Rugby Championship: Gli All Blacks spengono l’ardore argentino, vincono 35 a 17 e conquistano il torneo

Pumas coraggiosi e imprecisi a Buenos Aires. I neozelandesi sfruttano ogni occasione in una partita fisicamente durissima e ottengono la vittoria che serviva

ph. Reuters

I primi cinque minuti del confronto fra Argentina e Nuova Zelanda, allo José Amalfitani di Buenos Aires gremito in ogni ordine di posti, sono infuocati: il pubblico carica i proprio giocatori e Sanchez segna dopo prolungata pressione a tutto campo dei suoi su calcio di punizione.

All Blacks che però rispondono in grande stile: dopo due lanci sbagliati in fondo all’allineamento di touche, Taylor lancia davanti e sull’allargamento sui trequarti la combinazione è semplicemente perfetta: Naholo può correre nello spazio, e presentare a Ben Smith un facile due contro uno da giocare con Rieko Ioane, che segna la prima meta dell’incontro. Barrett dall’angolo è preciso: 7 a 3.

I padroni di casa hanno la forza di tornare nuovamente in attacco dopo il restart e vincere un nuovo calcio di punizione che Sanchez sbaglia inopinatamente, nonostante la posizione relativamente agile.

Al sedicesimo Crotty trova un grubber che mette sotto pressione la rimessa laterale argentina, anch’essa imprecisa. Sulle conseguenze della touche gli All Blacks ottengono una mischia a cinque metri che guadagna un vantaggio su quella argentina: Perenara alza il pallone (con sospetto di avanti fugato dal TMO) a un inarrestabile Naholo e la Nuova Zelanda scappa sul 14 a 3.

Primo quarto di partita che vede un’Argentina tosta e volenterosa commettere qualche errore di troppo contro degli All Blacks cinici, che sfruttano ogni occasione a disposizione. Uno spartito non inedito da parte degli uomini di Steve Hansen.

Al ventinovesimo situazione controversa: nella metà campo argentina Delguy sfugge al placcaggio di Codie Taylor e va a terra. Taylor viene spinto da De La Fuente e, cadendo su Delguy, lo stordisce con una ginocchiata accidentale al volto. L’ala perde il controllo del pallone nella botta, e Rieko Ioane è il primo ad approfittarne, segnando una meta di rapina che mette gli All Blacks comodi a 21 punti, con la trasformazione ancora dall’angolo di Beauden Barrett.

L’Argentina prova a ruggire al minuto 33, con ripetute cariche nei 5 metri avversari. Ottenuto un calcio di punizione, i Pumas scelgono la rimessa laterale per provare a violare la linea avversaria con la maul. Sugli sviluppi dell’azione la difesa dei tuttineri è disperata, ma resiste. Sonny Bill Williams viene punito con un cartellino giallo a causa di ripetute infrazioni dei suoi, colpevole per ultimo di un fuorigioco di linea. Sulla successiva rimessa laterale, però, la rimessa laterale sudamericana non è perfetta e l’ovale è perso in avanti. Sulla mischia seguente Savea, in campo dal primo minuto a causa di un’influenza per il previsto titolare Luke Whitelock, risolve i problemi dei suoi e gli All Blacks possono andare a riposo senza aver concesso ulteriori punti.

Al ritorno in campo l’Argentina riparte di gran carriera: Sanchez attacca la linea e trova un gran buco nella difesa e viene fermato in maniera fallosa da Barrett, che non chiude mai il placcaggio sul diretto avversario ben dentro i propri ventidue metri. Francamente incomprensibile il comportamento di Raynal che non commina il giallo al 10 in maglia nera, ma l’arbitraggio del francese è stato incerto per tutti gli 80 minuti. Per di più, Sanchez decide di sprecare la punizione cercando un calcio all’ala per Moroni, effettivamente smarcato, ma eseguendo in maniera pessima.

La partita si fa nervosa e oltre ai colpi regolari che i giocatori si scambiano dal primo minuto, incomincia anche qualche scaramuccia quando i Pumas mettono pressione agli avversari. Gli argentini continuano però a essere frustrati dai numerosi errori commessi negli ultimi metri, come accade ancora con il lancio sbagliato da Creevy a cinque metri dalla linea al 47′.

Al 53′ Sonny Bill Williams torna a far vedere uno dei numeri che lo ha reso famoso, assorbendo un doppio placcaggio sulla linea mediana del campo e servendo un delizioso offload per Rieko Ioane. L’ala sembra involarsi verso la linea ma Boffelli è provvidenziale a salvare la situazione con una francesina.

Passano appena 80 secondi e Patrick Tuipulotu segna la quarta meta dei suoi sulle conseguenze di un pick and go. Gli All Blacks tornano quindi a marcare nella prima occasione in cui riescono a mettere piedi nella metà campo avversaria. Barrett è ancora una volta preciso e il tabellone segna 28 a 3 per gli ospiti.

