, su un calcio di punizione la difesa non può “caricare”. Nel momento in cui Garbisi prende la rincorsa – poi fermata dalla caduta del pallone – si vede chiaramente un giocatore francese avvicinarsi di corsa al mediano azzurro: forse – vedendo il pallone a terra – ha pensato di poter intervenire, ma la regola 8.25 nel caso sarebbe stata altrettanto chiara: qualsiasi giocatore che tocca il pallone nel tentativo di impedire un calcio di punizione compie un gesto irregolare. Infine, quando poi Garbisi riposiziona il pallone e riparte, si vedono 3 giocatori francesi muoversi davanti a lui.
La regola 8.27 definisce anche la sanzione: se il calcio di punizione non viene realizzato a causa dell’infrazione, viene assegnato un altro penalty 10 metri più avanti rispetto al punto originale. Insomma, se l’arbitro avesse sanzionato il posizionamento irregolare dei francesi, non solo Garbisi avrebbe avuto a disposizione un altro calcio di punizione, ma anche da una posizione molto più agevole.
Chiaramente, non è nostra intenzione recriminare su quello che è successo: il verdetto del campo è sovrano ed è giusto rispettarlo sempre. È altrettanto giusto, però, fare chiarezza su ciò che dice il regolamento.
Francesco Palma