Rugby World Cup 2019: l’Australia fatica, ma alla fine riesce a imporsi 27-8 sulla Georgia

I Wallabies riescono a conquistare il punto di bonus solo all’ottantesimo, non offrendo la loro migliore prestazione

Ph. REUTERS/Edgar Su

A Shizuoka la partita si apre in maniera piuttosto letargica, sotto una pioggia non intensa ma comunque disturbante, e questo non fa che aiutare la Georgia a tenere le cose inchiodate sullo 0-0. Poco prima del quarto d’ora Beale è costretto a uscire per una concussion venendo rilevato da Haylett-Petty: il motivo dell’impatto è dato da un’entrata scomposta di un difensore georgiano. Ne scaturisce quindi una punizione a favore dell’Australia che prova ad andare in touche e poi ad usare i suoi avanti per andare oltre, ma il muro caucasico regge causando l’in-avanti degli uomini di Cheika.

Si scollina il ventesimo, i Wallabies iniziano trovare il bandolo della matassa entrando nei ventidue dei rivali con un multifase lunghissimo (18 fasi): da sinistra a destra coinvolgendo prima gli avanti e poi i trequarti, sino a quando Nick White non si incarica personalmente della penetrazione decisiva per andare oltre. Toomua converte il 7-0.
La reazione georgiana di contro, non si fa attendere: sul restart Sharikadze e compagni si gettano nella metà campo avversaria guadagnando un piazzato, per un tackle alto di Latu, che Matiashvili non si fa pregare nel trasformare comodamente in posizione centrale. Si va quindi sul 7-3.
In campo c’è confusione: i vicecampioni del mondo vengono nuovamente imbrigliati dai Lelos che riportano i ritmi del duello su una cadenza a loro più congeniale. Al trentacinquesimo poi, arriva un episodio che modifica le cose: nel tentativo di sostenere un compagno, Naisarani eccede andando a colpire con il braccio teso il volto di Nemsadze. L’arbitro e il TMO ravvisano la scorrettezza: il numero otto viene ammonito. L’Australia si ritrova in quattordici, ma il paradosso è che alla ripresa del gioco riesca immediatamente a mettere punti sul tabellino, grazie alla rubata in rimessa laterale e a punizione conseguente conquistata in mezzo al campo, con Toomua abile a centrare i pali e a consegnare ai suoi il 10-3 con cui si va al riposo.

La ripresa viene sostanzialmente inaugurata dal ritorno in campo di Naisarani e dalla conseguente nuova parità numerica sul terreno di gioco. La compagine dell’Emisfero Nord sembra più propositiva rispetto alla prima frazione. Al cinquantesimo le squadre tirano il fiato, con gli allenatori pronti a pescare a piene mani dalle loro panchine per la prima girandola di cambi. Il match diventa spezzettato e falloso: fioccano gli errori.

Scocca l’ora di gioco: Koroibete decide di illuminare letteralmente la contesa. L’ala australiana raccoglie all’indietro il passaggio impreciso di un compagno mettendosi in moto e sciorinando uno slalom speciale che interdisce tutta la difesa georgiana da qualsiasi tentativo di placcaggio: e’ la meta – pazzesca – che vale il 17-3.
Il match sembra scivolare verso una fine scontata, ma non è così. Al settantesimo, sugli sviluppi di una touche, l’attacco caucasico riesce ad accendersi. La palla arriva a Khmaladze che crea il break e serve al largo il velocissimo Todua, il quale mette in moto le gambe e va a schiacciare nei pressi della bandierina. Matiashvili manca la conversione, si va in ogni caso sul 17-8.
Il cazzotto preso ha l’effetto di svegliare l’Australia. Sul restart da centrocampo, la compagine in maglia gialla riesce a riconquistare l’ovale e a porsi nelle condizioni di mettere in piedi un drive abrasivo che finisce la sua corsa, timonato da Dempsey, nella “end zone” rivale. Arriva la terza segnatura degli oceanici, che vale il 22-8.
E’ una lotta contro il tempo, per Pocock e compagni che ora vanno a caccia del punto di bonus. Simmons ispira, Tupou sfonda, Genia completa il lavoro in una combinazione di giocatori tutti subentrati dalla panchina. Arriva il punto addizionale. Si chiude sul 27-8. L’Australia va ai quarti di finale.

Australia: 15 Kurtley Beale, 14 Jordan Petaia, 13 James O’Connor, 12 Samu Kerevi, 11 Marika Koroibete, 10 Matt Toomua, 9 Nic White, 8 Isi Naisarani, 7 David Pocock (c), 6 Jack Dempsey, 5 Rory Arnold, 4 Izack Rodda, 3 Sekope Kepu, 2 Tolu Latu, 1 Scott Sio
A disposizione: 16 Jordan Uelese, 17 James Slipper, 18 Taniela Tupou, 19 Rob Simmons, 20 Lukhan Salakaia-Loto, 21 Will Genia, 22 Christian Lealiifano, 23 Dane Haylett-Petty

Marcatori Australia
Mete: Nic White (22), Marika Koroibete (60), Jack Dempsey (76), Will Genia (79)
Conversioni: Matt Toomua (23, 61)
Punizioni: Matt Toomua (38)
Cartellini: Isi Naisarani subisce il giallo (35)

Georgia: 15 Soso Matiashvili, 14 Giorgi Kveseladze, 13 David Kacharava, 12 Merab Sharikadze (c), 11 Alexander Todua, 10 Lasha Khmaladze, 9 Gela Aprasidze, 8 Beka Gorgadze, 7 Mamuka Gorgodze, 6 Beka Saginadze, 5 Konstantine Mikautadze, 4 Giorgi Nemsadze, 3 Beka Gigashvili, 2 Shalva Mamukashvili, 1 Mikheil Nariashvili
A disposizione: 16 Jaba Bregvadze, 17 Guram Gogichashvili, 18 Giorgi Melikidze, 19 Otari Giorgadze, 20 Giorgi Tkhilaishvili, 21 Vasil Lobzhanidze, 22 Lasha Malaguradze, 23 Tamaz Mchedlidze

Marcatori Georgia
Mete: Alexander Todua (70)
Conversioni:
Punizioni: Soso Matiashvili (28)

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