Posto garantito in Champions, si alzano le prime voci ufficiali. E l’EPCR apre il dibattito

Il boss di Cardiff Thomas: ho chiesto ai colleghi celtici di discuterne. E dal board del torneo arrivano parole di cambiamento

ph. Andrew Boyers/Action Images

La questione del posto garantito in Champions Cup ad almeno una squadra per federazione coinvolta nel Pro12 continua a tenere testa, con particolare riguardo alla presenza italiana e con Zebre o Benetton che sottraggono un posto a formazioni che nel corso della stagione celtica si sono dimostrate migliori. Ma se fino ad ora avevamo riportato opinioni di giornalisti e media stranieri, a muoversi in prima persona sono ora i protagonisti attivi della palla ovale, ovvero i colleghi di Leoni e ducali e gli organizzatori della competizione.

 

Come si legge dalle pagine di The Rugby Paper il boss dei Cardiff Blues Peter Thomas ha chiesto apertamente e pubblicamente che sia messo fine al posto garantito. E la richiesta è arrivata nel corso di un meeting di Pro Rugby Wales (il cui chief executive è Mark Davies, che siede anche come rappresentare gallese nel board dell’EPCR). “Vero, ho chiesto a Mark Davies di discuterne con i nostri partner del Pro12 – ha dichiarato il numero uno dei Blues – Nessuna mancanza di rispetto per i nostri amici italiani, ma non hanno lo standard per competere in Champions Cup e indeboliscono la competizione”. La soluzione proposta è quella adottata in Top14 e Premiership su base meritocratica: “Dobbiamo capire se i partner celtici accetterebbero la qualificazione in Champions Cup per i primi sette della classifica indipendentemente dalla nazionalità. E credo che sarebbero d’accordo per avviare le discussioni. E’ molto meglio giocare la Challenge e credo che faremmo loro un favore. Abbiamo tutti commesso questo errore, ma è bene fermarsi prima di fare ulteriori danni. Le autorità dell’EPCR dovrebbero capirlo”. Il settimanale inglese ha raccolto anche le dichiarazioni di Simon Halliday, independent Chairman di EPCR: “Nessuno si sottrarrà a discussioni che possano migliorare la competizione. E la questione è di attualità perché alcuni importanti club non faranno la Champions Cup la prossima stagione […] Il nostro obiettivo è avere Gironi sempre più impegnativi, ma chi capita con una squadra italiana sa di avere più probabilità. Ci sarà una discussione in merito“.

 

E in effetti avere Treviso e Zebre come compagne di Pool ha spesso significato avere 10 punti assicurati o quasi. Andando a vedere come sono andate le cose, dall’edizione 2010/11 sei delle nove squadre che si sono qualificate ai quarti di finali come migliori seconde erano in girone con una delle due italiane.

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