Il futuro del Super Rugby: e il Giappone per una volta è in ritardo

In una intervista il direttore generale della federazione nipponica fa il punto della situazione

Action Images

Una franchigia argentina, una giapponese e una sudafricana in più: così si resenterà il Super Rugby nel 2016, con 18 squadre. Delle tre selezioni in più ce n’è però una che sembra essere più indietro delle altre, ovvero quella nipponica. I Southern Kings sudafricani sono pronti da un pezzo, la squadra argentina è in costruzione, quella giapponese invece un po’ arranca. A confermarlo è stato il direttore generale della Japan Rugby Football Union Tatsuzo Yabe che al Kyodo News ha detto di non poter ancora dire quando staff tecnico e rosa potranno essere annunciati. Non solo: l’organigramma della franchigia dovrebbe essere pronto a marzo mentre il budget sarà definito in via definitiva ad ottobre.
Yabe ha sottolineato che il calendario della Top League, ovvero il maggior campionato nazionale, e quello del Super Rugby non si ostacoleranno tra loro: “La Top League è compresa tra agosto e gennaio, il Super Rugby tra febbraio e luglio. Possono coesistere, certo i giocatori non avranno molto riposo e noi dovremo tenerne conto”.
Nella rosa ci saranno soprattutto giocatori giapponesi, ma non solo: “Il nostro accordo con la SANZAR per il Super Rugby è di 5 anni ma voremmo che questa avventura durasse di più e quindi è importante avere una squadra all’altezza. Abbiamo bisogni di buoni giocatori”.
La franchigia giocherà al Chichibunomiya Stadium di Tokyo, ma non vengono escluse delocalizzazioni.

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