Eddie Jones: “Al Sei Nazioni la mischia non ha avuto un ruolo determinante nel gioco”
Secondo il tecnico australiano le squadre non stanno più costruendo il piano di gioco sulle penalità da fasi ordinate, tranne una piacevole eccezione
Eddie Jones: "Al Sei Nazioni la mischia non ha avuto un ruolo determinante nel gioco"
Nel Sei Nazioni 2026 la mischia è tornata spesso al centro del dibattito, tra interpretazioni arbitrali e nuove gerarachie imposte dalle squadre che non ti aspetti. Eppure, secondo Eddie Jones, la realtà vista in campo racconta altro: la mischia ordinata, fin qui, avrebbe inciso molto meno di quanto ci si aspetti a livello internazionale.
L’ex ct dell’Inghilterra, oggi alla guida del Giappone, sostiene che le partite si stiano decidendo altrove: touche, breakdown, gioco aereo e gestione del possesso. Un’analisi che Jones lega anche alla scelta delle squadre di non costruire più il piano partita sulle penalità ottenute dalla mischia ordinata.
Jones, intervistato dal Podcast Rugby Unity entra nel merito con una frase netta: “Non ricordo una partita del Sei Nazioni in cui la mischia abbia avuto una grande influenza”, aggiungendo che, a suo avviso, oggi “la touche è stata significativa, così come la battaglia nei breakdown e il contest aereo, mentre la mischia ha smesso di essere così importnate.”
A sostegno di questa opinione interviene anche, Ewen McKenzie: il punto non sarebbe tanto il regolamento che spegne la mischia, quanto il modo in cui le squadre scelgono di giocarla. L’ex tecnico australiano osserva che, rispetto al Sudafrica, molte nazionali non usano la mischia per generare un calcio di punizione e guadagnare territorio, ma la scelgono come una ripartenza del gioco. McKenzie aggiunge anche un dettaglio pratico: in una partita le mischie chiuse non sarebbero po così tante (“10, 12, 13”), mentre le touche sono di più e offrono più occasioni sia per creare una piattaforma offensiva sia per cercare un turnover.
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Mischia poco influente: l’eccezione italiana
Eddie Jones focalizza la sua teeoria su ciò che accade nella cosidetta zona rossa: “Se si pensa a come si svolge la partita, quando una squadra arriva nei 22 metri, il possesso palla raramente si conclude con un in avanti. Quindi è molto raro che si arrivi a una mischia perché non ci sono quasi mai passaggi difficili. Si tratta per lo più di pick and go con un solo passaggio che inevitabilmente si concludono con una punizione. E una punizione ora significa un calcio in rimessa laterale per una touche e poi una spinta in maul, o, tendenza più recente, le squadre iniziano un’azione con delle combinazioni da tap kick.”
Curiosamente, nell’analisi di deue coach australiani prevede anche un’eccezione, conclude McKenzie: “Il Sudafrica è l’unica squadra al mondo che sa sfruttare il vantaggio di una mischia forte, ma non ho visto altre partite a parte quella dell’Italia. L’Italia, un paio di settimane fa, ci è riuscita; ha sfruttato una buona pressione in mischia e ne ha ricavato dei calci di punizione, ma a parte quella partita, non c’è stato molto altro.”