La squalifica di Sexton vista da giocatori e addetti ai lavori: tra critiche e difese

Come prevedibile, la decisione nei confronti del campione irlandese ha scatenato una lunga serie di reazioni

Sei Nazioni, Sexton avverte i suoi:

La squalifica di Sexton vista da giocatori e addetti ai lavori: tra critiche e difese (Ph. Sebastiano Pessina)

La squalifica di Jonathan Sexton ha lasciato più di qualche strascico nell’ambiente. Tante personalità del rugby mondiale hanno detto la loro su quanto accaduto e sulla squalifica – considerata troppo leggera (3 settimane) – del campione irlandese.

Il primo a intervenire è stato Ryan Lamb, ex giocatore di Gloucester, London Irish, Northampton Saints, Leicester Tigers e Worcester Warriors.

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Lamb, ora assistente allenatore a Plymouth, ha vissuto un’esperienza simile a quella di Sexton. Fu infatti squalificato per quattro settimane per aver detto all’arbitro: “È un fo*******to imbarazzo”, anche se Lamb ha sempre ribadito di non aver mai detto parolacce in quella situazione.

In ogni caso, su Twitter Lamb ha detto la sua: “Ho avuto una squalifica di 4 partite per aver chiesto a un arbitro di spiegare una decisione in modo inappropriato, senza parolacce. Pensavo di meritare la squalifica che avevo preso, ma a questo punto non ne sono così sicuro”.

Dall’altro lato, Lamb ha ironicamente fatto notare che in questo modo – saltando i test match di preparazione – sarà sicuro di partecipare al mondiale, vista la sua tendenza a infortunarsi: “Quanto sarebbe stato orribile per uno dei migliori giocatori d’Europa finire la carriera così?”

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L’ex flanker dell’Irlanda e di Munster, Stephen Ferris, ha invece preso le difese di Sexton: “Mi dispiace per i fan irlandesi che hanno visto Johnny Sexton giocare per molti anni per il suo Paese e ora non avranno la possibilità di vederlo giocare sul suolo irlandese prima della Coppa del Mondo. Ha fatto crescere il gioco a livello globale per quasi due decenni, e a mio parere la squalifica sembra pesante”

L’ex capitano dell’Inghilterra Will Carling, invece, è stato molto duro: “I valori del rugby sono importanti, e uno di questi valori è il rispetto, un altro deve essere la disciplina, e tutto il resto. Se no, allora perché far finta di avere questi valori?”

Il giornalista Neil Fissler è stato ancora più duro: “Questo sport è una presa in giro, e coloro che hanno preso questa decisione sono dei clown incompetenti”

 

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