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	<title>Emisfero Sud</title>
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	<description>365 rugby 360</description>
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		<title>Fiji, finalmente: annunciato il nuovo capo allenatore che sfiderà l&#8217;Italia a Udine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Salmoiraghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 10:47:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emisfero Sud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'head coach guiderà i Flying Fijians a novembre nel Nations Championship e fino alla Rugby World Cup 2027</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/10/13/fiji-finalmente-annunciato-il-nuovo-capo-allenatore-che-sfidera-litalia-a-udine/">Fiji, finalmente: annunciato il nuovo capo allenatore che sfiderà l&#8217;Italia a Udine</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo mesi e mesi di rinvii e incertezze, finalmente le Fiji hanno un nuovo capo allenatore della nazionale. Un head coach che guiderà i Flying Fijians durante il Nations Championship di novembre, le partite pre-Mondiali e infine alla Rugby World Cup 2027 in Australia.</p>
<p>Il nuovo capo allenatore delle Fiji è un tecnico d&#8217;esperienza: si tratta del sudafricano Jake White, che ha vinto la selezione indetta dalla Federazione isolana ed è stato preferito ad altri importanti coach, tra cui Warren Gatland.</p>
<p><strong>Leggi anche</strong>: <a href="https://www.onrugby.it/2026/10/07/nations-championship-tutti-i-prezzi-dei-biglietti-per-le-partite-dellitalia-contro-sudafrica-argentina-e-fiji/">Nations Championship: tutti i prezzi dei biglietti per le partite dell’Italia contro Sudafrica, Argentina e Fiji</a></p>
<h3>Fiji, finalmente: annunciato il nuovo capo allenatore che sfiderà l&#8217;Italia a Udine</h3>
<p>Grazie alle Fiji Jake White, dopo esattamente 20 anni dall&#8217;ultima volta, tornerà a guidare una nazionale durante l&#8217;evento più importante del mondo ovale, la Coppa del Mondo.</p>
<p>Nel 2007 coach White era a capo del Sudafrica che vinse la Rugby World Cup in Francia. E sempre con gli Springboks vinse nel 2004 l&#8217;allora Tri Nations.</p>
<p>Da quando ha lasciato il Sudafrica, però, Jake White non ha più ricoperto la carica di capo allenatore a livello internazionale, se si esclude un ruolo di consulente tecnico con Tonga nel 2014. In questi 20 anni, tra Australia, Sudafrica, Francia e Giappone, è stato head coach di diversi club importanti: i Brumbies, gli Sharks, il Montpellier, i Toyota Verblitz e, negli ultimi anni, i Bulls.</p>
<p>Coach White aveva più volte espresso il desiderio di tornare sulla scena internazionale e ora come capo allenatore delle Fiji ha l&#8217;opportunità di farlo: &#8220;È un onore incredibile avere l&#8217;opportunità di guidare i Flying Fijians&#8221;, ha affermato nel comunicato che confermava la sua nomina.</p>
<p>&#8220;Le Fiji occupano un posto speciale nel mondo del rugby. Sono pochissime le nazioni in cui questo sport significa così tanto per la propria gente e in cui i giocatori portano in campo un talento naturale, un coraggio e una passione così straordinari&#8221;.</p>
<p>&#8220;Avendo allenato ai massimi livelli, anche in una Rugby World Cup, comprendo la preparazione, la disciplina, la fiducia e l&#8217;impegno collettivo necessari per competere contro le migliori squadre del mondo.&#8221;</p>
<p>&#8220;Ciò che mi entusiasma di più delle Fiji è il loro potenziale. Questa nazione ha già dimostrato di poter sfidare le grandi potenze del rugby. La mia responsabilità è quella di lavorare con i giocatori, gli allenatori e tutti coloro che sono coinvolti nel rugby delle Fiji per costruire su queste basi e trasformare il potenziale in prestazioni costanti&#8221;, ha concluso il nuovo capo allenatore Jake White.</p>
<p>Il prossimo impegno delle Fiji a livello internazionale è la seconda parte del Nations Championship 2026. Nel mese di novembre gli isolani si sposteranno nel Vecchio Continente dove affronteranno la Francia, l&#8217;Irlanda e, sabato 21 novembre a Udine, l&#8217;Italia. Infine, in base ai risultati ottenuti, giocheranno una delle partite delle finali in programma a Londra nell&#8217;ultimo weekend di novembre.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/10/13/fiji-finalmente-annunciato-il-nuovo-capo-allenatore-che-sfidera-litalia-a-udine/">Fiji, finalmente: annunciato il nuovo capo allenatore che sfiderà l&#8217;Italia a Udine</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Nawaqanitawase torna al rugby a XV: obiettivo Coppa del Mondo 2027?</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/10/05/nawaqanitawase-torna-al-rugby-a-xv-obiettivo-coppa-del-mondo-2027/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Salmoiraghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 15:45:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emisfero Sud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'ala australiana ha terminato la sua avventura nella Rugby League</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/10/05/nawaqanitawase-torna-al-rugby-a-xv-obiettivo-coppa-del-mondo-2027/">Nawaqanitawase torna al rugby a XV: obiettivo Coppa del Mondo 2027?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre il primo match della Bledisoe Cup si avvicina &#8211; sabato 10 ottobre a Auckland contro gli All Blacks -, in Australia un nome tiene banco: quello di Mark Nawaqanitawase.</p>
<p>Un giocatore che gli appassionati di Rugby League hanno potuto seguire in questi anni: dall&#8217;agosto 2024 ha giocato con i Sydney Roosters nella NRL, il campionato di Rugby League australiana. Un percorso durato due anni che l&#8217;ex-Wallaby ha deciso di interrompere per tornare a giocare al rugby a XV.</p>
