Dal pareggio francese alla Rugby World Cup in casa: il Giappone e l’obiettivo 2019

Il “rovescio della medaglia” del pareggio francese. La nuova dimensione nipponica e l’obiettivo della Coppa del Mondo domestica

ph. Reuters

E’ il 25 novembre 2017, alla U Arena di Parigi Francia e Giappone nell’ultimo fine settimana di test match impattano clamorosamente sul 23-23.
Un risultato che ha dell’incredibile, per la prima volta la selezione del Sol Levante è riuscita a far risultato contro i Bleus, per di più in casa dei “Galletti”. Oltralpe si scatena il putiferio, che un mese dopo porterà alla cacciata di Guy Novès in favore di Jacques Brunel diventato allenatore della nazionale francese dal 27 dicembre scorso.

Tutti si concentrano quindi sul “lato transalpino” della questione, ma a quaranta giorni circa dalla partita è Noriyuki Sakamoto – segretario della Federazione Giapponese di rugby –  a rilasciare un’intervista a Le Figaro dove rivela le impressioni di quella sera da parte dei “Brave Blossoms” in vista anche della World Cup 2019, che organizzeranno in casa.

“Eravamo venuti in Francia per vincere, ma abbiamo concesso troppe penalità quella sera. Abbiamo capito che i nostri avversari avevano e hanno individualità maggiori rispetto alle nostre, ma si vedeva che mancavano di coesione. Non sembrava una squadra con un piano di gioco.

Il risultato ci ha dato grande confidenza, ma sappiamo che ora siamo sul radar di tutte le squadre internazionali e questo renderà loro più “diffidenti” nei nostri confronti. Saremo visti ed affrontati ad un livello maggiore. Sono prove come quella fatta a novembre che ci danno confidenza verso la World Cup 2019. Sappiamo che dovremo affrontare l’Irlanda nella Pool ma vogliamo batterla e darci un’opzione di qualificazione verso i quarti di finale, che restano il nostro obiettivo. Ci servirà una grande prova, ma se giochiamo come sappiamo siamo certi di potercela fare”.

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