Rugby World Cup 2019: La Scozia ha voglia di stupire

Analizziamo le scelte di Townsend a meno di una settimana dalla partenza per il Giappone

ph. Matteo Mangiarotti – OnRugby

Linlithgow – Gregor Townsend ha annunciato ieri pomeriggio, nella suggestiva cornice del Linlithgow Palace e sotto una pioggia battente, i nomi dei trentuno convocati della Scozia per la spedizione giapponese.

Non ci sono stati grandi “scossoni” rispetto alla squadra che, un pò tutti, avevamo immaginato alla vigilia ma alcune esclusioni hanno fatto decisamente più scalpore di altre.

Il focus, decisamente, è sui centri, un reparto in cui (finalmente) la Scozia gode di buona profondità; se Sam Johnson, recuperato dall’infortunio, era praticamente certo del posto in squadra così come Duncan Taylor (che, molto probabilmente, giocherà 13) non era così scontata l’esclusione dal gruppo di un elemento come Huw Jones, che fino allo scorso anno sembrava avere il posto nel XV titolare garantito.

Difficile dire con certezza quale sia la causa dell’involuzione del trequarti nato ad Edimburgo ma cresciuto rugbisticamente in Sudafrica, esploso negli Stormers e tornato in Scozia come “predestinato”, ma è molto probabile che la seconda metà della stagione scorsa, un’annata piuttosto interessante per i Glasgow Warriors ma tutt’altro che esaltante per il giocatore, abbia deciso le sue sorti in Nazionale.

Jones, infatti, ha rinnovato il suo contratto coi Warriors per altre due stagioni a ridosso del Natale, rinunciando a diverse offerte (tra tutte, quella dei Leicester Tigers era sembrata fin da subito la più concreta) dopo aver parlato con Dave Rennie (head coach dei Glaswegians), Gregor Townsend (head coach della Scozia) e Scott Johnson, ex DoR della Scottish Rugby che in marzo è tornato nella natìa Australia. Nella conferenza stampa post-1872 Cup (in cui ha discusso il rinnovo) però, l’espressione del giocatore era tutt’altro che soddisfatta e ha dato fin da subito l’impressione che la scelta di restare al di qua del Vallo di Adriano gli fosse stata dettata da altri, più che da una reale volontà personale.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti, con Huw Jones che passa da ragazzo prodigio a riserva (nemmeno tanto di lusso) nel club e che fatica a trovare spazio anche in Nazionale, non riuscendo a convincere Toony nelle gare disputate in estate – anche a causa di uno stato di forma tutt’altro che perfetto.

Difficile, adesso, che Glasgow possa ridare serenità al centro che, forse, dovrebbe discutere col club la possibilità di andare a giocare altrove per ritrovare la forma – e ritrovarsi.

“Jones non ha giocato abbastanza bene, o non ha addirittura giocato, negli ultimi mesi e nonostante in allenamento sia apparso in grande forma, in campo non ha saputo mettersi in mostra. Sappiamo che sta tornando ai livelli che tutti conosciamo ma al momento non era pronto,” ha detto Townsend durante la conferenza stampa di ieri.

Nei trequarti fa scalpore anche la scelta di escludere Hutchinson, salito alla ribalta ultimamente ma che ha pagato la mancanza di esperienza a livello internazionale (fattore che, molto probabilmente, era stato decisivo ad inizio agosto nell’esclusione di Kyle Steyn, che aveva invece avuto una stagione clamorosa coi Warriors). Ancora in agosto, aveva un pò sorpreso anche l’esclusione di Nick Grigg contando quanto sia stimato da Townsend mentre Byron McGuigan non aveva grosse speranze di salire sull’aereo per il Giappone.

“Rory [Hutchinson] è andato vicinissimo ad entrare nel gruppo, ma alla fine la sua mancanza di esperienza a livello internazionale ha fatto la differenza per la scelta finale. Su lui e Huw [Jones] abbiamo discusso parecchio domenica, durante il viaggio di ritorno dalla Georgia e anche in aeroporto e durante altre conversazioni che abbiamo avuto come staff tecnico. Ha fatto molto bene quando è stato chiamato in causa ma alla fine abbiamo deciso di puntare su giocatori più esperti.”