<p><strong>Leggi anche</strong>: <a href="https://www.onrugby.it/2026/10/05/jack-willis-intrappolato-dalle-regole-sulleleggibilita-rischia-di-non-essere-alla-rugby-world-cup-2027/">Jack Willis, intrappolato dalle regole sull’eleggibilità rischia di non essere alla Rugby World Cup 2027</a></p>
<h3>Nawaqanitawase torna al rugby a XV: obiettivo Coppa del Mondo 2027?</h3>
<p>Mark Nawaqanitawase &#8211; che lo scorso weekend ha concluso in grande stile la sua esperienza biennale nel rugby a 13 segnando due mete nella combattuta vittoria per 19-18 dei suoi Sydney Roosters sui Newcastle Knights nella finale del campionato NRL &#8211; da dicembre tornerà a giocare a 15, precisamente in Giappone.</p>
<p>Nawaqanitawase ha infatti già firmato un contratto biennale con i Saitama Wild Knights, club della Japan Rugby League One. Una scelta su cui potrebbe aver influito l&#8217;evento che tutta l&#8217;Australia sta attendendo: la Coppa del Mondo di rugby del 2027, che sarà ospitata proprio sull&#8217;isola dei canguri.</p>
<p>L&#8217;ala, prima di andare a giocare in Rugby League, aveva già vestito la maglia dei Wallabies per 11 volte, partecipando anche alla scorsa Rugby World Cup nel 2023. Una campagna che fu sfortunata per la nazionale australiana, ma con Nawaqanitawase che si era messo in mostra come uno dei possibili migliori talenti.</p>
<p>Il classe 2000, come riportato da <em>Planet Rugby</em>, spera di essere richiamato con l&#8217;Australia in vista della Coppa del Mondo di rugby 2027. Il veterano pilone dei Wallabies Allan Alaalatoa ai media australiani si è detto entusiasta del ritorno di Nawaqanitawase al rugby a 15: &#8220;È stato semplicemente un fenomeno. Quello che ha fatto negli ultimi due anni in campionato è probabilmente senza precedenti. Quando aggiungi un giocatore di questo tipo alla squadra, il gruppo ne trae automaticamente beneficio&#8221;.</p>
<p>In questo mese, ottobre, sono tre anni esatti dall’ultima partita giocata da Nawaqanitawase con la maglia dell’Australia, nella Rugby World Cup 2023 contro il Portogallo. Dato un nonno italiano in famiglia, il trequarti potrebbe anche diventare eleggibile per l&#8217;Italia, <a href="https://www.onrugby.it/2026/08/19/nawaqanitawase-e-leleggibilita-per-litalia-un-nuovo-possibile-nome-per-gli-azzurri/">come avevamo scritto in un precedente approfondimento</a>. Questa resta un&#8217;ipotesi, mentre la suggestione di partecipare alla Rugby World Cup 2027 in casa resta uno sprone importante.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/10/05/nawaqanitawase-torna-al-rugby-a-xv-obiettivo-coppa-del-mondo-2027/">Nawaqanitawase torna al rugby a XV: obiettivo Coppa del Mondo 2027?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Fiji: la scadenza è vicina, un nome sembra favorito come nuovo head coach</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/10/04/fiji-la-scadenza-e-vicina-un-nome-sembra-favorito-come-nuovo-head-coach/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Salmoiraghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Oct 2026 12:35:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emisfero Sud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una decisione che interessa anche l'Italia, prossima rivale degli isolani a novembre</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/10/04/fiji-la-scadenza-e-vicina-un-nome-sembra-favorito-come-nuovo-head-coach/">Fiji: la scadenza è vicina, un nome sembra favorito come nuovo head coach</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le Fiji stanno attraversando un periodo difficile: alle tre sconfitte su tre nella prima parte del Nations Championship 2026 si è aggiunta anche la battuta d&#8217;arresto in finale della Pacific Nations Cup. Una coppa che negli ultimi due anni avevano sempre vinto, e che stavolta è finita tra le mani del Giappone.</p>
<p>Tutto questo si interseca con le problematiche riguardanti lo staff tecnico. Da quando coach Mick Byrne ha lasciato l’incarico, lo scorso aprile, la federazione è in cerca di un sostituto. Nel frattempo è stato nominato come allenatore ad interim Senirusi Seruvakula, figura storica del rugby locale, che in questi mesi ha guidato la nazionale isolana.</p>
<p><strong>Leggi anche</strong>: <a href="https://www.onrugby.it/2026/10/04/all-blacks-un-assenza-pesante-per-la-doppia-sfida-con-laustralia/">All Blacks, un assenza pesante per la doppia sfida con l’Australia</a></p>
<h3>Fiji: la scadenza è vicina, un nome sembra favorito come nuovo head coach</h3>
<p>Le Fiji restano però in cerca di un head coach permanente. Data l’incertezza, prima la federazione figiana aveva prorogato l’incarico di coach Seruvakula, almeno per affrontare la Pacific Nations Cup. Tra un anno però c’è l’appuntamento più importante del quadriennio, la Rugby World Cup 2027 in Australia: è necessario trovare un saldo head coach per preparare per tempo questo evento mondiale.</p>
<p>A fine agosto le Fiji <a href="https://www.onrugby.it/2026/08/24/fiji-in-difficolta-pubblicato-un-annuncio-di-ricerca-per-un-head-coach/">ha emesso un bando di ricerca per il nuovo head coach</a>: secondo quanto riportato da <em>Planet Rugby</em>, la federazione isolana ha ricevuto 31 candidature per il posto vacante e ha avviato la procedura di selezione.</p>
<p>Tra questi 31 nomi ci sarebbe quello del neozelandese Warren Gatland, storico ex-allenatore del Galles, e quello del sudafricano Jake White, l&#8217;head coach che guidò gli Springboks alla vittoria della Coppa del Mondo 2007.</p>
<p>Proprio quest&#8217;ultimo, secondo un articolo della testata sudafricana <em>Rapport</em>, sembrerebbe essere uno dei principali favoriti. Ma per sciogliere ogni dubbio potrebbe bastare poco tempo: secondo l&#8217;annuncio di ricerca, l&#8217;incarico avrà validità dal 5 ottobre 2026 al 31 dicembre 2027, quindi tra non molte ore la procedura di selezione scade, e se tutto sarà andato a dovere, nei prossimi giorni verrà annunciato il nuovo capo allenatore delle Fiji.</p>
