Concussion, la tecnologia scende in campo per la sicurezza dei giocatori

Un microchip in grado di registrare l'entità dell'impatto: è questo l'ultima novità in tema di salute

ph. David Gray/Action Images

Arriverà anche l’aiuto di un microchip per tentare di misurare l’entità di un colpo alla testa e stabilire, in base al risultato evidenziato, il grado dell’eventuale concussion. Il progetto è stato pensato, elaborato e realizzato negli scorsi tre anni, e ad essere coinvolti sono stati giocatori del calibro di Ali Williams. Ora si passerà alla fase di sperimentazione sul campo: quando un giocatore subirà un colpo alla parte alta del corpo, il microchip, fissato dietro l’orecchio, registrerà il “valore” dell’impatto, e sulla base anche di quello si stabilirà l’uscita in campo o meno del giocatore coinvolto. Le federazioni di Australia, Nuova Zelanda e Galles si sono dichiarate interessate al progetto, che è stato finanziato, tra gli altri, da Murray Bolton, co-proprietario degli Auckland Blues.

OnRugby.it © Riproduzione riservata

Cari Lettori,

OnRugby, da oltre 10 anni, Vi offre gratuitamente un’informazione puntuale e quotidiana sul mondo della palla ovale. Il nostro lavoro ha un costo che viene ripagato dalla pubblicità, in particolare quella personalizzata.

Quando Vi viene proposta l’informativa sul rilascio di cookie o tecnologie simili, Vi chiediamo di sostenerci dando il Vostro consenso.

Ultime notizie in News