Nuovi talenti, grandi conferme e infortuni: cosa ci dice la finale scudetto verso il Sei Nazioni femminile

Il match di Rovigo regala un po' di certezze in più a Roselli, ma aggiunge anche qualche dubbio tra prestazioni e problemi fisici

Villorba-Valsugana Elettra Costantini (ph. FIR/Getty Images)

Nuovi talenti, grandi conferme e infortuni: cosa ci dice la finale scudetto verso il Sei Nazioni femminile (ph. FIR/Getty Images)

Quella tra Villorba e Valsugana è stata una finale scudetto ricchissima di spunti, soprattutto in ottica Sei Nazioni femminile. La sfida di Rovigo, vinta 35-3 dalle ragazze di Nicola Bezzati, ha visto in campo tante delle convocate di coach Fabio Roselli per il torneo che partirà l’11 giugno proprio con Francia-Italia, alle quali si aggiungeranno sei ragazze da Colorno, una dal Benetton (Spinelli), una dalla Capitolina (Errichiello) e ben 14 dall’estero.

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Il boom di Costantini e l’infortunio di Frangipani

Tra i nomi nuovi ce n’era uno sul quale c’era un’attenzione particolare, ed è quello di Elettra Costantini, che ha rispettato alla grande le attese giocando una partita sontuosa e conquistando anche il premio di player of the match: avanzante a contatto, sempre presente nel breakdown e anche ottime mani, come dimostra uno strepitoso offload su Ostuni Minuzzi, la giovane seconda linea classe 2005 era già in odore di esordio, ma dopo questa partita potrebbe essere ancora più vicina alla maglia azzurra.

Anche perché, purtroppo, bisognerà capire le condizioni di Alessandra Frangipani, uscita in lacrime per un infortunio alla spalla dopo pochi minuti. Dopo l’addio di Tounesi e Locatelli, infatti, Roselli poteva puntare proprio sulla 22enne di Villorba – spesso partita dalla panchina in questi anni – anche considerando che Duca e Fedrighi avranno bisogno di qualche ricambio nell’arco delle cinque partite. Senza Frangipani le cose in seconda linea si complicherebbero particolarmente. Oltre alle già citate Duca, Fedrighi e Costantini sarebbe necessario adattare qualcuna in seconda linea, o operare un’ulteriore convocazione. In ogni caso una situazione non ideale a due settimane dall’esordio in Francia.

Conferme e dubbi

Dalla finale scudetto sono arrivate tante conferme: da Vittoria Ostuni Minuzzi (tripletta) forse non ce n’era nemmeno bisogno, mentre Michela Sillari ha dato un segnale importantissimo, dopo un 2024 completamente saltato per infortunio e un 2025 in cui non è mai parsa nella forma migliore. La trequarti del Valsugana ha giocato una grandissima finale e alimenta ulteriormente la concorrenza nel ruolo di centro. Sono infatti in tre per due maglie: Alyssa D’Incà, Sara Mannini (MVP della Serie A Elite) e la stessa Sillari. Da un lato, potrebbe esserci un ballottaggio tra queste ultime due, considerando che appare difficile rinunciare a una giocatrice così decisiva come D’Incà, dall’altro lato però la trequarti di Blagnac ha vissuto un ultimo mese non al meglio fisicamente. D’Incà però può fare anche l’ala: e se magari giocassero tutte e tre insieme?

Molto bene anche Stevanin e Duca, come sempre concrete e decisive, mentre davanti non hanno del tutto brillato le prime linee. Ci si aspettava qualcosa di più da Maris, che ha sofferto come tutto il pacchetto del Valsugana. Meglio invece Vecchini, anche al lancio. In generale, considerando che il pacchetto titolare del Valsugana contava i due terzi di quella che potrebbe essere la prima linea titolare dell’Italia (manca solo Turani, che gioca alle Harlequins) ci si poteva aspettare molto di più. Anche se va dato sicuramente merito al pacchetto del Villorba e in particolare al gran lavoro di Simeon in chiusa.

È arrivata una buona conferma invece da Alia Bitonci, che ha giocato un grande primo tempo, mentre nella ripresa – quando si è trattato di gestire il risultato – ha alternato cose buone a errori di inesperienza. Considerando l’età (20 anni compiuti solo 3 giorni fa) è l’ennesima prestazione incoraggiante da parte della mediana di mischia del Valsugana, che ha già dimostrato anche a livello internazionale di poter giocare a ritmi molto alti, e ha margine e tempo per migliorare anche in fase di gestione. Dall’altra parte, per quanto riguarda il giro azzurro ci si aspettava di più anche da Buso, che non è riuscita a fare la differenza col pallone in mano ed è stata messa spesso sotto pressione. Nel complesso, comunque, dalla finale scudetto di Rovigo arrivano segnali importanti per Fabio Roselli, che dovrà sommare quanto visto in questi playoff alle prestazioni delle tante azzurre all’estero per comporre quella che sarà l’Italia del prossimo Sei Nazioni.

Francesco Palma


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