<p>Una notizia che, per quanto lontana geograficamente, interessa l&#8217;Italia del rugby: la sesta partita del Nations Championship 2026 vedrà gli Azzurri sfidare le Fiji sabato 21 novembre al Bluenergy Stadium di Udine.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/10/04/fiji-la-scadenza-e-vicina-un-nome-sembra-favorito-come-nuovo-head-coach/">Fiji: la scadenza è vicina, un nome sembra favorito come nuovo head coach</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Ufficiale: Ardie Savea tornerà nel Super Rugby Pacific nel 2027</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/10/02/ufficiale-ardie-savea-tornera-nel-super-rugby-pacific-nel-2027/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Giannelli Savastano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 12:04:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Super Rugby]]></category>
		<category><![CDATA[Ardie Savea]]></category>
		<category><![CDATA[Super Rugby Pacific]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il capitano degli All Blacks ha firmato un contratto della durata di una stagione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/10/02/ufficiale-ardie-savea-tornera-nel-super-rugby-pacific-nel-2027/">Ufficiale: Ardie Savea tornerà nel Super Rugby Pacific nel 2027</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo le indiscrezioni di un mese fa sul futuro di Ardie Savea e su un suo possibile ritorno in Nuova Zelanda, è arrivata nella mattinata la notizia ufficiale: il capitano degli All Blacks tornerà a giocare nel Super Rugby Pacific 2027.</p>
<p>Il flanker ex Hurricane ha firmato con i Blues di Auckland, città che conosce bene avendo militato nei Moana Pasifika (franchigia con base nella città delle vele, ritiratasi ormai dal campionato) nel 2025: &#8220;Tornare in una città dove ho già abitato, e avere l&#8217;occasione di unire questa gente grazie alla squadra è davvero entusiasmante. Ho sempre pensato a quanto sarebbe fantastico giocarci e mi sento davvero fortunato ad aver avuto questa opportunità&#8221; ha detto il giocatore ex Kobelco Steelers.</p>
<p><strong>Leggi anche:</strong> <a href="https://www.onrugby.it/2026/10/01/edoardo-todaro-il-ritorno-in-campo-e-vicino/" target="_blank" rel="noopener">Edoardo Todaro: il ritorno in campo è vicino</a></p>
<h3>Ufficiale il ritorno nel Super Rugby Pacific di Ardie Savea</h3>
<p>Per Ardie Savea vestire la maglia dei Blues non avrà un significato soltanto sportivo ma anche culturale: &#8220;Ad Auckland esiste una grande varietà di etnie e culture; è quindi una splendida opportunità usare il rugby come veicolo, attraverso il nostro comportamento e il modo in cui facciamo sentire le persone&#8221;.</p>
<p>&#8220;Vedo i Blues come una squadra che vince in campo, ma anche fuori&#8221; ha affermato la terza linea classe 1993.</p>
<p>Karl Budge, amministratore delegato dei Blues, ha rafforzato le dichiarazioni di Savea sottolineando il senso del suo ingaggio anche per la città di Auckland.</p>
<p>&#8220;Siamo entusiasti di accogliere una persona che non solo possiede grandi doti di gioco e di leadership, ma che condivide anche la nostra forte determinazione a riconquistare la città; darà un contributo enorme, sia dentro che fuori dal campo. È una delle persone più coinvolgenti e divertenti che abbia mai incontrato. Segna l’inizio di un nuovo capitolo per il club e per questa regione”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/10/02/ufficiale-ardie-savea-tornera-nel-super-rugby-pacific-nel-2027/">Ufficiale: Ardie Savea tornerà nel Super Rugby Pacific nel 2027</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Rinuncia ai soldi di Newcastle per giocarsi una convocazione con gli All Blacks: la storia di Fineanganofo</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/09/29/rinuncia-ai-soldi-di-newcastle-per-giocarsi-una-convocazione-con-gli-all-blacks-la-storia-di-fineanganofo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Palma]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 07:09:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Super Rugby]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nonostante un solo cap da 13 minuti in maglia nera, l'ala degli Hurricanes ha rinviato l'accordo col club inglese per cercare una difficile convocazione al Mondiale</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/29/rinuncia-ai-soldi-di-newcastle-per-giocarsi-una-convocazione-con-gli-all-blacks-la-storia-di-fineanganofo/">Rinuncia ai soldi di Newcastle per giocarsi una convocazione con gli All Blacks: la storia di Fineanganofo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In anni in cui diversi giocatori stanno rinunciando alle loro carriere internazionali per dare la priorità al proprio percorso con i club, andando all&#8217;estero e rinunciando all&#8217;eleggibilità, c&#8217;è chi fa la scelta opposta (almeno nel breve termine) come Fehi Fineanganofo.</p>
<p>L&#8217;ala degli Hurricanes infatti aveva già trovato l&#8217;accordo con i Newcastle Red Bulls, che stanno ormai facendo la spesa in giro per il mondo, ma ha chiesto di rinviare tutto di un anno per potersi giocare le proprie carte in Nuova Zelanda e cercare una convocazione con gli All Blacks per il Mondiale 2027</p>
<p>La cosa che più sorprende è che Fineanganofo, vincitore dell&#8217;ultimo Super Rugby con gli Hurricanes, ha una sola presenza in Nazionale e di soli 13 minuti, contro la Francia nel Nations Championship. Avrebbe quindi avuto tutto l&#8217;interesse ad andare via subito e pensare al portafoglio, essendo fuori dal giro, invece resterà in Nuova Zelanda e proverà a conquistarsi una convocazione per la Rugby World Cup 2027.</p>
<p><strong>Leggi anche:</strong> <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/28/verso-la-bledisloe-cup-quali-saranno-le-scelte-di-dave-rennie/" target="_blank" rel="noopener">Verso la Bledisloe Cup, quali saranno le scelte di Dave Rennie?</a></p>
