Sei Nazioni 2026: le dichiarazioni di Gonzalo Quesada dopo Galles-Italia

Il tecnico argentino analizza la sconfitta di Cardiff nella conferenza stampa di fine gara

Gonzalo Quesada, italia

Sei Nazioni 2026: le dichiarazioni di Gonzalo Quesada dopo Galles-Italia

Nella conferenza stampa post Galles-Italia, conclusa con una sconfitta per 31-17 con cui gli Azzurri chiudono il Sei Nazioni 2026 non come si aspettavano, Gonzalo Quesada ha parlato dell’andamento del match del Principality Stadium.

“Nel primo tempo non abbiamo segnato le due opportunità che abbiamo avuto, abbiamo lasciato anche tre punti, loro sono stati più efficaci mettendo più fisicità che poi ha fatto la differenza, mettendoci tanta pressione. La meta di Wainwright ne è un esempio. E’ stato un primo tempo difficile, abbiamo perso tanti palloni”.

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Della sconfitta di Cardiff rimane un buon secondo tempo: “Nel secondo loro segnano prima ma noi abbiamo avuto il possesso del territorio con delle mete annullate segnando tre volte. Loro hanno meritato la vittoria, hanno fatto la partita che dovevano fare, nessun alibi per noi. Prendo di positivo che la partita poteva finire davvero male se non ci fosse stato quel secondo tempo”.

Alla domanda cosa rimane del torneo, il tecnico argentino risponde così: “Dobbiamo avere i piedi per terra, essere consapevoli di aver fatto un buon Sei Nazioni. La prima partita con la Scozia è stata una vittoria. In Irlanda abbiamo fatto anche una buona prestazione, in Francia fino al minuto 70 ci siamo stati. Ovviamente la vittoria contro una grande Inghilterra è una vittoria che vale tanto. Non è un alibi ma loro hanno avuto un giorno in più di recupero e sono stati più reattivi e forti mentalmente. Rimangono questi ultimi 40′ con questa attitudine che mi lascia soddisfatto”.

Nonostante la sconfitta l’Italia è sulla strada giusta per continuare a crescere: “I leader hanno fatto un gran lavoro per non farci perdere la testa da ciò che sentivamo da fuori. Siamo una buona squadra in un buon processo di crescita, giochiamo con grandissime squadre ed è sempre più duro. Dobbiamo essere ambiziosi e farci rispettare sempre ma mantenendo i piedi per terra, facendo attenzione anche nella comunicazione e rimanere tranquilli nel nostro percorso. Questo staff e questi giocatori hanno lavorato al massimo per fare un grande Sei Nazioni. Con umiltà continueremo a lavorare prendendo il buono che abbiamo fatto in questo torneo dove abbiamo imparato tanto”.


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