Andrea Lovotti: analisi e autocritica di quel brutto fallo su Vermeulen
Il pilone azzurro racconta quel momento e tutto quello che ne è conseguito dopo
Andrea Lovotti alla Rugby World Cup Ph. Sebastiano Pessina
Andrea Lovotti torna “sul luogo del misfatto”. A distanza di tanti mesi da quel 4 Ottobre 2019, il pilone della nazionale torna a parlare del momento del fallo su Duane Vermeulen, durante il match valido per l’ultima giornata della fase a gironi della Rugby World Cup 2019 fra Italia e Sudafrica, che gli è costato un cartellino rosso e molte settimane di squalifica e pentimento.
Il ricordo e l’ammissione, racconta Andrea Lovotti
“Quel giorno a Shizuoka ho preso il cartellino rosso: ricordo benissimo quel momento – afferma l’avanti – e penso che non lo dimenticherò mai. C’era un giocatore dei nostri che aveva fatto un buco ed era arrivato quasi sui ventidue avversari, noi eravamo un pelo in ritardo e Vermeulen ha messo le pali sul pallone: io ricordo di essere arrivato leggermente laterale e non essendo proprio dritto ho cercato di prendere con un braccio la sua spalla e con l’altro la sua gamba per ribaltarlo dal lato, che solitamente è una cosa regolarissima.
Purtroppo dall’altra parte c’è stato Quaglio che ha avuto la mia stessa idea ma dal lato opposto, l’idea di farlo cadere di lato, ahimè si è evoluta in un’alzata di peso: da lì il nostro errore più grosso è stato quello di non accompagnarlo al terreno in maniera sicura per lui.
La sanzione disciplinare: l’analisi di Andrea Lovotti
“E’ stato un rosso sacrosanto, poi poteva essere dato a me o a Quaglio o a tutti e due: fatto sta che era giusto. Il fallo comunque c’era: pur non essendo intenzionale, ha fatto cadere Vermeulen di testa. La sicurezza dei giocatori viene prima di tutto e in quel caso non siamo stati in grado di tutelarla. Purtroppo per me, è stato giusto così”.
Il post e la voglia di rialzarsi: lo spirito di Andrea Lovotti
“All’inizio – fa sapere il pilone – è stato come se mi fosse crollato il mondo addosso poi, pian piano, con l’aiuto dei compagni e dei famigliari è stato più semplice passarci sopra. Rimane un’ esperienza: da quello che è accaduto ho imparato a tirarci fuori anche un lato positivo, a gestire la pressione e a non lasciarmi andare alla foga del momento ma a essere più lucido”.
“Di cose brutte ne ho vissute sui social, dove mi hanno detto che sono stato la vergogna della nazione e che ho voltato le spalle alla bandiera, per fortuna però anche lì c’è stato qualche meme simpatico che ha alleggerito un po’ la situazione”.