Rovigo, Casellato: “Non so come ringraziare i ragazzi. I tifosi sono fantastici, ma della città mi interessa poco…”

Secondo titolo italiano per l’ex Benetton, tra grande gioia e qualche frecciatina

Casellato, Rovigo

Casellato. Rovigo ph. Massimiliano Carnabuci

Con lo Scudetto ’20/’21, ottenuto in volata grazie alla meta di Carel Greeff, nel tardo pomeriggio odierno, il secondo della sua carriera da allenatore dopo quello con Moglinao nel 2013, Umberto Casellato ha chiuso in bellezza la sua esperienza a Rovigo, con due titoli vinti (contando anche la Coppa Italia ’19/’20) e tre finali raggiunte, su tre tornei a disputati.

Un percorso agonistico dunque di grande rilievo, sublimato dalla vittoria odierna, ancor più preziosa ed importante, nel derby d’Italia contro i rivali di sempre del Petrarca. Una vittoria ottenuta grazie ad un grande gruppo: “E’ il Rovigo dei ragazzi”, esordisce, a margine dell’incontro, Umberto Casellato, ai microfoni RAI, trattenendo a stento la commozione.

“E’ stato un campionato duro: abbiamo avuto un momento difficile, con tre sconfitte consecutive. Un momento in cui è successo di tutto, perché siamo un po’, per fare un parallelo calcistico, un ambiente come il Napoli o la Roma nel calcio”, dettaglia l’ex haed coach dei Leoni.

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“Con lo staff tecnico ed i ragazzi, però, siamo andati avanti a lavorare sempre, a testa bassa. Non so come ringraziarli per il grande lavoro fatto in questi anni. Siamo arrivati in fondo a tutti i tornei a cui abbiamo preso parte, giocando tutte le finali e vincendo due titoli (con la Coppa Italia 2020), non so da quanti anni non succedeva che Rovigo vincesse due trofei consecutivamente”, prosegue.

“Condivido questo traguardo con la squadra, con i giocatori che hanno dimostrato di avere due coglioni grandi così. Ci credono sempre… anche in una giornata come oggi, in cui, dopo un primo tempo in cui avevamo fatto meglio noi, nella ripresa il Petrarca aveva fatto di più. Ma alla fine è andata bene”, spiega, prima di togliersi qualche sassolino dalle scarpe.

Stuzzicato infatti sul lascito di questi anni alla città, Casellato ha spiegato come “Della città gli interessa poco…”. “Non parlo ovviamente dei tifosi, che sono speciali ed ai quali regalerei uno Scudetto ogni mese, ma mi riferisco ad altre dinamiche…”, conclude il coach neo Campione d’Italia, commentando l’ambiente rodigino.

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