<p>Fineanganofo (che ha rappresentato la Nuova Zelanda anche nel Rugby Seven alle Olimpiadi 2024) infatti ha trovato un accordo con la Federazione Neozelandese per prolungare di un anno il contratto, rinviando l&#8217;accordo con Newcastle che andrà quindi dal post Mondiale 2027 al 2029, permettendogli quindi di provare a giocare il Mondiale e avere poi anche tutto il tempo &#8211; eventualmente &#8211; di tornare in patria dopo questo anno e mezzo sabbatico (come fanno molte stelle neozelandesi) e tornare ad essere eleggibile.</p>
<p>Da un lato è chiaramente un rischio &#8211; seppur calcolato, essendoci il benestare di Newcastle &#8211; perché le speranze di convocazione al momento non sono alte, dall&#8217;altra parte viene anche da chiedersi cosa potrebbe accadere se Fineanganofo riuscisse ad entrare realmente nel giro degli All Blacks. Cosa farebbe dopo? Rinuncerebbe davvero per un anno e mezzo alla Nazionale conquistata con tanta fatica?</p>
<p>Nel frattempo, lo stesso general manager dei Newcastle Red Bulls, Neil McIlroy, ha dichiarato di voler sostenere pienamente le ambizioni di Fineanganofo: &#8220;Sosteniamo completamente il desiderio di Fehi di rappresentare il proprio Paese alla Coppa del Mondo di rugby 2027, qualcosa che si sposa con la nostra filosofia di puntare in alto e permettere ai nostri atleti di raggiungere le proprie ambizioni. L’arrivo di Fehi nel 2027, con ulteriore esperienza internazionale che non farà che aggiungersi alle sue già devastanti qualità da ala di altissimo livello, è un’altra dimostrazione delle intenzioni di questo club e della direzione in cui sta andando&#8221;.</p>
<p>&#8220;Sono entusiasta di restare in Nuova Zelanda con gli Hurricanes per la prossima stagione”, ha detto Fineanganofo: &#8220;Sono orgoglioso di ciò che abbiamo ottenuto la scorsa stagione e non vedo l’ora di contribuire a difendere il titolo del Super Rugby, continuando allo stesso tempo a candidarmi per un posto negli All Blacks in vista del Mondiale La possibilità di restare in Nuova Zelanda e giocarmi la convocazione per la Coppa del Mondo significa tantissimo per me, e sono pienamente impegnato a raggiungere il club dopo il torneo e a dare tutto ciò che posso alla squadra&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/29/rinuncia-ai-soldi-di-newcastle-per-giocarsi-una-convocazione-con-gli-all-blacks-la-storia-di-fineanganofo/">Rinuncia ai soldi di Newcastle per giocarsi una convocazione con gli All Blacks: la storia di Fineanganofo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>All Blacks: Scott Barrett torna a disposizione dopo 10 mesi di stop</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/09/24/all-blacks-scott-barrett-torna-a-disposizione-dopo-10-mesi-di-stop/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Salmoiraghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 07:23:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emisfero Sud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il seconda linea è stato convocato per il campionato neozelandese, ma l'obiettivo è la maglia Tuttonera</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/24/all-blacks-scott-barrett-torna-a-disposizione-dopo-10-mesi-di-stop/">All Blacks: Scott Barrett torna a disposizione dopo 10 mesi di stop</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il seconda linea degli All Blacks Scott Barrett è pronto a tornare a giocare dopo un lungo stop di circa 10 mesi. Il classe 1993 è stato convocato col Taranaki per la partita di questo fine settimana di NPC (National Provincial Championship) contro l&#8217;Hawke&#8217;s Bay.</p>
<p>Un bel segnale dopo una lunga assenza dai campi da rugby per un giocatore esperto e che ha indossato anche la fascia di capitano degli All Blacks, con l&#8217;obiettivo di tornare anche a livello internazionale.</p>
<p><strong>Leggi anche</strong>: <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/23/se-ve-la-siete-persa-guardatela-meta-spettacolare-di-rodrigo-marta-in-top-14/">Se ve la siete persa, guardatela! Meta spettacolare di Rodrigo Marta in Top 14</a></p>
<h3>All Blacks: Scott Barrett torna a disposizione dopo 10 mesi di stop</h3>
<p>Dopo aver concluso la stagione 2025 a novembre con gli All Blacks contro il Galles, Scott Barrett si è preso un periodo di pausa contrattuale di sei mesi prima di dover subire un intervento chirurgico, fattore questo che ha ritardato il suo ritorno in campo.</p>
<p>Il fratello &#8220;di mezzo&#8221; dei Barrett si è sottoposto a un intervento chirurgico solo pochi mesi fa, una discectomia per trattare una protrusione discale che gli causava problemi al lato sinistro del corpo.</p>
<p>A causa di questa assenza forzata, il seconda linea non ha ancora giocato sotto la guida del nuovo capo allenatore Dave Rennie, saltando sia le partite del Nations Championship di luglio sia il tour in Sudafrica della &#8220;Rugby&#8217;s Greatest Rivalry&#8221;.</p>
<p>&#8220;[L&#8217;infortunio] mi ha indebolito il lato sinistro, quindi non riuscivo a correre e a fare quello che mi veniva richiesto come giocatore di rugby, perciò sì, è bello poter tornare per indossare la maglia e rappresentare il Taranaki&#8221;, ha dichiarato Scott Barrett ai media neozelandesi.</p>
