Namibia, la versione di Vermeulen: lasciato solo e accusato di razzismo
Il tecnico dimissionario torna sulla difficile stagione e sui rapporti tesi con la Federazione
ph. Jason O'Brien/Action Images
A poco più di una settimana dalle dimissioni dalla panchina della Namibia Danie Vermeulen spiega la sua versione dei fatti tramite una lettera aperta a Die Republikein, Innanzitutto afferma che Phil Davies, ora allenatore ad interim della nazionale fino alla Coppa del Mondo e partito solo come consulente tecnico, si è intromesso troppo spesso nelle decisioni per schierare il XV in ogni singolo test match a cui la Namibia sa scesa in campo. Ma l’accusa più forte è quella di essere stato tacciato di razzismo verso i giocatori della sua rosa, nonostante egli sostenga non siano state avanzate proteste o prove in riguardo.
“E’ stata una decisione difficile da prendere ma necessaria. Sono stato costretto ad abbassare il numero di sessioni di allenamento a due alla settimana, perché per la Federazione i giocatori devono giocare club rugby […] per miracolo siamo riusciti a qualificarci alla Coppa del Mondo. Poi sono arrivate le accuse di razzismo da parte dei giocatori, ma nessuno è venuto a spiegarmi qualcosa”.