I Crusaders si “privatizzano” e Canterbury perde peso
Nuovo passo in Nuova Zelanda sulla via della privatizzazione delle franchigie
I Crusaders diventano più grandi. Anzi, no: l’estensione territoriale della franchigia di Christchurch rimane sostanzialmente la stessa, ma dal 2013 prenderà il via una profonda riorganizzazione. Le sei unions che la compongono diventeranno tutte proprietarie della licenza della titolatissima squadra di Super Rugby: Canterbury, Tasman, South Canterbury, Mid Canterbury, Buller e West Coast. La federazione neozelandese ha infatti annunciato che la licenza è stata assegnata alla Crusaders Limited Partnership, un consorzio a cui partecipano le sei union sopra elencate.Nuovi capitali verranno poi elargiti da Brett Francis, imprenditore che finora aveva rappresentato il principale “azionista privato” della franchigia che continua comunque ad essere di proprietà della NZRU. Le novità sono però profonde: Francis sarà solo uno dei sei direttori che entreranno nel nuovo board (oltre a lui ci saranno due personalità nominate dal nuovo consorzio, due indipendenti e una investita dalle unions con l’esclusione di Canterbury) e l’influenza di Canterbury diminuirà notevolmente a vantaggio delle altre realtà territoriali.
Si tratta del nuovo passo nel processo verso una sorta di privatizzazione controllata delle franchigie di Super Rugby iniziata qualche mese fa dalla federazione di Wellington. I primi ad essere interessati erano stati gli Hurricanes, ora tocca ai Crusaders: la nuova struttura entrerà in vigore il primo di gennaio e rimarrà in carica fino al 31 agosto 2020.
Si tratta del nuovo passo nel processo verso una sorta di privatizzazione controllata delle franchigie di Super Rugby iniziata qualche mese fa dalla federazione di Wellington. I primi ad essere interessati erano stati gli Hurricanes, ora tocca ai Crusaders: la nuova struttura entrerà in vigore il primo di gennaio e rimarrà in carica fino al 31 agosto 2020.
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