Georgia U20 nella storia: battuta la Nuova Zelanda, prima vittoria di sempre per i Junior Lelos (video highlights)

A Rustavi i Junior Lelos superano per la prima volta i neozelandesi a livello Under 20: decide una meta di Irakli Kolbaia nell’ultimo minuto, al termine di una sfida intensa e piena di ribaltamenti

Georgia U20 vs Nuova Zelanda U20

Georgia U20 nella storia: battuta la Nuova Zelanda, prima vittoria di sempre per i Junior Lelos

La Georgia U20 firma una delle vittorie più significative della sua storia recente e lo fa nel momento giusto, a pochi giorni dall’inizio del World Rugby U20 Championship. A Rustavi, davanti al proprio pubblico, i Junior Lelos hanno battuto per la prima volta di sempre la Nuova Zelanda a livello Under 20, imponendosi 22-19 al termine di una partita combattuta fino all’ultimo possesso. Un successo che pesa per il risultato, certo, ma ancora di più per il modo in cui è arrivato: contro un’avversaria tradizionalmente superiore, dopo essere andati sotto, resistendo al ritorno neozelandese e trovando infine la giocata decisiva nell’ultimo minuto.

Un segnale forte prima del Mondiale U20

Per la Georgia non si tratta soltanto di un’amichevole di preparazione vinta bene. Il dato che dà dimensione all’impresa è che i georgiani avevano perso tutte le precedenti quattro sfide contro la Nuova Zelanda a livello giovanile. Stavolta, invece, la squadra guidata da Vito Kolelishvili ha cambiato il copione, mettendo insieme carattere, struttura e capacità di restare dentro la partita anche quando l’inerzia sembrava spostarsi dall’altra parte. Le quattro mete segnate contro i neozelandesi sono un altro indicatore pesante: la Georgia non ha vinto di sola resistenza, ma ha saputo colpire e costruire occasioni contro una delle scuole rugbistiche più profonde del panorama mondiale.

La partita: rimonta, sorpassi e il colpo finale

L’avvio era stato tutto in salita per i padroni di casa. La Nuova Zelanda aveva approfittato dei primi errori georgiani e di due calci di punizione concessi nelle fasi iniziali, trovando la prima meta da una touche a cinque metri ben eseguita e portandosi avanti dopo la trasformazione. La reazione della Georgia, però, è stata immediata e ha avuto il volto di Mikheil Shioshvili: all’11’, dopo una penalità e una battuta veloce vicino alla linea, il numero 8 georgiano ha sfondato due placcaggi e ha schiacciato sotto i pali. Con la trasformazione di Temur Dzodzuashvili è arrivato il 7-7, punteggio con cui le due squadre sono andate all’intervallo dopo una prima metà di gara aperta ma segnata anche da diversi errori di handling nei momenti più promettenti.

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Nella ripresa la Nuova Zelanda era riuscita a rimettere la testa avanti sfruttando un errore georgiano in mezzo al campo, trasformato in una meta in contropiede dopo una corsa che ha spezzato due tentativi di chiusura. Sembrava il momento in cui i Junior All Blacks potessero scappare, ma la Georgia ha risposto prendendosi l’iniziativa. Al 62’ è stato ancora Shioshvili a rompere gli equilibri attaccando dai cinque metri, prima di servire Dachi Tsiklauri, autore di un assist spettacolare tra le gambe per liberare Luka Tabatadze sulla fascia. La meta ha riportato i georgiani a contatto, anche se la mancata trasformazione ha lasciato i padroni di casa sotto 14-12.

Quando la Nuova Zelanda ha trovato la terza meta al 67’, ristabilendo sette punti di margine, la partita sembrava di nuovo indirizzata. Invece la Georgia ha continuato a restare lì, senza uscire dal proprio piano. Al 71’ il capitano Luka Narcia ha accorciato con una marcatura da pick and go vicino alla linea, riportando i suoi a -2 dopo un’altra trasformazione mancata. Da quel momento in avanti ogni episodio ha cominciato a pesare il doppio, soprattutto in una partita in cui i georgiani erano stati spesso penalizzati. Proprio per questo il calcio di punizione conquistato al 77’ ha avuto un valore enorme, perché ha consegnato ai padroni di casa l’ultima piattaforma d’attacco.

Il finale che cambia la storia

La giocata che ha deciso il match è arrivata nell’ultimo minuto ed è stata profondamente georgiana nella sua natura. Una maul avanzante ha messo sotto pressione la difesa neozelandese, costretta a comprimersi e a perdere ordine. Da lì Irakli Kolbaia ha letto il varco attorno al raggruppamento, è partito dal punto d’incontro e ha trovato la meta che ha chiuso il match sul 22-19. È il tipo di finale che lascia un segno non solo sul tabellino, ma anche nella percezione internazionale di una squadra che da anni prova a consolidarsi ai massimi livelli giovanili.

Cosa dice questa vittoria

Al netto del contesto non ufficiale di un test match di preparazione, e dell’onda dell’entusiasmo dei georgiani che ospitano la rassegna iridata al via tra pochi giorni, il segnale è molto chiaro. La Georgia arriva al Mondiale U20 con una vittoria di enorme peso simbolico e tecnico, ottenuta contro un riferimento assoluto del rugby mondiale. Battere la Nuova Zelanda per la prima volta significa guadagnare fiducia, ma anche certificare una crescita che da tempo il sistema georgiano sta inseguendo. Se il pacchetto avanzato resta il marchio di fabbrica, la partita di Rustavi ha detto che i Junior Lelos oggi sanno anche restare lucidi nei momenti chiave, sfruttare le occasioni e trovare soluzioni di qualità quando la gara si spezza.

In vista dell’inizio del torneo, è probabilmente questo il dato più interessante: la Georgia non si presenta più soltanto come una squadra dura da affrontare, ma come una selezione capace di vincere partite di alto livello anche contro avversari storicamente proibitivi. E un successo così, alla vigilia del World Rugby U20 Championship, può cambiare non poco il modo in cui verranno guardati i Junior Lelos.

La Nuova Zelanda, infine, sarà nostra avversaria nella terza giornata del torneo. La loro sconfitta inaspettata suggerisce due ragionamenti di segno opposto. Il primo, positivo, è che i baby blacks non sono imbattibili, e anche gli azzurrini hanno le loro chances. Il secondo, negativo, è che questa sconfitta – poco ma sicuro – ha scosso tutto il gruppo che sarà in avida ricerca di rivalsa, e sul cammino dei tuttineri ci sono, appunto, anche i ragazzi di Di Giandomenico. La solita vecchia storia del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, insomma, ma la storia è fatta di cambiamenti anche repentini, esattamente come hanno dimostrato i georgiani.

Simone Zivillica

Georgia U20 vs Nuova Zelanda U20: gli highlights

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