Super Rugby Pacific: James O’Connor torna a casa
L'utility back, 69 caps con i Wallabies, riparte dalla franchigia che lo fece debuttare a 17 anni
Super Rugby Pacific: James O'Connor torna a casa
Il giramondo James O’Connor tornerà a giocare nel Super Rugby Pacific e lo farà con la franchigia che lo ha visto protagonista dal 2008 al 2011 raccogliendo 39 caps.
Il trequarti classe 1990 ha firmato un contratto con i Western Force, squadra con base a Perth, la stessa che lo ha lanciato nel rugby dei professionisti all’età di 17 anni diventando il più giovane debuttante nel campionato del Pacifico.
“Amo molto Perth come città; è qui che vogliamo mettere radici. Tra un mese circa accoglieremo al mondo il nostro primo figlio, quindi è un momento davvero speciale per noi. Il club poggia su basi solide e nell’ultima stagione ha acquisito un ottimo slancio. Sono pronto ad affrontare questa sfida con grande determinazione e a puntare con decisione a raggiungere, per la prima volta nella nostra storia, la fase finale del campionato” ha detto l’utility back.
Leggi anche: Futuro nella National Rugby League per Ardie Savea dopo la Rugby World Cup?
James O’Connor firma con i Western Force e torna nel Super Rugby Pacific
“È un momento straordinario per il rugby australiano, con la Coppa del Mondo ormai alle porte; per me, questa è l’occasione di confrontarmi alla pari con i migliori giocatori d’Australia, settimana dopo settimana. Sono entusiasta di mettere la mia esperienza al servizio di questo gruppo. Ho giocato in tutto il mondo per vent’anni, conoscendo da vicino programmi e strutture molto diversi tra loro”.
James O’Connor ha giocato 127 partite nel Super Rugby vestendo le maglie dei Reds, Rebels e Crusaders con cui ha vinto un titolo nel 2025.
L’australiano ha maturato però tanta esperienza anche in Europa giocando sia in Francia, nel Top 14, con il Tolone (51 caps, 2014-2017) e in Inghilterra in Premiership, con, London Irish (15 caps, 2013-2014), Sale Sharks (32 caps, 2017-2019) e infine Leicester Tigers (13 caps, 2025-2026).
“Credo che il mio punto di forza sia creare coesione e ottimizzare i sistemi di gioco affinché funzionino al meglio: che si tratti di gestire le fasi finali di una partita, di analizzare gli avversari o di lavorare con i giocatori esclusi dalla lista dei 23 per garantire che i titolari siano il più competitivi possibile. È un ambito, quello del coaching e del mentoring, in cui ho già iniziato a operare negli ultimi tre o quattro anni”.