Contratti collettivi, diritti tv, salary cap: cosa si muove nell’Emisfero Sud

Nuova Zelanda e NRL (rugby a 13) sono alle prese con importanti contrattazioni. Tutte a un passo dall'essere chiuse positivamente

Il 31 dicembre in Nuova Zelanda scade il contratto collettivo dei giocatori. Non sono previsti scioperi, sit-in, cortei o manifestazioni, anche perché le parti coinvolte sono sedute attorno a un tavolo per stabilire in armonia le nuove regole: la federazione (NZRU) e l’associazione dei giocatori (NZRPA) stanno discutendo da tempo e c’è grande ottimismo.

 

Tempo di relazioni e incontri anche nella NRL, la ricca e potente associazione che gestisce il rugby a 13 in Australia, anche se qui il problema è più spinoso e si chiama salary cap e si lega a doppio giro al nuovo contratto per i diritti tv delle partite. Gli incontri e le riunioni sono fittissime e si sta cercando di trovare un compromesso tra le parti. I giocatori e i club chiedo un aumento di 1,5 milioni di dollari australiani all’attuale limite (5 milioni per società). Per quanto riguarda i diritti di trasmissione in diretta delle partite (tv ma anche tablet e web) la NRL starebbe per riuscire a strappare un contratto da 100 milioni di dollari (sempre australiani) con Telstra per i prossimi 5 anni. Un valore che è il doppio di quello attualmente in vigore…

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