Dominio neozelandese alle Women’s Sevens World Series

Il racconto della tappa di Clermont e intervista al capitano delle Black Ferns Sevens

Michaela Boyde, Player of the Season 2016-2017, during the match New Zeland v France in Clermont Ferrand #Clermont7s

Ph. World Rugby

CLERMONT – Dominio totale della Nuova Zelanda nelle Series 2016-17: anche a Clermont Ferrand, ultima tappa di stagione, le Black Ferns hanno vinto in relativa tranquillità, chiudendo al primo posto la classifica generale con un netto vantaggio di 16 punti sull’Australia e 18 sul Canada.

 

La sfida tra Kiwis e Wallabies è stata anche la finale di domenica allo stadio Montpied, con un 22-7 che la dice lunga sullo strapotere neozelandese in terra francese (e non solo).
Nuova Zelanda in meta dopo un minuto, con Ruby Tui che schiaccia alla bandierina e, nonostante la posizione molto angolata, Tyla Nathan-Wong trasforma. Il temporaneo pareggio aussie arriva con Shannon Parry, che trova un bell’inserimento centrale, agevolata da un perfetto incrocio da parte delle compagne. Allo scadere della prima frazione, però, è ancora Ruby Tui ad aprire la difesa australiana, con Nial Williams che riporta le Black Ferns in vantaggio prima dell’intervallo.

Nella ripresa è ancora dominio tuttonero, con capitan Nathan-Wong a impostare il gioco con grande pulizia. Proprio da lei parte la palla per la meta di Michaela Boyde, che per tutta la gara ha saputo spaziare da un’ala all’altra mettendo in grande difficoltà le campionesse olimpiche. Quindi ancora Tyla Nathan-Wong, con un offload da applausi, lancia in meta Shakira Baker, chiudendo di fatto il match.

 

 

Il bronzo di Clermont è andato al Canada, vittorioso sulle padrone di casa francesi nonostante il tifo di tutto il Montpied. Sugli scudi Charity Williams, autrice di quattro delle sei mete nordamericane; le altre portano invece la firma di Julia Greenshields (al termine di un bel gioco alla mano in velocità) e di Ghislane Landry (che finalizza un’altra azione corale). Francia che vuole strafare davanti al pubblico di casa e viene punita duramente, ma con questo piazzamento si assicura comunque l’ultimo accesso alla Coppa del Mondo di San Francisco 2018. Applausi a fine partita per la veterana delle Maple Leafs, Ashley Steacy, che con questo match ha dato il proprio addio alla Nazionale: il suo nome è andato sul tabellino grazie alla trasformazione della quinta meta canadese.

 

 

Con il titolo di campionesse già in tasca delle Black Ferns fin dal mattino (per loro era sufficiente, infatti, un piazzamento tra le prime sette per avere la certezza matematica del titolo stagionale), la sfida clou di tappa si è giocata nelle semifinali, con lo scontro tra Australia e Canada che valeva il secondo gradino del podio generale.

Le Aussies hanno avuto la meglio, al termine di una gara molto equilibrata: vantaggio dell’australiana Evania Pelite, pareggio di Greenshield , Canada quindi avanti con Benn e 14-14 firmato da Chloe Dalton, che trova poi la terza e decisiva meta con una bella percussione all’ala, per il 19-14 finale.

 

Al quinto posto del weekend si sono classificate le figiane, che hanno ritrovato un buon ritmo dopo lo scivolone di un mese fa a Langford, mettendo in mostra qualità tecniche e atletiche soprattutto nella doppia sfida prima con la Russia e poi con gli Stati Uniti. Grazie a questo successo, le isolane hanno riagganciato proprio le russe in quarta posizione nella classifica generale delle Series, superandole in virtù dei migliori piazzamenti.

Il Challenge Trophy -la cui finale è stata arbitrata dal fischietto italiano Maria Beatrice Benvenuti- è andato alla Spagna, vittoriosa 15-14 sul Giappone. Una gara che sembrava essere a senso unico, con tre mete consecutive delle iberiche, ma che le Sakura Sevens hanno saputo riaprire con orgoglio: un buon auspicio per la loro partecipazione come “core team” il prossimo anno.

Il Brasile, ultimo in classifica, saluta comunque le Series con un successo storico ai danni dell’Inghilterra, ultima classificata in Francia e autrice del peggior risultato di sempre nella storia della competizione.

 

Oltre a certificare ulteriormente la netta superiorità della Nuova Zelanda, vincitrice quest’anno di cinque tappe su sei, l’appuntamento di Clermont Ferrand ha anche assegnato i premi stagionali. L’ala kiwi Michaela Blyde si è aggiudicata sia il riconoscimento come miglior marcatrice dell’anno, con 40 mete, sia quello come “Player of the Season”, oltre a essere inserita nel Dream Team 2016-2017 insieme alle compagne Tui e Woodman, alle canadesi Benn e Landry, all’australiana Williams e alla statunitense Alev Kelter. La figiana Raijieli Daveua ha invece vinto il premio come esordiente dell’anno.

Ora ci godiamo il successo, merito dell’impegno di tutto il team, prima di concentrarci sulla prossima stagione”, ha commentato la capitana neozelandese, Tyla Nathan-Wong, sottolineando il dato positivo delle due medaglie d’oro vinte a Langford e Clermont anche in assenza di tre “top players” (a partire da Portia Woodman): un auspicio sicuramente positivo per il futuro delle Black Ferns.

 

Gironi:
Pool A – Nuova Zelanda 9, Stati Uniti 7, Irlanda 5, Giappone 3
Pool B – Canada 9, Russia 5, Brasile 5, Inghilterra 5
Pool C – Australia 9, Francia 7, Fiji 5, Spagna 3

 

Quarti di finale:
Canada v Irlanda 31-0
Australia v Stati Uniti 31-14
Francia v Russia 10-7
Nuova Zelanda v Fiji 31-7

 

Semifinali:
Australia v Canada 19-14
Nuova Zelanda v Francia 21-7

 

Finali:
Challenge – Spagna v Giappone 15-14
Bronzo – Canada v Francia 36-7
Oro – Nuova Zelanda v Australia 22-7

 

Classifica finale Women’s World Series 2016-2017: Nuova Zelanda 116, Australia 100, Canada 98, Fiji 66, Russia 66, Usa 62, Francia 60, Inghilterra 37, Irlanda 34, Spagna 19, Brasile 13.

 

di Francesco Rasero

 

Al termine della sfida ai nostri microfoni parla Tyla Nathan-Wong, capitano della Nuova Zelanda che ripercorre la stagione ringraziando compagne di squadra, staff e management: una vittoria arrivata anche senza il contributo di alcune delle giocatrici più forti.

https://www.youtube.com/watch?v=EDsENR6Sock

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