Italia: i 5 nuovi talenti azzurri per il prossimo Sei Nazioni
Inizia un primo ricambio generazionale: ecco 5 nuove atlete che potrebbero scrivere pagine importanti con la maglia azzurra
Italia: i 5 nuovi talenti azzurri per il prossimo Sei Nazioni (ph. Federugby/Greg Sabin)
Comincia il Sei Nazioni femminile 2026, con l’Italia di Fabio Roselli che si presenta ai nastri di partenza in pieno ricambio generazionale. Tra ritiri (Tounesi e Locatelli) e giocatrici fuori per scelta tecnica come Beatrice Rigoni, il gruppo azzurro cambia fisionomia. Rimangono alcune giocatrici chiave come Giordano e Turani, svettano ulteriormente altri talenti come Granzotto e Mannini – ormai definitivamente promosse a titolari – ma per la sfida d’esordio con la Francia Roselli schiera diverse novità, alcune non più tali in realtà (ad esempio Bitonci è ormai da un anno presente in tutte le partite dell’Italia, siamo già oltre il ruolo di sorpresa), altre invece sì. Ecco allora i 5 nomi nuovi dell’Italia che giocherà il Sei Nazioni 2026.
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Alessia Pilani
Il grande momento è arrivato. Più tardi del previsto, dopo una lunga serie di infortuni che l’hanno frenata nel momento più importante, ma è arrivato. Dopo 9 presenze, per il pilone destro dello Stade Bordelais (ex Colorno) arriva finalmente la prima da titolare al Sei Nazioni, dopo aver esordito anche al Mondiale contro il Brasile. Per il match di Grenoble Pilani ha vinto il ballottaggio a destra con la più esperta Gaia Maris, e il 2026 per lei può essere davvero l’anno in cui potrà imporsi ad alti livelli. Ha iniziato tardi, a 17 anni (dopo 11 di ciclismo, fu bronzo italiano su pista nel 2016 nella 500 metri a cronometro) ma fin da subito ha fatto capire di poter fare la differenza, imponendosi anche grazie alla sua fisicità (184 x 95 kg) e alla sua capacità di fare strada a contatto, garantendo anche un buon dinamismo in campo. La prova del nove sarà ovviamente la mischia ordinata, soprattutto di fronte a uno dei pacchetti più competitivi del mondo.
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Elettra Costantini
MVP dell’ultima finale scudetto tra Valsugana e Villorba, Elettra Costantini è una delle due possibili esordienti dell’Italia di Roselli. Forse la più attesa tra le 5 novità azzurre, anche considerando la grande stagione di Serie A Elite disputata e la giovane età (farà 21 anni ad agosto). Ballcarrier in grado di farsi sentire dal punto di vista fisico, presente su tutti i punti d’incontro, brava a scavare e a disturbare i possessi avversari e dotata anche di buone mani, sarà fondamentale nei finali di partita e per dare ossigeno a una tra Duca e Fedrighi lungo tutto il torneo. Nonostante l’età è già una giocatrice molto completa per il ruolo di seconda linea, ma anche in questo caso andrà valutato l’impatto fisico a un livello così alto, soprattutto di fronte ad armadi come Manae Feleu e Fall: un battesimo del fuoco.
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Chiara Cheli
Miglior tallonatrice delle ultime Summer Series under 20, Chiara Cheli è la seconda possibile esordiente dell’Italia che comincia il Sei Nazioni 2026 in Francia. 20 anni, prima linea del Colorno e protagonista di un’annata che ha visto le Furie Rosse arrivare a un passo dalla finale scudetto, Cheli si trova subito ad avere una responsabilità importante: offrire un’alternativa competitiva a Vittoria Vecchini, che negli ultimi anni ha tirato la carretta con minutaggi abnormi, e contribuire alla solidità della rimessa laterale, considerando che il lancio è forse uno dei principali problemi di questa Italia. Il suo è preciso, anche se non potentissimo, e in questo Sei Nazioni le sarà quindi chiesto un ulteriore salto di qualità. In mezzo al campo però è una furia: sa usare bene il suo fisico, fa spesso strada a contatto e ha un ottimo fiuto per la meta, sa staccarsi al momento giusto dalla maul in avanzamento e sa andare a segno anche con delle cariche palla in mano ben portate.
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Vittoria Zanette
Ha iniziato in terza, poi è scalata in prima linea, prima a sinistra e poi a destra, adesso il suo ruolo. Gioca in Francia, a Lione, e a causa di qualche problema fisico ha mancato per un soffio la convocazione all’ultimo Mondiale. Oltralpe è cresciuta ulteriormente, non solo in mischia ordinata ma anche a contatto, imponendosi come un’ottima ballcarrier. Già due presenze nel WXV 2024, poi un 2025 complicato e un’ultima stagione da protagonista in Francia, dove ha avuto un buon minutaggio che le ha permesso di riconquistare la maglia della Nazionale, stavolta sul palcoscenico più prestigioso. Buona spinta in mischia, anche lei andrà valutata a un livello così alto, anche se ha il vantaggio (come Pilani) di conoscere già bene il rugby francese.
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Gaia Buso
Due mete all’esordio Mondiale contro il Brasile. Gaia Buso, classe 2002, è un utility back: gioca ala, centro e può fare anche la numero 9. Ha giocato nell’Italseven e ha 4 caps con la Nazionale maggiore: è una giocatrice rapida e difficile da placcare, e la sua duttilità può essere un importante valore aggiunto. Per fare definitivamente il salto di qualità – dopo qualche infortunio di troppo che le ha complicato le cose – deve migliorare nella lettura del gioco e nel decision making. Dopo tanti anni a Colorno è tornata a Villorba, dove ha giocato anche la finale scudetto. Inserita nella lista delle convocate come numero 9, sarà più probabile vederla in campo nel triangolo allargato.
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Francesco Palma