Italia, la carica del rientrante Luca Morisi: “E’ un piacere essere di nuovo qui”

Il centro ha parlato dagli Stati Uniti nei giorni che precedono il Test Match contro l’Irlanda

Luca Morisi

ph. Sebastiano Pessina

Una nazionale sperimentale, ma con qualche caposaldo. Per l’Italia di Conor O’Shea manca sempre di meno alla sfida di sabato prossimo contro l’Irlanda – in quel del Soldier Field di Chicago (diretta DAZN h 21) – e l’attesa inevitabilmente inizia a crescere. Nel XV azzurro quindi, come detto, non mancheranno le novità ma anche i graditi ritorni. E’ il caso ad esempio di Luca Morisi che, dopo tante vicissitudini legate agli infortuni, tornerà prendendosi una maglia da primo centro di fianco al capitano di giornata Michele Campagnaro. Una coppia questa che il rugby italiano ha sognato per più di qualche tempo e che adesso potrà finalmente essere realtà.

Ecco le dichiarazioni del centro del Benetton Treviso rilasciate alla stampa locale: “E’ un piacere essere tornato nel gruppo azzurroha dichiarato il milanese – e finalmente ho la possibilità di tornare a giocare con l’Italia. Sono entusiasta. La partita contro l’Irlanda sarà molto difficile ma abbiamo una squadra molto unita che saprà affrontare al meglio l’impegno. Dal mio punto di vista ho un mix di emozioni: ritorno a vestire la maglia Azzurra dopo tanto tempo in una città fantastica contro un avversario importante, la seconda squadra al mondo. Inizio ad essere molto eccitato all’idea di scendere in campo.
E’ impensabile prendere l’impegno sotto gamba – afferma il centro azzurro – non siamo di certo in vacanza qui. E’ una grande occasione per tornare alla ribalta e, per tutti, per mettersi in luce. Manca meno di un anno al Mondiale e ogni occasione sarà fondamentale per poter conquistare un posto nella rosa che volerà in Giappone”.

Infine un’opinione anche sul rapporto fra la nazionale e le franchigie: E’ un lavoro molto importante. A Treviso è diventata una sana abitudine collaborare tutti i giorni sia dal punto di vista fisico che tecnico anticipando, per alcuni versi, quello che poi andremo a mostrare sul campo di allenamento con l’Italia. La crescita di ogni singolo giocatore passa anche da questo fattore”.

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