Italia: e se toccasse a Federico Mori?
Con Menoncello (e altri 14 giocatori) fuori per infortunio, Quesada sarà costretto a cambiare le carte in tavola. E chissà che dopo tanta sfortuna stavolta non tocchi al centro di Bayonne
Italia: e se toccasse a Federico Mori? (ph. Sebastiano Pessina)
Non c’è ancora l’ufficialità della diagnosi, ma tutto lascia pensare che Tommaso Menoncello non ci sarà nei prossimi test match che chiuderanno il Nations Championship 2026. E allora l’Italia si ritrova senza quello che – al momento – è il suo giocatore più performante, quello che più di tutti è in grado di spostare gli equilibri. Con Menoncello (e altri 14 infortunati) fuori e il Sudafrica campione del mondo pronto a venire a Torino (il 7 novembre) a fare la voce grossa dopo la clamorosa sconfitta con l’Australia, la situazione è delicata. Cosa fare? Gonzalo Quesada ha a disposizione diverse soluzioni, ma forse ce n’è una che – pur non essendo stata particolarmente considerata negli ultimi anni – potrebbe tornare molto utile: Federico Mori.
La possibilità di ritrovarsi
La storia di Mori – nipote del campione del mondo dei 400 ostacoli Fabrizio e sorella di Rachele, 3 volte argento ai campionati italiani di lancio del martello – ormai la conosciamo: è stato tra i talenti lanciati nell’era di Franco Smith, forse anche troppo precocemente. E alla lunga ha un po’ pagato questa esposizione anticipata rispetto ai tempi, come accaduto anche ad altri di quella generazione, pensiamo ad esempio a Trulla. L’aumento della concorrenza e i tantissimi infortuni poi hanno fatto il resto, impedendogli di sfruttare diverse chiamate in Nazionale che avrebbero potuto vederlo protagonista, ad esempio il tour 2025, saltato in toto per un problema muscolare.
Adesso però tutto sembra allinearsi affinché Mori possa prendersi la ribalta: il centro azzurro sta facendo bene a Bayonne, sta giocando con continuità e sabato in Challenge Cup ha segnato una meta clamorosa contro i Cheetahs. E soprattutto, per caratteristiche fisiche e tecniche, potrebbe diventare il principale candidato a sostituire Menoncello in Nazionale.
Le possibili scelte
Per gerarchie, subito dietro all’ormai celebre coppia Menoncello-Brex ci sarebbe Leonardo Marin, che per caratteristiche è sempre stato considerato più un back-up di Nacho che di Tommaso. Tanto che a luglio contro l’Australia a Perth, quando Quesada si è trovato per la prima volta senza Menoncello, ha giocato titolare Paolo Odogwu, che però fa parte della lunga lista di infortunati di questi mesi e che comunque contro i Wallabies non aveva offerto una prestazione brillante.
Marin garantirebbe sicuramente talento e imprevedibilità in attacco e con Brex e insieme al 10 designato (o addirittura al 15, se giocasse Allan in quel ruolo) potrebbe dare vita a una suggestiva Italia da 3 o 4 registi contemporaneamente in campo. Nell’ottica però di una sfida col Sudafrica (e anche di quelle con Argentina e soprattutto Fiji) il rischio è che insieme – almeno dall’inizio, poi a partita in corso il discorso cambia – Brex e Marin possano formare una coppia di centri troppo leggera.
Soprattutto, questo assetto costringerebbe Quesada a modificare diversi aspetti del piano di gioco dell’Italia, che si è spesso affidata a Menoncello anche come ballcarrier per fare metri e assorbire diversi giocatori vicino al punto d’incontro (vedasi la prima meta degli Azzurri contro la Scozia, che parte da una sua carica), oltre a sfruttare le sue capacità di trovare spazi con i suoi angoli di corsa imprevedibili. Ci sarebbe anche la suggestione Mey, partito benissimo con il Benetton: in questo caso però il neo-biancoverde giocherebbe 13, con Brex che si sposterebbe a primo centro, portando quindi a un cambio di assetto ancora più radicale che appare difficile immaginare a due settimane dalla sfida contro il Sudafrica campione del mondo.
Perché Federico Mori può essere il favorito?
In questo senso Mori potrebbe garantire caratteristiche simili a quelle dell’MVP del Sei Nazioni 2024: fisicità, dinamismo, ma anche elusività. E in questo modo potrebbe effettivamente imporsi come vice-Menoncello e guidare la trequarti azzurra in tre partite in cui l’Italia ha l’obbligo di riscattarsi dopo un tour estivo negativo. Inoltre, proprio come Menoncello, può garantire una certa duttilità potendo giocare sia centro che ala, permettendo a Quesada di modificare anche la disposizione dei trequarti in corsa spostandolo in altre posizioni e lasciandolo in campo.
Le prestazioni parlano per lui, e questo potrebbe portarlo anche a superare la concorrenza di Giulio Bertaccini, sempre molto stimato da Quesada e altro giocatore che per caratteristiche potrebbe sostituire Menoncello, ma che non sta brillando in questo inizio di stagione, complice anche una partenza generale non esaltante delle Zebre. E quindi, è forse arrivato davvero il momento di Federico Mori?
Francesco Palma