<p>Barrett ha anche aggiunto che il cambio di guida tecnica degli All Blacks, da Scott Robertson a Dave Rennie, lo ha colpito, avendo avuto un buon rapporto con il primo ed essendo stato capitano con lui: &#8220;Sono stati dieci mesi piuttosto impegnativi per me personalmente. Se si ha un rapporto stretto con l&#8217;allenatore e la squadra non sta andando proprio bene e c&#8217;è un cambiamento del genere, probabilmente si riflette un po&#8217; a livello personale, dato che in quel momento ricoprivo il ruolo di capitano&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ma se si presenterà l&#8217;opportunità di indossare di nuovo la maglia degli All Blacks, darò sicuramente tutto me stesso per quella squadra, qualora se ne presentasse l&#8217;occasione&#8221;, ha concluso Scott Barrett. La Nuova Zelanda ha in programma ad ottobre la serie con l&#8217;Australia per la Bledisloe Cup e poi a novembre la seconda e ultima parte del Nations Championship 2026.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/24/all-blacks-scott-barrett-torna-a-disposizione-dopo-10-mesi-di-stop/">All Blacks: Scott Barrett torna a disposizione dopo 10 mesi di stop</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>New Zealand Rugby starebbe pensando di dire addio al Super Rugby Pacific</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/09/22/new-zealand-rugby-starebbe-pensando-di-dire-addio-al-super-rugby-pacific/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Gariboldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 16:03:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Super Rugby]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tre opzioni sul tavolo della Federazione, che ragiona nell'ottica della sostenibilità</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/22/new-zealand-rugby-starebbe-pensando-di-dire-addio-al-super-rugby-pacific/">New Zealand Rugby starebbe pensando di dire addio al Super Rugby Pacific</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La New Zealand Rugby, la Federazione neozelandese, starebbe pensando ad un clamoroso addio al Super Rugby Pacific e all&#8217;idea di creare un campionato da 8-10 squadre che sostituisca non solo la competizione, ma anche il National Provincial Championship (NPC).</p>
<p>La notizia è stata rilanciata da <em>The Post</em>, che sottolinea come la proposta della creazione di un nuovo torneo che sostituisca gli altri due verrà formulata nel corso di una riunione in programma giovedì 24 settembre. Al centro di tutto ci sarebbero delle pesanti perdite finanziarie. Il vertice riunirà tutte le parti in gioco tra cui le unioni provinciali e verrà analizzata la situazione attuale.</p>
<h3>New Zealand Rugby starebbe pensando di dire addio al Super Rugby Pacific</h3>
<p>Sarebbero proprio le unioni provinciali a premere per questa soluzione, con la creazione di un torneo a 8-10 squadre, abbandonando il Super Rugby Pacific. Un&#8217;idea che però sembra non essere particolarmente gradita alla Federazione. In base a questa proposta, tutti gli altri livelli sotto questa competizione sarebbero considerati dilettantistici, ciascuna delle 8-10 squadre che disporrebbe di un budget di 8-10 milioni di dollari neozelandesi per gli ingaggi dei giocatori e sarebbe gestita dalle unioni provinciali. Ciò consentirebbe possibili investimenti privati, mentre NZ Rugby fornirebbe le licenze alle squadre.</p>
<p>Una situazione che comunque vede protagonista diretta anche la Federazione australiana e trattare con l&#8217;Australia l&#8217;uscita dalla joint venture del Super Rugby Pacific non appare così semplice.</p>
<p><strong>Leggi anche:</strong> <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/18/nzr-un-rapporto-di-deloitte-stima-un-deficit-di-66-milioni-di-dollari-entro-il-2031/" target="_blank" rel="noopener">NZR: un rapporto di Deloitte stima un deficit di 66 milioni di dollari entro il 2031</a></p>
<p>Un&#8217;altra opzione che verrà presentata è l&#8217;espansione del Super Rugby Pacific con la Nuova Zelanda che andrebbe ad aggiungere altre due squadre, con la creazione di un &#8220;SRP HoldCo&#8221;, incaricata di gestire il torneo. Una proposta che richiederebbe l’accordo di Rugby Australia per essere convinta della redditività finanziaria e del valore strategico dei club di espansione.</p>
<p>&#8220;SRP HoldCo&#8221; deterrebbe i diritti commerciali transfrontalieri e aggregati delle squadre, oltre a finanziare la logistica e il marketing, mentre NZR e RA manterrebbero il controllo sui diritti di trasmissione. I risparmi avverrebbero per il fatto che le franchigie si amalgamerebbero con le squadre provinciali con sede nelle loro città e il numero di centri di alto livello si ridurrebbe da 19 a 14.</p>
<p>Oltre a questa, ci sarebbero però altre due opzioni in pista. Una vedrebbe le organizzazioni del Super Rugby Pacific a città singola formare un “SRP HoldCo” centralizzato per gestire la competizione. In questa proposta, il Super Rugby e l&#8217;NPC sarebbero entrambi invariati. Tuttavia i risparmi verrebbero realizzati fondendo i cinque club di Super Rugby della Nuova Zelanda con le squadre provinciali con sede nelle rispettive città. Ciò potrebbe comportare un risparmio di 5,75 milioni di dollari neozelandesi l&#8217;anno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/22/new-zealand-rugby-starebbe-pensando-di-dire-addio-al-super-rugby-pacific/">New Zealand Rugby starebbe pensando di dire addio al Super Rugby Pacific</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Sudafrica, rivoluzione per l’Australia: 13 cambi ed Esterhuizen capitano. Al fischietto Andrea Piardi</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/09/22/sudafrica-rivoluzione-per-laustralia-13-cambi-ed-esterhuizen-capitano-al-fischietto-andrea-piardi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Zivillica]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 10:35:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Rugby Championship]]></category>
		<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[piardi]]></category>
		<category><![CDATA[springboks]]></category>
		<category><![CDATA[Sudafrica]]></category>
		<category><![CDATA[wallabies]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rassie Erasmus cambia quasi completamente la formazione dopo la serie con gli All Blacks. Wiese verso il 50esimo cap</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/22/sudafrica-rivoluzione-per-laustralia-13-cambi-ed-esterhuizen-capitano-al-fischietto-andrea-piardi/">Sudafrica, rivoluzione per l’Australia: 13 cambi ed Esterhuizen capitano. Al fischietto Andrea Piardi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Rassie Erasmus cambia quasi completamente il Sudafrica per il test contro l’Australia. Dopo il 43-28 con cui gli Springboks hanno chiuso la Rugby’s Greatest Rivalry contro gli All Blacks, conquistando la serie per 3-1, il ct ha annunciato una formazione con 13 novità nel XV titolare per la partita di Perth.</p>
