AAA, cercasi All Blacks gay per combattere l’omofobia
Un'associazione che difende i diritti dei gay in Nuova Zelanda chiede che un tuttonero faccia coming out e "scenda in campo"
ph. Sebastiano Pessina

La vicenda umana di Gareth Thomas la conosciamo tutti: un monumento del rugby gallese che nel 2009 ha reso pubblica la sua omosessualità tenuta a lungo nascosta per paura delle reazioni di compagni e tifosi. Thomas scoprì poi che quella cosa in realtà non creava problemi quasi a nessuno.
Negli ultimi anni i cosiddetti coming out si sono moltiplicati in tanti sport e ora un gruppo di avvocati neozelandesi chiede che un All Blacks del presente o del passato dichiari la propria omosessualità diventando così una sorta di potente arma conto l’omofobia. A chiederlo è il legale Tony Simpson, presidente di un’associazione che difende i diritti degli omosessuali, la Rainbow Wellington: “Se un All Black facesse coming out per moltissimi tifosi non sarebbe assolutamente un problema. Per qualcuno sì, ma sono in pochi. E lui diventerebbe un esempio da imitare, un sostegno contro la discriminazione”.
Nessun nazionale neozelandese ha mai dichiarato la sua omosessualità ma almeno uno ci sarebbe, almeno a sentire Steve Gray, personaggio televisivo piuttosto noto a Auckland e dintorni, che ha detto di aver avuto una relazione con un tuttonero, senza però farne mai il nome.