Giappone-Italia, Lorenzo Pani: “Attenzione in difesa e variare con gioco al piede e presenza fisica”

L'estremo azzurro ha parlato in vista del Nations Championship soffermandosi sulle caratteristiche del Giappone: tanto gioco alla mano, pochi calci e una pericolosità particolare nei contrattacchi

Lorenzo Pani ph. S.pessina

Giappone-Italia, Lorenzo Pani: "Attenzione in difesa e variare con gioco al piede e presenza fisica" - (ph. S. Pessina)

L’Italia nei giorni scorsi ha raggiunto il Tokyo dove continua la preparazione verso il Nations Championship. Protagonista del primo incontro stampa dal Giappone è Lorenzo Pani, con cui ci si è focalizzati sul Giappone, la prima delle avversarie che gli Azzurri dovranno affrontare nel nuovo torneo, sfida in programma questo sabato 4 luglio alle 10:40 italiane. (match che sarà visibile anche in diretta tv in chiaro) L’estremo fiorentino ha descritto i nipponici come una squadra molto riconoscibile, tecnica e orientata al gioco alla mano, sottolineando come proprio questo aspetto richiederà attenzione particolare nella fase difensiva e per cui sarà necessario sviluppare un gioco vario per togliergli i punti di riferimento.

Lorenzo Pani: “Il Giappone gioca molto palla in mano”

Pani ha spiegato che la prima caratteristica emersa dallo studio degli avversari riguarda il loro stile. “La prima cosa che salta all’occhio nelle partite che ho visto è che sono una squadra che magari non ha nel fisico il proprio punto di forza, ma che è molto forte tecnicamente e a cui piace giocare palla in mano, calciando poco”. Un’identità piuttosto chiara, dunque, che l’Italia dovrà affrontare provando a togliere ritmo e continuità al possesso giapponese.

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Secondo Pani la differenza più evidente rispetto al gioco azzurro sta proprio qui. “Noi siamo una squadra un po’ più ibrida, calciamo, attacchiamo, siamo anche abbastanza forti fisicamente: penso che questa sia la differenza maggiore”. Il riferimento è a un’Italia che vuole mantenere più registri dentro la partita, alternando uso del piede, gestione del possesso e impatto fisico. Queste, insomma, le chiavi di volta tattiche per la squadra che scenderà in campo sabato contro il Giappone.

Lorenzo Pani sulla sfida col Giappone: “La chiave sarà non concedere campo aperto”

Nell’analisi dell’esterno azzurro c’è anche un passaggio più tattico, che aiuta a capire dove l’Italia punta molta dell’attenzione, soprattutto a livello difensivo. Pani ha sottolineato, infatti, che il Giappone produce molti dei propri line break nelle situazioni di contrattacco, e proprio per questo sarà fondamentale limitare palloni facili negli spazi aperti, concentrando il gioco aereo in quadranti precisi e accompagnato da pressione ordinata e costante. “Abbiamo visto che la maggior parte dei line break li fanno da contrattacco, quindi abbiamo studiato su come gestire al meglio quella possibile fase di gioco”.

Da qui nasce anche l’idea di una partita da affrontare con equilibrio, evitando di regalare situazioni comode agli avversari. “Faremo un gioco più misto, cercando di usare bene il piede e di non concedere palloni facili”, ha spiegato ancora Pani. Più che una sfida soltanto fisica, quindi, il test col Giappone si annuncia come una gara di gestione, precisione e lettura dei momenti chiave.

Lorenzo Pani: “Entriamo sempre in campo per vincere con qualsiasi avversario”

Alla domanda se il Giappone fosse l’obiettivo minimo della campagna estiva del primo Nations Championship, la risposta di Lorenzo Pani è stata netta: “Noi entriamo sempre in campo per vincere con qualsiasi avversario”. Allo stesso tempo, però, il trequarti ha ricordato l’alto livello della competizione, sottolineando che si tratta di un torneo duro, con le prime dodici squadre del mondo, e che anche il Giappone va affrontato senza leggerezze.

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Il senso del suo discorso è chiaro: l’Italia arriva con fiducia e con risultati recenti positivi, ma senza concedersi scorciatoie mentali. Il focus resta sulla crescita e su ciò che la squadra deve ancora migliorare, più che sul confronto con lo stato di forma altrui.

Lorenzo Pani: “Dopo un Sei Nazioni da 6, in questo Nations Championship punto a migliorare i miei punti di forza”

L’Italia viene da un periodo di forma solido, in cui ha sempre vinto almeno una partita nelle ultime campagne affrontate, essendo inoltre reduce da uno dei migliori Sei Nazioni di sempre e dalla prima vittoria con l’Inghilterra, ma anche dal brutto primo tempo col Galles nell’ultima giornata. Lorenzo Pani, come tutto il gruppo, punta però al futuro prossimo senza portarsi pesi o fregi del passato, anche se vicino, che potrebbero risultare controproducenti.

“Ho fatto un Sei Nazioni da voto 6” ha dichiarato l’estremo: “venivo da una stagione in cui avevo giocato poco anche alle Zebre e quindi non sono riuscito a dare pienamente spazio ai miei punti di forza”. Punti di forza che, però, punta a migliorare proprio in questo Nations Championship, dove l’obiettivo è giocare tutte e tre le partite e arricchire il gioco aereo e quello negli spazi allargati.

Anche perché, continua Pani, “l’emozione è sempre tanta, perché alla fine, onestamente, la maglia della nazionale è quella cosa che mi dà una spinta in più ogni giorno per migliorarmi. Non c’è nessun club al mondo che possa superare questa sensazione, perché fin da piccolo è sempre stato il mio sogno indossare questa maglia e ogni volta che vengo chiamato è un grande onore” ha concluso l’estremo fiorentino.

Giappone-Italia: la chiave sarà nella completezza e fisicità del gioco degli Azzurri?

Dalle parole di Pani emerge quindi un’immagine precisa: il Giappone non sarà soltanto una tappa del calendario, ma una sfida vera, da preparare con attenzione soprattutto sul piano difensivo e della gestione del territorio. Tecnica individuale, volontà di attaccare palla in mano e capacità di colpire in transizione sono i tre punti che l’Italia sembra avere già individuato con chiarezza.

Per gli Azzurri, la sfida passerà allora dalla capacità di restare fedeli al proprio gioco, senza concedere agli avversari il tipo di partita che preferiscono. Ed è forse proprio questa la sintesi migliore delle parole di Pani: rispetto per il Giappone, consapevolezza dei rischi e la convinzione di poter rispondere con un rugby più completo e più fisico.

Simone Zivillica


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