Il Pro12 a stelle e strisce e quel ponte che collega Swansea agli Stati Uniti

I proprietari americani del City AFC pronti ad investire anche negli Ospreys. E i colloqui con il Board sono già iniziati…

swansea pro12

ph. Peter Cziborra/Action Images

Nelle scorse ore il patron di Tolone Boudjellal ha fatto sapere di aver rifiutato due offerte per l’acquisizione del suo club, rispettivamente di 15 e 20 milioni di Euro (la prima offerta è a stelle e strisce). Nella giornata di martedì 6 settembre è invece arrivato il comunicato stampa dei London Welsh che ha confermato la firma del Sale and Purchase Agreement preliminare all’acquisto del club da parte di un importante gruppo di investimenti con base in California: sullo storico club con sede a Richmond, fondato nel 1885, pendeva la scure della bancarotta dopo i problemi finanziari delle ultime stagioni. Invece, l’intervento del fondo di investimento statunitense ha permesso di saldare il debito con la “Her Majesty’s Revenue and Customs e salvare i Welsh”. “La sicurezza finanziaria garantirà ora di pianificare il futuro con sicurezza e rinnovato entusiasmo”, si legge sul comunicato diffuso mentre queste sono le parole del Presidente Bleddyn Phillips: “Siamo entusiasti di annunciare l’arrivo di una nuova proprietà che darà la forza finanziaria necessaria per sostenere le nostre ambizioni sportive e tutte le nostre attività”.

 

Ma queste non sono le due uniche notizie di un interessamento ai club europei proveniente da Oltreoceano. Su The Rugby Paper si legge infatti che Jason Levien e Steve Kaplan, alla guida del consorzio americano che a giugno 2016 ha rivelato il 68% del Swansea City Association Football Club (club di Premier League allenato da Francesco Guidolin), sarebbero intenzionati ad estendere i propri interessi al mondo della palla ovale. Due le modalità individuate: sostegno alla principale squadra di rugby di Swansea ovvero gli Ospreys e creazione di una franchigia statunitense sulla East Coast da far giocare nel torneo celtico (Jason Levien è anche proprietario assieme ad Erick Thohir del D.C. United, squadra con sede a Washington che milita nella Major League Soccer). Levien e Kaplan hanno incontrato i vertici della dirigenza Ospreys a fine agosto: “Siamo in fase esplorativa ma siamo fortunati di aver incontrato queste due persone e avviato serie discussioni in vista di future collaborazioni”, ha dichiarato una fonte interna del club. Ma incontri sarebbero anche avvenuti con il Board del torneo e in particolare con Martin Anay, managin director del Pro12: argomento, come colmare l’abisso che attualmente esiste con Premiership e Top14 in tema di diritti televisivi.

 

Il globale processo di cambiamento che il rugby sta vivendo potrebbe conoscere una nuova tappa, con l’arrivo di capitali dirittamente dagli Stati Uniti, paese dove il rugby è in rapidissima espansione. E i nomi sopra citati sono di quelli pesanti nel panorama americano, se pensiamo che Levien è stato in anni recenti CEO dei Memphis Grizzlies (NBA). Qualcuno potrebbe storcere il naso ma il ritorno alla competitività potrebbe passare anche da questa strada. Anche perché una forte proprietà straniera non significa solo colpi di mercato ma anche investimenti nelle infrastrutture e in generale nell’organizzazione tutta.

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