Calum MacRae: “Gli stimoli dovremmo averli ogni volta che si indossa la maglia del Benetton Rugby”

Il coach dei biancoverdi ha parlato della sconfitta con gli Sharks, soffermandosi anche sul tema motivazionale

Calum MacRae: "Gli stimoli dovremmo averli ogni volta che si indossa la maglia del Benetton Rugby"

Dopo il pesante ko contro gli Sharks, Calum MacRae ha provato a parlare la prestazione del Benetton partendo soprattutto dall’approccio mentale, indicato come la vera differenza rispetto alla vittoria di due settimane prima contro il Leinster. Per l’allenatore biancoverde, intervistato da Il Gazzettino, il punto non è stato soltanto il risultato finale, ma il modo in cui la squadra è entrata in partita e la difficoltà nel tradurre in campo ciò che era stato preparato durante la settimana.

«Alla partita contro Leinster eravamo arrivati nel modo giusto dal punto di vista della mentalità, stavolta no – commenta MacRae – Questa è la differenza principale. Dobbiamo arrivare a ogni partita con un approccio corretto, ma anche sapendo quello che abbiamo da fare in campo: controllo della palla e mettere pressione sugli avversari. Nei primi dieci minuti abbiamo avuto tre opportunità per andare in meta e le abbiamo fallite tutte: avessimo avuto la concentrazione necessaria non sarebbe successo».

Secondo MacRae, il Benetton ha pagato subito quell’assenza di lucidità necessaria per non soccombere in un contesto impegnativo come quello di Durban: «Abbiamo avuto insomma un atteggiamento molto diverso. Poi nella prima mezzora non abbiamo fatto altro che difenderci senza poter controllare il gioco, così finisce che chi gioca in casa passa alla prima occasione». Un’analisi che non lascia molto spazio a interpretazioni, il problema principale è stato il modo in cui la squadra ha lasciato agli Sharks l’inerzia del match, finendo presto a rincorrere senza riuscire a ritrovare il controllo delle operazioni.

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Calum MacRae: “Nelle ultime quattro-cinque partite non avevamo avuto problemi con i cartellini”

Alla domanda su un possibile calo di motivazioni, l’head coach ha allargato lo sguardo all’intera stagione, indicando proprio nella continuità uno dei nodi più delicati del percorso biancoverde: «È la storia di questa stagione. Quando ci siamo presentati dopo aver preparato bene la gara in settimana, le motivazioni ci sono sempre state, vedi proprio l’ultima in casa. Contro il Leinster c’era la motivazione di finire bene la serie di partite in casa, lo volevamo fare per noi ma anche per i tifosi, ma gli stimoli dovremmo averli ogni volta che si indossa la maglia del Benetton Rugby».

Ora il focus si sposta sulla trasferta contro i Bulls, altra prova molto dura in un finale di stagione appesantito anche dagli infortuni, soprattutto nel pacchetto di mischia. MacRae non nasconde la difficoltà del compito: «Giocare al Loftus Versfeld di Pretoria è dura, i Bulls nei primi 20 minuti attaccheranno a tutto spiano, metteranno tutta la loro fisicità. Ecco, la sfida per noi sarà arrivare a quel match con la mentalità giusta, ogni gara ed ogni avversario merita da parte nostra il massimo rispetto e impegno».

Sul tema disciplinare, dopo il rosso a Umaga, il tecnico  scozzese è più comprensivo: «Per la verità nelle ultime quattro-cinque partite non avevamo avuto problemi con i cartellini, però può succedere quando siamo sotto pressione. E in quell’occasione non siamo riusciti a controllare la linea di vantaggio, ne è uscito quel placcaggio falloso. Ma non credo che l’indisciplina oggi sia uno dei nostri problemi principali».

Il punto più amaro, però, è forse nella riflessione finale, dove MacRae torna sul tema della crescita interrotta e della consistenza mai davvero consolidata: «Questo effettivamente è qualcosa che mi rende deluso perché a metà stagione vedevo che la squadra stava crescendo fuori casa, lo dimostrano i successi in Challenge Cup contro i Lions a Johannesburg e Lione, quando certamente dimostravamo maggiore consistenza. E a Cardiff, con un mix titolari-riserve, nel finale avremmo potuto farcela se fosse andato a buon fine quell’offload tra Garbisi e Drago. La sfida anche per il futuro sarà mantenere consistenza nel lavoro».

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