Immediata la reazione dei padroni di casa con una grande azione del pilone di riserva Medrano, che sfonda e pesta sulle gambe prima di servire l’accorrente Cubelli. Sulle conseguenze dell’azione Kremer prova a sfondare ma viene tenuto alto. Si torna su un calcio di punizione per placcaggio alto di Taylor e i Pumas costruiscono una buona maul da touche a 5 metri. Sugli sviluppi si va dal TMO per vedere se Cubelli, indemoniato dopo il uso ingresso, è riuscito a schiacciare il pallone: la situazione è complessa, e i pareri di Raynal e del TMO cozzano. Il fischietto francese rivede l’azione un’ultima volta e decide infine di convalidare la meta: è 28 a 10.

L’Argentina raddoppia al minuto 67 su un’azione che ha origine dal caos: Raynal si frappone fra Cubelli e Sanchez, la palla rimbalza qua e là fuori controllo e carambola infine fra le mani di De La Fuente che esplora la profondità con un grubber ottimo raccolto da Boffelli. Matera carica di potenza e arriva a un metro dalla linea, e Cubelli, con un passaggio mentre si trova in ginocchio, serve ancora Boffelli nell’angolo sinistro per la marcatura. Sanchez aggiunge due punti e si va sul 28 a 17, con il pubblico che si riaccende e la partita che torna a infiammarsi.

Altrettanto caotica l’azione al 70′: un pallone perso malamente dall’Argentina a centrocampo carambola fra Boffelli (che rimane toccato durissimo) e Naholo e finisce per essere calciato lungo da Crotty e inseguito da Barrett. Cancelliere è in anticipo ma non riesce a controllare, la palla schizza in area di meta e infine Cubelli e Barrett sembrano schiacciare contemporaneamente. Il TMO, ancora chiamato in causa, opta per un pallone portato dentro e annullato dal 9 albiceleste: mischia a 5 per gli All Blacks.

La mischia All Blacks domina così come accaduto per tutto l’incontro. La palla esce fuori con poco controllo e Richie Mo’unga si produce nel classico coniglio dal cilindro toccando il pallone con l’interno del piede sinistro sotto grande pressione: il primo ad arrivare è Anton Lienert-Brown per la quinta meta dei suoi.

La partita si conclude con un capannello di spintoni fra gli avanti delle due squadre, condito da una invasione di campo dell’ultimo minuto. Gli All Blacks vincono 35 a 17 e conquistano matematicamente il Rugby Championship 2018 con una partita di anticipo.

Argentina che negli 80 minuti ha costruito tanto ma concluso meno del dovuto in una partita bestiale dal punto di vista fisico. Tanti errori da una parte e dall’altra, complice una umidità che rendeva l’ovale di difficile gestione. All Blacks cinici, che sfruttano ogni occasioni per segnare e che mettono il proprio sigillo sulla mischia, dominando gli avversari per 80 minuti in chiusa. Ottima partita per Ardie Savea, forse una delle sue migliori prestazioni in maglia nera. Per l’Argentina un buon Sanchez e una prova incoraggiante da parte della panchina, compreso un ritrovato Cubelli.

Argentina: 15 Emiliano Boffelli, 14 Bautista Delguy, 13 Jeronimo De La Fuente, 12 Bautista Ezcurra, 11 Matias Moroni, 10 Nicolas Sanchez, 9 Gonzalo Bertranou, 8 Javier Ortega Desio, 7 Marcos Kremer, 6 Pablo Matera, 5 Tomas Lavanini, 4 Guido Petti, 3 Ramiro Herrera, 2 Agustin Creevy (c), 1 Nahuel Tetaz Chaparro
A disposizione: 16 Julian Montoya, 17 Juan Pablo Zeiss, 18 Santiago Medrano, 19 Matias Alemanno, 20 Juan Manuel Leguizamon, 21 Tomas Cubelli, 22 Matias Orlando, 23 Sebastian Cancelliere

Marcatori Argentina
Mete: Cubelli (57′), Boffelli (67′)
Trasformazioni: Sanchez (57′, 67′)
Calci di punizione: Sanchez (5′)

Nuova Zelanda: 15 Ben Smith, 14 Waisake Naholo, 13 Ryan Crotty, 12 Sonny Bill Williams, 11 Rieko Ioane, 10 Beauden Barrett, 9 TJ Perenara, 8 Ardie Savea, 7 Sam Cane, 6 Shannon Frizell, 5 Scott Barrett, 4 Samuel Whitelock (c), 3 Ofa Tu’ungafasi, 2 Codie Taylor, 1 Karl Tu’inukuafe;
A disposizione: 16 Nathan Harris, 17 Tim Perry, 18 Angus Ta’avao, 19 Patrick Tuipulotu, 20 Jackson Hemopo, 21 Aaron Smith, 22 Richie Mo’unga, 23 Anton Lienert-Brown;

Marcatori Nuova Zelanda
Mete: Ioane (8′, 29′), Naholo (16′), Tuipulotu (54′), Lienert-Brown (72′)
Trasformazioni: Barrett (8′, 16′, 29′, 54′), Mo’unga (72′)

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