Sei Nazioni 2026: a Cardiff il Galles deve vincere… e l’Italia? La preview dell’incontro

Un peso grava sulle spalle dei Dragoni, chiamati alle 17:40 ad affrontare gli Azzurri

Italia, Fischetti:

Sei Nazioni 2026: a Cardiff il Galles deve vincere... e l'Italia? La preview dell'incontro - ph. Sebastiano Pessina

È il giorno del Super Saturday, quello in cui si decide l’esito del Sei Nazioni 2026. Ma se le partite Irlanda-Scozia e Francia-Inghilterra saranno decisive per per decretare la vittoria del torneo, il match Galles-Italia in questo senso non può influire.

Ciò però non toglie assolutamente interesse all’incontro del Principality Stadium, in programma a partire dalle ore 17:40: sia i Dragoni sia gli Azzurri cercheranno di conquistare un successo che sarebbe davvero importante per entrambi. Andiamo a vedere per quali motivi.

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Il vero obiettivo dell’Italia a Cardiff

Le squadre che si affronteranno a Cardiff si presentano così di fronte al pubblico del Principality Stadium: l’Italia in quarta posizione con 9 punti; il Galles in fondo alla classifica con 1 solo punto.

Rispetto al posizionamento delle altre squadre, per gli Azzurri una vittoria potrebbe voler dire poco in termini di classifica. Vero che la matematica tiene in vita la possibilità di strappare il terzo posto all’Irlanda. Ma i Verdi prima dovrebbero perdere nettamente con la Scozia senza fare punti bonus, poi l’Italia dovrebbe ottenere una vittoria (con bonus) altrettanto netta sul Galles tale da raggiungere a pari punti l’Irlanda e superarla grazie a una miglior differenza punti. Considerando che si parte da un +16 per l’Irlanda e un -24 dell’Italia, si capisce che si tratta di una combinazione non facile da ottenere, come abbiamo analizzato.

Per la squadra di Gonzalo Quesada è quindi molto più concreto l’obiettivo di difendere il quarto posto, che con una vittoria sul Galles si otterrebbe certamente. Ma per l’Italia vincere a Cardiff può dire molto di più in termini di storia.

Sì, perché battendo i Dragoni gli Azzurri per la prima volta finirebbero una edizione del Sei Nazioni con più vittorie che sconfitte (3 vs 2), traguardo solo sfiorato una volta: nel 2024, quando l’Italia chiuse con 2 vittorie, 2 sconfitte e un pareggio. E ci sarebbe anche la soddisfazione di poter dire di aver battuto in un unico torneo tutte le squadre dell’isola di Gran Bretagna (Scozia, Inghilterra, Galles).

Alla fine però, secondo noi, c’è un fattore che può dire molto di più per questa squadra rispetto al brutale risultato o allo sfatare tabù: come ha detto coach Quesada, “Quello che vedo quest’anno è una squadra capace di essere competitiva con tutte le altre, fino alla fine di ogni match. È questo il nostro obiettivo, far sì che questa identità, questa crescita, si consolidi. Questo chiedo alla partita di sabato”, e con questo concordiamo. La vera vittoria per l’Italia è quella di dimostrare di saper fare tutto un Sei Nazioni di alto livello, dall’inizio alla fine. Questo sarebbe il vero risultato storico, al di là poi di come finirà il match di Cardiff.

Ed è per questo che il tecnico argentino non ha operato troppi cambi nella formazione, se non quelli dovuti allo stato di forma dei giocatori (dentro Hasa per Ferrari e Ruzza per Zambonin, più la scelta di Fusco al posto di Alessandro Garbisi). C’è bisogno della squadra più in forma per poter competere bene con questo Galles, con anche una panchina importante per giocare ad alto livello per tutti gli 80 minuti.

Il peso che grava sul Galles

Questo perché il Galles, seppur ancora a secco di successi, ha dimostrato nel corso del Sei Nazioni 2026 di essere cresciuto almeno in termini di compattezza di squadra e volontà di sacrificio. Se nel corso degli ultimi due anni (e delle prime due partite di questa edizione) si sono visti dei Dragoni non così tenaci, forse perché vittime dalla sensazione di scendere in campo come degli agnelli sacrificali, c’è da dire che contro Scozia e Irlanda non è stato così.

Certo il Galles ha ancora diverse lacune, soprattutto in termini di capacità offensive e di ricambi adeguati dalla panchina, ma almeno sono tornati a difendere e placcare con determinazione, dimostrando che intorno al progetto del tecnico Steve Tandy ci si può compattare e costruire qualcosa che può permettere ai Dragoni di riprendersi dalla crisi, almeno a livello di Nazionale.

In questo senso si spiega la decisione di coach Tandy di ripresentare contro l’Italia la formazione che ha ben lottato con l’Irlanda settimana scorsa (pur non conquistando bonus) ed anche le sue parole: “Chiaramente vogliamo entrambe le cose (prestazione e risultato, ndr), ma dobbiamo soffermarci su un concetto. Puoi ottenere una vittoria, ma stai davvero crescendo? Le due cose dovrebbero andare di pari passo. Vogliamo offrire una prestazione che replichi ciò che abbiamo fatto nelle ultime settimane, ma che sia ancora migliore”.

Dall’altra parte bisogna però ricordare un’importante fattore: il peso della storia. Se per l’Italia fare un’edizione del Sei Nazioni tutta di belle prestazioni sarebbe un risultato importantissimo (come detto forse anche più di ottenere vittorie), il Galles viene da un passato fin quasi recente di grandissimo livello.

È vero che per i Dragoni è importante confermare le buone cose fatte vedere nelle ultime partite, ma per un movimento come il loro finire una terza annata consecutiva del Sei Nazioni senza neanche una vittoria sarebbe davvero pesante da digerire. Per questo alle parole di coach Tandy si può credere ma fino a un certo punto; come ha detto Gonzalo Quesada, loro “sono obbligati a vincere”. E non tanto per cercare di spostare su di loro la pressione, perché la pressione è posta sul Galles dal suo stesso passato.

Sei Nazioni 2026, quinta giornata: le formazioni ufficiali di Galles-Italia

Galles: 15. Louis Rees-Zammit, 14. Ellis Mee, 13. Eddie James, 12. Joe Hawkins, 11. Josh Adams, 10. Dan Edwards, 9. Tomos Williams, 8. Aaron Wainwright, 7. James Botham, 6. Alex Mann, 5. Ben Carter, 4. Dafydd Jenkins, 3. Tomas Francis, 2. Dewi Lake (C), 1. Rhys Carre.

A disposizione: 16. Ryan Elias, 17. Nicky Smith, 18. Archie Griffin, 19. Adam Beard, 20. Olly Cracknell, 21. Kieran Hardy, 22. Jarrod Evans, 23. Blair Murray.

Italia: 15 Lorenzo Pani, 14 Louis Lynagh, 13 Juan Ignacio Brex, 12 Tommaso Menoncello, 11 Monty Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Alessandro Fusco, 8 Lorenzo Cannone, 7 Manuel Zuliani, 6 Michele Lamaro (C), 5 Federico Ruzza, 4 Niccolò Cannone, 3 Muhamed Hasa, 2 Giacomo Nicotera, 1 Danilo Fischetti.

A disposizione: 16 Tommaso Di Bartolomeo, 17 Mirco Spagnolo, 18 Giosuè Zilocchi, 19 Riccardo Favretto, 20 David Odiase, 21 Stephen Varney, 22 Leonardo Marin, 23 Tommaso Allan.


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