Sei Nazioni Femminile 2026, Galles-Italia: le parole di Fabio Roselli verso il match

I vari punti di vista del ct a 80 minuti dalla fine del torneo

Fabio Roselli

A una partita dalla fine del torneo. Dopo aver annunciato la formazione dell’Italia per la trasferta contro il Galles, valida per l’ultima giornata del Sei Nazioni Femminile 2026, il ct Fabio Roselli è intervenuto in conferenza stampa rispondendo alle domande dei media.

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Intervenuto su diversi temi, il responsabile tecnico della formazione che viene dalla vittoria contro la Scozia e dai punti bonus offensivi raccolti prima contro l’Irlanda e dopo contro l’Inghilterra, si è così espresso.

Una “visione” generale: “Rispetto alle caratteristiche e alle decisioni che le giocatrici prendono in campo, tutto deriva chiaramente dalle loro competenze, dalle loro abilità e dal fatto che, da quando abbiamo iniziato questo nuovo percorso, abbiamo inserito come metodologia costante nei nostri allenamenti e nelle nostre sessioni dei giochi e dei fitness games che sviluppano questo tipo di abilità pur senza giocare direttamente al rugby. Questa è una parte importantissima del nostro percorso di crescita e della nostra metodologia, per continuare a costruire e a far evolvere il nostro modello di gioco. Inoltre, alcune giocatrici avevano studiato al video che potevano esserci determinate opportunità e sono state brave a riconoscerle e a sfruttarle”.

Sulle scelte di formazione: “Per quanto riguarda la formazione, siamo all’ultimo round e quindi c’è un po’ di stanchezza. Noi abbiamo puntato molto sull’avere energia alta, energia positiva ed entusiasmo, nonostante la fatica e nonostante si giochi l’ultima partita fuori casa. In questo senso, alcune giocatrici hanno dimostrato di averne di più in questo momento. L’altro aspetto, lo ripeto, è legato alla volontà di avere una squadra forte sia nella prima parte della gara sia nella seconda. A volte cerchiamo equilibrio nel pacchetto, altre volte nella mediana o nelle trequarti: per noi questo è fondamentale. È ancora difficile per le ragazze comprenderlo fino in fondo, ma anche contro l’Inghilterra penso che la seconda parte di gara e il finale abbiano mostrato la capacità dell’Italia di avere un grande impatto grazie alle giocatrici entrate dalla panchina. Lo dimostra il fatto di aver continuato a costruire opportunità, a finalizzarle e a non voler arrendersi. Anche l’ultima meta da drive conferma questo concetto”

Poi aggiunge: “Non si tratta di un solo fattore, ma il messaggio che vogliamo trasmettere è che partire dalla panchina non è meno importante che iniziare la partita. Capisco che fino a poco tempo fa fosse diverso, ma il livello del rugby internazionale e il livello delle partite impongono questa stabilità nella squadra, e dobbiamo lavorarci gradualmente”.

Composizione della panchina: “Del 6-2 e del 5-3 abbiamo discusso molto con lo staff già dall’anno scorso e abbiamo ripreso il discorso all’inizio del torneo. Pensiamo però che, per le caratteristiche attuali della nostra squadra e delle nostre giocatrici, l’assetto migliore sia il 5-3, indipendentemente dalla partita specifica. Bisogna anche considerare lo stato di tante giocatrici che hanno molti minuti nelle gambe e che mentalmente sentono maggiormente la fatica, essendo l’ultima settimana del torneo”.

Sul meteo a Cardiff: “Per quanto riguarda il meteo, c’è una piccola probabilità di pioggia che è andata diminuendo giorno dopo giorno. Il campo è sintetico, quindi non ci aspettiamo grandi problemi. Certo, a Cardiff il tempo può cambiare velocemente, quindi stiamo monitorando la situazione quotidianamente. Se dovesse piovere, il campo sarà più scivoloso, ma almeno ci permetterà comunque di correre”.

Lo stato di salute di alcune Azzurre: “Per quanto riguarda Zanette: è uscita dalla partita con l’Inghilterra con una caviglia un po’ gonfia. Abbiamo quindi seguito un percorso differenziato di recupero, ma pensiamo che iniziare la partita con Silvia Turani, Vittoria Vecchini e Gaia Maris a destra possa darci maggiore stabilità in mischia. Nella seconda parte della gara, invece, potremo inserire caratteristiche diverse e giocatrici capaci di dare impatto a partita in corso, cosa che non è affatto scontata. In questo momento le due piloni che possono giocare sia a destra sia a sinistra sono Gaia Maris e Vittoria Zanette”.

Pensieri dello staff a 80 minuti dalla fine del torneo, un bilancio: “A nostro avviso la squadra è cresciuta molto, come dimostra ciò che riesce a fare ogni settimana. È cresciuta nella capacità di riportare in partita ciò che prepara durante la settimana. È cresciuta nella consapevolezza dei propri punti di forza: sia quelli che sapevamo già di avere, sia altri aspetti che magari non pensavamo potessero diventare punti di forza e sui quali invece oggi sappiamo di poter performare. È aumentata anche la consapevolezza, come squadra, di poter essere competitivi contro chiunque. Questo è un aspetto molto importante, anche se sappiamo di avere ancora tanto lavoro da fare sotto il profilo della gestione della partita e della continuità della prestazione. Sappiamo che questo percorso è iniziato poco più di un anno fa, quindi c’è ancora tanta strada da fare, sia dal punto di vista tecnico sia da quello delle dinamiche di squadra. Un grande punto di forza di questo gruppo e di queste giocatrici è il modo di lavorare sul campo, che ci permette di avere un’evoluzione molto tangibile, a volte persino più veloce di quanto ci si possa aspettare. Chiaramente bisogna considerare anche tutti gli altri aspetti: la condizione fisica, il numero di persone nello staff e tutto ciò che servirebbe per seguire al meglio sia la squadra sia ogni singola giocatrice. Servirebbero condizioni diverse, ma noi cerchiamo comunque di fare il massimo, sia a livello individuale sia collettivo, stabilendo anche delle priorità quando non è possibile fare tutto. Io sono molto contento per le ragazze quando riescono a esprimere le loro caratteristiche, sia umane sia tecniche. Tutto lo staff è contento di questo. Il nostro obiettivo è proprio permettere alle giocatrici di esprimersi all’interno della squadra e, quando questo raggiunge il massimo livello, la soddisfazione è ancora maggiore. La cosa su cui insistiamo maggiormente è proprio cercare di esprimere tutto quello che possiamo come squadra e, allo stesso tempo, come singole giocatrici e persone.


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