<p>Gli unici confermati dal primo minuto rispetto alla sfida di Baltimora sono Eben Etzebeth ed Ethan Hooker. La grande novità riguarda però la fascia di capitano, affidata per la prima volta ad Andre Esterhuizen, che diventerà il 68esimo giocatore a guidare il Sudafrica in un test match. Dalla panchina Jasper Wiese raggiungerà invece quota 50 presenze internazionali.</p>
<h3>Sudafrica, Esterhuizen capitano contro l’Australia</h3>
<p>Erasmus ha scelto Esterhuizen come capitano di una squadra profondamente rinnovata, premiando anche il ruolo sempre più importante assunto dal giocatore all’interno del gruppo, con la sua interpretazione di hybrid player moderno e impattante che giochi da terza linea o al centro dei trequarti. Questa volta, il 32enne partirà da primo centro al fianco di Canan Moodie.</p>
<p>&#8220;Ha già fatto il capitano agli Sharks e ha dato tantissimo alla nostra squadra, dentro e fuori dal campo, sia da centro sia nella terza linea. Merita pienamente questa opportunità&#8221;, ha spiegato Erasmus. Il ct considera la scelta anche un altro passo nell’allargamento del gruppo di leader degli Springboks, dopo aver affidato negli ultimi anni la fascia a diversi giocatori.</p>
<p>Non sarà invece della partita Pieter-Steph du Toit e Damian de Allende, entrambi liberati dal raduno. Erasmus ha spiegato che la decisione era stata programmata e nasce dalla volontà di concedere loro una pausa dopo il pesante carico di lavoro accumulato negli ultimi mesi.</p>
<h3>Pollard torna all’apertura, nuova prima linea per gli Springboks</h3>
<p>Tra i ritorni più importanti c’è quello di Handre Pollard, recuperato dal problema fisico che lo aveva tenuto fuori durante la Rugby’s Greatest Rivalry. Il numero 10 formerà una nuova coppia di mediani con Herschel Jantjies.</p>
<p><em><strong>Leggi anche:</strong></em> <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/14/australia-jordan-petaia-torna-nei-wallabies-dopo-il-detour-in-nfl-i-34-convocati-per-il-sudafrica/" target="_blank" rel="noopener">Australia, Jordan Petaia torna nei Wallabies dopo il detour in NFL: i 34 convocati per il Sudafrica</a></p>
<p>Cambia completamente anche la prima linea. Jan-Hendrik Wessels e Zachary Porthen saranno i due piloni, con Johan Grobbelaar al tallonaggio. In seconda Etzebeth, uno dei due soli confermati dalla vittoria di Baltimora, farà coppia con Franco Mostert.</p>
<p>La terza linea, invece, sarà composta da Paul de Villiers ed Elrigh Louw come flanker e Marco van Staden schierato numero 8. Dietro, oltre alla coppia Esterhuizen-Moodie, Erasmus ha scelto un triangolo allargato formato da Ethan Hooker ed Edwill van der Merwe alle ali e Aphelele Fassi estremo.</p>
<h3>Wiese verso il 50esimo cap dalla panchina</h3>
<p>La partita avrà un significato particolare anche per Jasper Wiese. Il numero 8 partirà tra le riserve e, entrando in campo, raggiungerà la 50esima presenza con gli Springboks. Erasmus ha optato per una panchina 5+3. Malcolm Marx, Ox Nche e Wilco Louw formeranno la prima linea di riserva, mentre Lood de Jager coprirà la seconda e Wiese completerà le alternative tra gli avanti. I tre trequarti saranno Morne van den Berg, Sacha Feinberg-Mngomezulu e Quan Horn.</p>
<p>Complessivamente sono soltanto nove i giocatori presenti nei 23 che avevano preso parte anche all’ultima partita della serie contro la Nuova Zelanda. Erasmus ha però sottolineato come tutti abbiano lavorato con continuità negli ultimi mesi e abbiano avuto spazio nella prima parte del Nations Championship, nella Rugby’s Greatest Rivalry o in entrambe.</p>
<h3>Erasmus: &#8220;L’Australia rappresenta una minaccia completamente diversa&#8221;</h3>
<p>Il turnover non significa che il Sudafrica stia sottovalutando l’appuntamento di Perth. Erasmus ha spiegato che le combinazioni scelte rispondono anche alle caratteristiche dei Wallabies, considerati un avversario molto differente rispetto agli All Blacks.</p>
<p>&#8220;L’Australia rappresenta una minaccia completamente diversa dalla Nuova Zelanda per il modo in cui gioca, quindi crediamo che queste combinazioni siano le più adatte alla sfida che affronteremo&#8221;, ha dichiarato il ct.</p>
<p>Gli Springboks troveranno inoltre una squadra che, come ricordato dallo stesso Erasmus, ha vinto quattro delle ultime cinque partite e pareggiato l’altra contro l’Argentina. Il tecnico ha richiamato anche la fisicità degli avanti e la pericolosità della linea arretrata australiana, oltre al vantaggio di poter giocare davanti al pubblico di casa.</p>
<h3>Andrea Piardi al fishcietto di Australia-Sudafrica</h3>
<p>A dirigere la sfida dell’Optus Stadium sarà Andrea Piardi, designato da World Rugby come arbitro di Australia-Sudafrica. Un altro appuntamento di grande prestigio per il fischietto bresciano, ormai stabilmente inserito nel panel internazionale di prima fascia: Piardi è stato il primo italiano a dirigere una partita del Sei Nazioni maschile e ha arbitrato anche un test match dei British &amp; Irish Lions durante l’ultimo tour.</p>
<p>A Perth sarà affiancato dagli assistenti neozelandesi Ben O’Keeffe e James Doleman, mentre al TMO ci sarà un altro italiano, Matteo Liperini. Il Foul Play Review Officer sarà invece il neozelandese Richard Kelly.</p>
<h3>La formazione del Sudafrica per la sfida contro l’Australia</h3>
<p><strong>Sudafrica:</strong> 15 Aphelele Fassi, 14 Edwill van der Merwe, 13 Canan Moodie, 12 Andre Esterhuizen (capitano), 11 Ethan Hooker, 10 Handre Pollard, 9 Herschel Jantjies, 8 Marco van Staden, 7 Elrigh Louw, 6 Paul de Villiers, 5 Franco Mostert, 4 Eben Etzebeth, 3 Zachary Porthen, 2 Johan Grobbelaar, 1 Jan-Hendrik Wessels.</p>
<p><strong>A disposizione:</strong> 16 Malcolm Marx, 17 Ox Nche, 18 Wilco Louw, 19 Lood de Jager, 20 Jasper Wiese, 21 Morne van den Berg, 22 Sacha Feinberg-Mngomezulu, 23 Quan Horn.</p>
