Brian O’Driscoll contro Bath sulla gestione folle del finale: “Assurdo non provare il drop. Pazienza se sbagli”
La leggenda irlandese sull'incredibile epilogo della semifinale di PREM Rugby
Brian O'Driscoll contro Bath sulla gestione folle del finale: "Assurdo non provare il drop. Pazienza se sbagli"
La clamorosa eliminazione di Bath nella semifinale di Premiership contro Exeter continua a far discutere. Al centro delle polemiche c’è soprattutto la gestione degli ultimi minuti di gioco, quando la squadra di casa, sotto di un solo punto, ha scelto di continuare ad attaccare vicino alla linea di meta senza tentare il drop che avrebbe potuto regalarle la qualificazione alla finale. Una decisione che non ha convinto un grande ex del rugby internazionale come Brian O’Driscoll.
Bath ha mantenuto il possesso per oltre 40 fasi consecutive a tempo scaduto, cercando ostinatamente la meta della vittoria e trovandosi praticamente sotto i pali di Exeter. Nonostante diverse occasioni per arretrare e preparare un drop la squadra ha continuato a giocare vicino al raggruppamento fino a quando la difesa di Exeter è riuscita a resistere. Una scelta che la leggenda irlandese Brian O’Driscoll non ha compreso: “Devi provarci” ha dichiarato a TNT Sports. “Per circa 15 fasi si erano messi nella posizione giusta. Forse era anche più tardi, alla diciottesima, diciannovesima o ventesima fase, ma erano esattamente dove volevano essere”.
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Secondo l’ex centro irlandese, Bath si trovava nella situazione ideale per tentare il calcio: “Quella è la posizione perfetta. Sotto i pali, magari leggermente spostati da un lato per favorire un destro. Il problema è che era una partita di 80 minuti: gli avanti erano esausti, faceva caldo e la pressione era enorme. Prima o poi sarebbe arrivato un errore. Devi togliere quel rischio al resto della squadra”.
O’Driscoll ha poi richiamato alla memoria due celebri episodi della Coppa del Mondo, citando sia la semifinale persa dal Galles contro la Francia nel 2011 sia la finale del 2003 vinta dall’Inghilterra grazie al celebre drop di Jonny Wilkinson: “Mi ricorda un po’ la semifinale del Galles del 2011 (persa 8-9). Forse non furono 40 fasi, ma non riuscirono mai davvero a tentare il calcio. Devi provarci, se lo sbagli pazienza” ha spiegato.
“Come nella finale del 2003, il modo migliore per preparare un drop è continuare a giocare rugby d’attacco, dare alla difesa la sensazione che stai per giocare un’altra fase. Se prepari il drop in modo troppo evidente rischi che venga stoppato. Devi continuare ad attaccare e, quando trovi il momento giusto, premere il grilletto” ha proseguito O’Driscoll.
L’assenza di Finn Russell ha inevitabilmente aumentato le responsabilità di Santiago Carreras, chiamato a gestire le decisioni nei momenti chiave della partita. Secondo O’Driscoll, però, l’argentino non ha mai dato l’impressione di voler realmente cercare il drop: “Purtroppo Carreras non ha mai dato la sensazione di volerci provare davvero, anche se nel finale è andato vicino a segnare personalmente. Ma più fasi giochi, più aumenta il rischio di commettere un avanti, di fare un passaggio sbagliato o, come è successo alla fine, di essere tenuto alto oltre la linea di meta. È una situazione estremamente frustrante. Ci ripenseranno a lungo. Rimpiangeranno l’occasione persa di tentare semplicemente il calcio. Non puoi mai criticare qualcuno per aver sbagliato un drop: devi provarci”.