Exeter tra rinascita e finale a Twickenham nella visione di capitan Jenkins contro Northampton
Il capitano gallese: “È la partita più importante della mia carriera”. Chiefs a caccia del titolo dopo un anno difficile, Baxter prepara la settima finale della sua era
Exeter arriva alla finale di Premiership contro Northampton con la consapevolezza di giocarsi molto più di un trofeo, e il capitano Dafydd Jenkins non usa mezzi termini nel definire il momento: “è sicuramente la partita più importante a cui abbia partecipato, per tutto ciò che è in palio, per l’occasione, per Twickenham, tutto esaurito”. Un contesto che amplifica ogni dettaglio e che lo stesso seconda linea gallese vive con grande attesa: “sono davvero emozionato di vedere a che livello sono io e a che livello è questa squadra”.
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A fargli compagnia in questi pensieri, sicuramente anche il ben fornito manipolo di Azzurri che nella squadra del Devon ha trovato casa e successi: Ross Vincent, Andrea Zambonin e Stephen Varney, infatti, sono stati tra i protagonisti della semifinale al cardiopalma vinta contro Bath e lo saranno ancora nella finale in programma per sabato alle 16:00 a Twickenham.
Dalla crisi alla finale: la rinascita dei Chiefs
Il percorso che ha portato Exeter fino a Twickenham è tutt’altro che lineare. Solo una stagione fa i Chiefs avevano chiuso nella parte bassa della classifica, ma la reazione è stata netta. Jenkins sottolinea il valore del gruppo dopo le difficoltà: “sono estremamente orgoglioso di dove siamo arrivati, attraverso le avversità, dopo una stagione non molto buona”. La crescita passa anche dalla consapevolezza interna: “sapevamo il potenziale che avevamo in questo gruppo”, con il lavoro dello staff e i nuovi innesti che hanno contribuito alla risalita.
Northampton favorito e un’80 minuti ad alta intensità
Dall’altra parte ci sarà un Northampton arrivato da favorito dopo aver chiuso la stagione al vertice della classifica e aver eliminato Leicester in semifinale. Exeter però conosce bene il livello degli avversari, avendoli già affrontati in due sfide spettacolari durante l’anno, tra cui la sconfitta per 35-28 arrivata all’ultimo minuto e il pirotecnico 33-33 di Franklin’s Gardens. Anche per questo il tecnico Rob Baxter si aspetta una partita estremamente aperta: “sarà una gara ad alta energia”, spiegando che Northampton “segna molti punti” e che la sfida sarà probabilmente sulla tenuta di lungo periodo e sulla profondità della rosa. Per il tecnico saranno infatti “80 minuti molto intensi e combattuti”.
Baxter e la cultura delle finali: esperienza e pressione
Per Exeter sarà un’altra grande occasione sotto la guida di Rob Baxter, che vivrà la settima finale della sua gestione dopo i successi del 2017 e 2020 e altre finali perse. Un percorso che definisce l’identità del club ai massimi livelli della Premiership, costruito su continuità e capacità di restare competitivo anche nei momenti più complessi. In questo contesto, Jenkins evidenzia anche la mentalità del gruppo: “fin dal primo giorno della stagione ci eravamo posti l’obiettivo di vincere la Premiership e oggi siamo qui a giocarci la finale”.
Jenkins tra nazionale e identità gallese
Per il capitano dei Chiefs, la stagione ha anche un peso personale importante. Dopo l’esordio nel 2022, Jenkins ha vissuto anni complicati con il Galles, segnati da una lunga serie di sconfitte e tre ultimi posti nel Sei Nazioni. Un’esperienza che, secondo lui, può incidere anche su questo tipo di partite: “quando sei giovane pensi solo ai momenti belli e non ti aspetti che arrivino anche quelli difficili”, ma aggiunge che proprio questo può rendere il successo ancora più significativo: “penso che vincere questa finale la renderebbe ancora più dolce”. E conclude con un elemento di identità: “essere gallese e rappresentare il mio paese in questa finale di Premiership, è qualcosa che non sto prendendo alla leggera”.
Simone Zivillica