Tra i convocati, non sorprende affatto la scelta di portare alla Coppa del Mondo giocatori versatili e in forma come Darcy Graham (alla seconda stagione consecutiva da protagonista col suo club, Edinburgh) e Blair Kinghorn, mentre Pete Horne (anch’egli capace di ricoprire più ruoli) e Chris Harris (“è stato impressionante durante tutta la stagione ed è migliorato tantissimo dal punto di vista offensivo, un esempio di questo lo abbiamo visto anche contro la Francia”) partono forse un gradino sotto la coppia centrale Johnson-Taylor ma avranno sicuramente modo di mettersi in mostra.

Se, ovviamente, Hogg, Maitland, Seymour, Russell e Laidlaw avevano il posto assicurato, fa piacere vedere Adam Hastings tra i convocati (“sono un 10, non credo che giocherò mai 12, ma ho dimostrato lo scorso anno di potermela cavare estremo e credo che se non avrò spazio in mediana Townsend potrebbe pensare di schierarmi li”, ha detto oggi l’apertura dei Warriors) così come era giusto premiare la continuità di Ali Price e la qualità di George Horne.

Tra gli avanti, considerando il “gran rifiuto” di Richie Gray (che ha preferito restare con la famiglia piuttosto che volare in Giappone) l’esclusione più clamorosa è quella di Jamie Bhatti (ma la competizione in prima linea era davvero feroce e Townsend ha scelto di dare fiducia a Reid, unico elemento tesserato con un club di Super6), mentre Magnus Bradbury (così come Josh Strauss) paga soprattutto la scelta di Toony di puntare su Blade Thomson e il fatto che John Barclay e Ryan Wilson possono ricoprire più ruoli in terza linea.

In chiusura, l’infortunio di Sam Skinner aveva praticamente definito la scelta delle seconde linee, con Jonny Gray che ha recuperato dall’infortunio al tendine (“voglio ringraziare tutti, soprattutto lo staff medico che mi ha permesso di tornare in squadra in tempo per la coppa del mondo”) e che è uno degli “irrinunciabili”, mentre Gilchrist, Ben Toolis e Scott Cummings molto probabilmente si giocheranno il posto al suo fianco nel XV titolare per la sfida contro l’Irlanda.

Insomma, un gruppo davvero interessante quello scelto da Townsend e dal suo staff per questa coppa del mondo, in cui la Scozia cercherà di andare più in là possibile e, se possibile, cancellare il ricordo di “quella piovosa giornata a Twickenham contro l’Australia”.

“Il nostro tipo di gioco mette sotto pressione gli avversari sia perchè siamo pronti fisicamente, sia perchè abbiamo voglia di fare bene, ma dobbiamo anche fare in modo che in difesa le cose funzionino bene. Un risultato positivo per noi sarebbe giocare al nostro massimo, perchè giocare come sappiamo è sempre l’obiettivo minimo che ci prefissiamo ogni volta. Dobbiamo fare benissimo fin da subito, contro l’Irlanda, ed esser capaci di stare costanti durante tutto il torneo. Sappiamo che, se giochiamo al nostro meglio, possiamo mettere in difficoltà chiunque,” ha chiuso Townsend.

Chi giocherà contro l’Irlanda? Dipende da tanti fattori, ma non sarei stupito di vedere un reparto dei trequarti formato da Hogg estremo, Seymour-Maitland all’ala, Johnson (12) e Taylor (13) al centro e Russell-Laidlaw in mediana. Nel pack, Reid-McInally-WP Nel, Gray-Gilchrist (o Toolis), Barclay (6), Thomson (8) e Watson (7).

Venerdì ultimo test di preparazione (al BT Murrayfield contro la Georgia, avversario che testerà ancora una volta la fisicità dei Dark Blues), lunedì volo verso il Giappone. La Scozia ha voglia di stupire, vedremo se riuscirà a trasformare l’energia positiva in prestazioni convincenti.

Matteo Mangiarotti

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