<p><strong>Australia-Sudafrica:</strong> domenica 27 settembre, Optus Stadium di Perth. Calcio d’inizio alle <strong>17.45 locali (11.45 in Italia)</strong>. Arbitro l’italiano <strong>Andrea Piardi</strong>, assistito dai neozelandesi Ben O’Keeffe e James Doleman con al TMO un altro italiano: Matteo Liperini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/22/sudafrica-rivoluzione-per-laustralia-13-cambi-ed-esterhuizen-capitano-al-fischietto-andrea-piardi/">Sudafrica, rivoluzione per l’Australia: 13 cambi ed Esterhuizen capitano. Al fischietto Andrea Piardi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>All Blacks, sotto accusa le tattiche contro gli Springboks: &#8220;Al breakdown erano illegali&#8221;</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/09/21/all-blacks-sotto-accusa-le-tattiche-contro-gli-springboks-al-breakdown-erano-illegali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Zivillica]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 15:46:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Rugby Championship]]></category>
		<category><![CDATA[alòl blacks]]></category>
		<category><![CDATA[arbitri]]></category>
		<category><![CDATA[regolamento]]></category>
		<category><![CDATA[sprigboks]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’analisi di Rugby365 sulle aree di contatto nella serie vinta 3-1 dal Sudafrica e sulle indicazioni date agli arbitri</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/21/all-blacks-sotto-accusa-le-tattiche-contro-gli-springboks-al-breakdown-erano-illegali/">All Blacks, sotto accusa le tattiche contro gli Springboks: &#8220;Al breakdown erano illegali&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La battaglia tra Springboks e All Blacks nella Rugby&#8217;s Greatest Rivalry non si è giocata soltanto sul piano fisico. A serie conclusa, con il Sudafrica vincitore per 3-1 dopo il 43-28 di Baltimora, Rugby365 ha analizzato alcuni degli aspetti tecnici più discussi dei quattro test, concentrandosi soprattutto sul comportamento della Nuova Zelanda al breakdown e nella difesa della maul.</p>
<p>L&#8217;analisi di Jan de Koning parte dalle accuse formulate prima della serie dallo staff sudafricano e le mette a confronto con le spiegazioni di Tappe Henning, Head of Match Officials dello United Rugby Championship. Il punto centrale riguarda i metodi utilizzati dagli All Blacks per contenere la pressione del pacchetto sudafricano e, soprattutto, il limite tra interventi consentiti e azioni illegali.</p>
<h3>Le accuse degli Springboks agli All Blacks</h3>
<p>A sollevare il problema prima ancora dell&#8217;inizio dei test era stato Felix Jones. L&#8217;assistente allenatore degli Springboks aveva spiegato che lo staff aveva raccolto indicazioni da Stormers, Sharks e Bulls, le franchigie sudafricane che avevano affrontato gli All Blacks durante la prima parte del tour.</p>
<p><em><strong>Leggi anche:</strong> </em><a href="https://www.onrugby.it/2026/09/14/all-blacks-il-secondo-di-rennie-neil-barnes-accusa-larbitro-di-aver-preso-scelte-che-hanno-favorito-gli-springboks/" target="_blank" rel="noopener">All Blacks: il secondo di Rennie, Neil Barnes, accusa l’arbitro di aver preso scelte che hanno favorito gli Springboks</a></p>
<p>Secondo Jones, una delle principali criticità riguardava il breakdown. La Nuova Zelanda sarebbe entrata in alcune situazioni con la spalla chiusa e senza effettuare correttamente il movimento necessario per legarsi all&#8217;avversario, intervenendo inoltre da angolazioni laterali. Rugby365 descrive la dinamica come un utilizzo della spalla per effettuare il clearout al posto di un ingresso regolare nel punto d&#8217;incontro.</p>
<h3>Breakdown, cosa controllano gli arbitri</h3>
<p>Henning ha spiegato a Rugby365 che il tackle e il breakdown rappresentano una delle aree più complesse da arbitrare, con gli ufficiali di gara che possono essere chiamati a valutare circa 220 situazioni di placcaggio durante una singola partita. Uno degli elementi fondamentali riguarda l&#8217;angolo con cui un giocatore entra nel breakdown.</p>
<p>Chi arriva per effettuare una pulizia o contendere il pallone deve farlo attraverso il proprio &#8220;gate&#8221;, quindi dalla propria parte del punto d&#8217;incontro. &#8220;La regola stabilisce che un giocatore deve arrivare dritto&#8221;, ha spiegato Henning a Rugby365.</p>
<p>Tra gli indicatori osservati dagli arbitri c&#8217;è anche il punto del primo contatto. Un ingresso laterale, definito da Henning come un angolo a &#8220;U-turn&#8221;, può permettere di eliminare un difensore aggirando le regole previste per il breakdown. Il contatto iniziale dovrebbe avvenire sulla spalla o sul corpo: un intervento direttamente sui fianchi rappresenta invece un segnale utile per identificare un possibile ingresso irregolare.</p>
<h3>Anche la difesa della maul sotto osservazione</h3>
<p>L&#8217;altra grande area contestata è stata la maul avanzante degli Springboks. Jones aveva sottolineato come le squadre sudafricane avessero riscontrato interventi neozelandesi basati sul tirare o trascinare lateralmente gli avversari, invece di contrastare frontalmente la spinta. Henning ha chiarito a Rugby365 che fermare l&#8217;avanzamento attraverso una spinta frontale e regolare è perfettamente consentito.</p>
<p>Diverso è il caso di un difensore che si stacca per agire sui singoli giocatori della maul o finisce dalla parte avversaria rivolto verso la propria linea di meta o lateralmente: &#8220;Un giocatore che finisce oltre il pallone, dalla parte dell&#8217;opposizione e rivolto verso la propria linea di meta o di lato, sta agendo fuori dalle regole&#8221;. Gli arbitri osservano quindi anche eventuali prese sulle maglie o sugli arti effettuate da posizioni laterali o arretrate. Rimuovere in questo modo uno dei giocatori che sostiene la struttura può consentire alla difesa di disarticolare la maul senza affrontarne direttamente la spinta.</p>
