All Blacks, Kirwan: “Non ci sono soldi per trattenere quelli che vanno all’estero come Gibson Park e Plummer”

L'ex leggenda della Nuova Zelanda (e anche allenatore dell'Italia) ha parlato dei problemi economici della Federazione neozelandese e della necessità di ricreare una competizione col Sudafrica

All Blacks John Kirwan

All Blacks, Kirwan: "Non ci sono soldi per trattenere quelli che vanno all'estero come Gibson Park e Plummer" (ph. OnRugby)

Harry Plummer, neozelandese che gioca a Clermont, ha appena steso il Bordeaux campione d’Europa con un drop, escludendolo dai playoff. Jamison Gibson Park è il mediano di mischia dell’Irlanda, uno dei più forti al mondo al momento. Entrambi vengono dalla Nuova Zelanda, e sono andati in Europa in cerca di fortuna dopo essere stati poco considerati in patria. Come raccontato da John Kirwan, il problema è principalmente economico: i soldi sono pochi, e quindi se c’è un giocatore ancora “acerbo” che però ha offerte importanti non c’è modo di trattenerlo.

“Ci sono dei ragazzi che maturano più tardi. Ad esempio ho allenato Gibson-Park ai Blues” racconta Kirwan: “Non era ancora un giocatore completo, mi ricordava un giovane surfista e forse non si allenava duramente quanto avrebbe dovuto. Poi però è andato in Irlanda, è maturato, e ora è uno dei migliori mediani di mischia al mondo. Allo stesso modo Harry Plummer aveva bisogno di più tempo per maturare: è arrivato fino al Super Rugby, ma ancora non era al livello per ottenere i contratti migliori. Il problema è che qui prendeva solo 150mila dollari neozelandesi all’anno (al cambio, circa 75mila euro all’anno, ndr) e Clermont gliene ha offerti 350mila. Questo è parte del nostro problema: non lo consideravamo pronto per un contratto federale, ma bisognerebbe provare a trattenere questi giocatori che maturano più tardi”.

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Considerando che all’apertura gli All Blacks non sono così coperti al momento, uno come Plummer (27 anni) che è migliorato tantissimo in questa stagione a Bordeaux avrebbe fatto molto comodo a Dave Rennie, che però non può convocarlo, poiché in Nuova Zelanda sono eleggibili solo coloro che giocano in patria o con delle deroghe, come Ardie Savea che gioca in Giappone: “Abbiamo perso un’occasione perché siamo troppo concentrati sugli All Blacks. Cerchiamo di trattenere gli All Blacks e non tratteniamo alcuni dei nostri migliori giocatori di Super Rugby che sono ai margini degli gruppo ma stanno maturando” ha spiegato Kirwan.

“Succede che in Federazione guardano i contratti degli All Blacks e si chiedono ‘Chi possiamo tenere, chi dobbiamo lasciar andare?’. E Plummer è stato uno di questi. Quest’anno ci sono 20 giocatori che lasceranno il Super Rugby. Non vogliamo perdere questi giocatori, ma non abbiamo abbastanza soldi, ed è questo il problema. Quindi uno come Plummer, che probabilmente avrebbe dovuto avere un contratto da All Black perché è ai margini e sta migliorando, non possono permetterci di trattenerlo”.

La soluzione? Per John Kirwan bisognerebbe trovare il modo di creare maggiori possibilità di giocare anche a chi non riesce ad imporsi in Nuova Zelanda, e la leggenda neozelandese rivorrebbe un torneo come il vecchio Super Rugby, con le Sudafricane: “Abbiamo bisogno di una competizione ibrida, come le Coppe Europee, con il ritorno delle squadre sudafricane, e poi dovremmo selezionare i giocatori che giocano in quella competizione. Quindi se abbiamo un giocatore che va a giocare con i Bulls in Sudafrica e gioca contro club neozelandesi dovremmo poterlo scegliere. Dobbiamo controllare un po’ il nostro destino”.

“Al momento, con i giocatori che vanno in Francia, in Giappone e così via, non stiamo controllando il nostro destino. Questo è il nostro problema. Non possiamo permetterci di trattenere i nostri giocatori; questo è il problema, perché abbiamo un’economia troppo piccola. E diversi talenti sfuggono alla rete” ha concluso Kirwan.

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