<h3>Gli All Blacks vincono la battaglia dei turnover, ma soffrono nel gioco stretto</h3>
<p>L&#8217;aspetto interessante dell&#8217;analisi è che i numeri complessivi al breakdown non descrivono una Nuova Zelanda in difficoltà. Gli All Blacks hanno infatti conquistato 30 turnover nell&#8217;arco della serie contro i 25 del Sudafrica, mostrando inoltre grande pericolosità quando hanno potuto trasformare i palloni recuperati in situazioni di gioco aperto.</p>
<p><em><strong>Leggi anche:</strong></em> <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/14/all-blacks-dove-devono-migliorare-per-raggiungere-gli-springboks-secondo-la-stampa-neozelandese/" target="_blank" rel="noopener">All Blacks: dove devono migliorare per raggiungere gli Springboks, secondo la stampa neozelandese</a></p>
<p>I problemi sono emersi soprattutto quando gli Springboks sono riusciti a comprimere la partita e a spostarla sulle fasi statiche. La Nuova Zelanda aveva cominciato la serie vincendo 33-16 a Johannesburg, ma con il passare delle settimane il Sudafrica è riuscito a portare sempre più il confronto sul terreno preferito dal proprio pacchetto.</p>
<h3>La rolling maul diventa un&#8217;arma per il Sudafrica</h3>
<p>Secondo Rugby365, uno dei principali problemi tecnici degli All Blacks è stato non riuscire a impedire con sufficiente continuità il trasferimento del pallone dopo la touche. Una volta strutturata la maul sudafricana, la Nuova Zelanda si è ritrovata spesso costretta a difendere arretrando e sotto forte pressione. È proprio in quelle situazioni che gli Springboks hanno costruito parte del proprio vantaggio, ottenendo penalità e mettendo sotto pressione la disciplina neozelandese. Nel corso della serie il Sudafrica è riuscito a trasformare questa superiorità anche in un penalty try e in diversi cartellini gialli.</p>
<p>L&#8217;analisi di Rugby365 non riduce quindi il 3-1 finale alle sole decisioni arbitrali o alle contestazioni sulla legalità degli interventi neozelandesi. Mostra piuttosto come il breakdown e soprattutto la maul siano diventati un terreno tattico decisivo: aree nelle quali gli Springboks sono riusciti progressivamente a esporre le difficoltà strutturali degli All Blacks e a spostare dalla propria parte l&#8217;equilibrio della serie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/21/all-blacks-sotto-accusa-le-tattiche-contro-gli-springboks-al-breakdown-erano-illegali/">All Blacks, sotto accusa le tattiche contro gli Springboks: &#8220;Al breakdown erano illegali&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Pacific Nations Cup 2026: il Giappone batte le Fiji ed è campione!</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/09/19/pacific-nations-cup-2026-il-giappone-batte-le-fiji-ed-e-campione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Giannelli Savastano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Sep 2026 12:32:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emisfero Sud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Tokyo i Brave Blossoms ribaltano il 12-10 del primo tempo e alzano il trofeo che non vincevano dal 2019</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/19/pacific-nations-cup-2026-il-giappone-batte-le-fiji-ed-e-campione/">Pacific Nations Cup 2026: il Giappone batte le Fiji ed è campione!</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Giappone ha vinto l&#8217;edizione 2026 della Pacific Nations Cup grazie al successo in finale sulle Fiji con il risultato di 15-20.</p>
<p>Dopo due anni consecutivi di dominio figiano, al Prince Chichibu Memorial Stadium di Tokyo i Brave Blossoms hanno strappato lo scettro di squadra campione al XV di Senirusi Seruvakula e possono festeggiare un trofeo che non conquistava dal 2019.</p>
<p>Nella finale per il 3°-4° posto, il Canada ha superato i cugini degli Stati Uniti d&#8217;America con il punteggio di 19-16.</p>
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<p>Il match di Tokyo si aperto con il calcio piazzato di Sam Greene che ha portato avanti 0-3 i nipponici che hanno subito la meta all&#8217;11 di Virimi Vakatawa. Dieci minuti dopo Mamoru Harada marca per la squadra di Eddie Jones che va all&#8217;intervallo sotto di 12-10 grazie a Tevita Ikanivere.</p>
<p>Nella ripresa la terza linea Ben Gunter suona la carica e riporta avanti il Giappone che subisce solo 3 punti con Isaiah Armstrong-Ravula; poi nel finale, al minuto 72, Samisoni Tua fissa il punteggio sul 15-20 regalando il successo agli asiatici.</p>
<h3>Pacific Nations Cup 2026: il tabellino della finale di Tokyo</h3>
<p><strong>Fiji</strong>: 15 Isiah Armstrong-Ravula, 14 Joji Nasova, 13 Virimi Vakatawa, 12 Tuioraki Samusamuvodre, 11 Manasa Mataele, 10 Caleb Muntz, 9 Frank Lomani, 8 Elia Canakaivata, 7 Motikiai Murray, 6 Kitione Salawa, 5 Temo Mayanavanua, 4 Mesake Vocevoce, 3 Mesake Doge, 2 Tevita Ikanivere (c), 1 Peni Ravai</p>
<p><em>A disposizione</em>: 16 Kavaia Tagivetaua, 17 Vilikesa Nairau, 18 Sameula Tawake, 19 Isoa Tuwai, 20 Penaia Cakobau, 21 Sam Wye, 22 Isikeli Rabitu, 23 Isaac Ratumaitavuki-Kneepkens</p>
<p>Mete: Virimi Vakatawa (11&#8242;), Tevita Ikanivere (26&#8242;)<br />
Calci di trasformazione: Caleb Muntz (11&#8242;)<br />
Calci di punizione: Isaiah Armstrong-Ravula (65&#8242;)</p>
<p><strong>Giappone</strong>: 15 Sam Greene, 14 Inoke Burua, 13 Dylan Riley, 12 Yuya Hirose, 11 Tomoki Osada, 10 Ryunosuke Ito, 9 Naoto Saito (c), 8 Faulua Makisi, 7 Kanji Shimokawa, 6 Ben Gunter, 5 Harry Hockings, 4 Jack Cornelsen, 3 Shuhei Takeuchi, 2 Mamoru Harada, 1 Sojiro Otsuka</p>
<p><em>A disposizione</em>: 16 Kenji Sato, 17 Sena Kimura, 18 Takumi Inaba, 19 Michael Stolberg, 20 Esei Haangana, 21 Tiennan Costley, 22 Shinobu Fujiwara, 23 Samisoni Tua</p>
<p>Mete: Mamoru Harada (22&#8242;), Ben Gunter (58&#8242;), Samisoni Tua (72&#8242;)<br />
Calci di trasformazione: Sam Greene (23&#8242;)<br />
Calci di punizione: Sam Greene (7&#8242;)</p>
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