Italia, Leonardo Marin: “Da centro mi trovo bene, ma sono pronto anche per altri ruoli. Sto lavorando tecnicamente e fisicamente”

Le parole del trequarti sulla sua evoluzione negli ultimi anni

Italia, Leonardo Marin: "Da centro mi trovo bene, ma sono pronto anche per altri ruoli. Sto lavorando tecnicamente e fisicamente" (Ph. Sebastiano Pessina)

La meta con l’Inghilterra, ma non solo: Leonardo Marin sta vivendo un Sei Nazioni 2026 da protagonista con la maglia dell’Italia. La risoluzione dei problemi fisici, la duttilità in campo e la capacità di farsi trovare pronto sia da titolare sia da subentrante.

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Italia, Leonardo Marin: “Da centro mi trovo bene, ma sono pronto anche per altri ruoli. Sto lavorando tecnicamente e fisicamente”

In un’intervista al sito federale della FIR, il trequarti si è così espresso sul suo momento: “È il Sei Nazioni in cui sto giocando di più insieme a quello del 2022, dove iniziai da estremo e poi giocai le ultime tre partite da centro, ma avevo compiuto 20 anni a febbraio, ero molto giovane e non ero probabilmente ancora maturo, soprattutto per il ruolo di centro. Adesso mi sento cresciuto: ho lavorato tanto e mi sono allenato duramente per arrivare fin qui”.

Sul ruolo da centro e la possibilità di esprimersi anche come estremo: “Sono arrivato a stabilizzarmi in un ruolo ed è quello che volevo fare da tanto tempo, ma sarò sempre disponibile per qualsiasi cosa di cui la squadra o lo staff abbiano bisogno. Quando Gonzalo mi ha proposto di giocare estremo la prima partita ero contento e ho detto di essere pronto, era un’opportunità importante per me e come sempre ho cercato di dare il massimo per la squadra. Il Sei Nazioni è qualcosa di speciale, e giocare per questa maglia è unico, totalmente diverso da tutto il resto: qualsiasi opportunità di giocare va colta. Ovviamente, come detto, mi piace l’idea di stabilizzarmi in un ruolo, in questo caso il primo centro, ma resto sempre pronto e sono sempre felice di giocare, in qualsiasi posizione”.

L’ingresso in Italia-Inghilterra, in un momento particolare della gara: “Quando sono entrato ho cercato di guardare il meno possibile il tabellone del punteggio, concentrandomi solo sulla prestazione e su quello che dovevo fare, senza pensare a niente che non riguardasse il gioco. Poi è chiaro, quando con i calci di Paolo abbiamo cominciato ad avvicinarci sempre di più tutti sapevamo che a quel punto avremmo potuto vincere. Ma era la partita che ci aspettavamo, sapevamo che sarebbe stato un match combattuto fino all’ultimo. Chiaramente possiamo fare meglio dal punto di vista della prestazione, dobbiamo fare meglio, però sicuramente questa partita e quella meta rimarranno per sempre nella mia mente”.

Sulla gara che attende gli Azzurri a Cardiff contro il Galles: “Sicuramente è diverso, perché di solito siamo sempre considerati gli ‘underdog’, ma dobbiamo ricordare prima di tutto che il Galles è cresciuto molto e viene da due prestazioni importanti contro Scozia e Irlanda, e poi tutto passerà come sempre dalla nostra prestazione in campo. Rispetto alle partite precedenti potremmo avere più possesso: questo significa che dovremo essere bravi a gestire delle situazioni in cui terremo il pallone per più fasi e sfruttare le occasioni che riusciremo a costruire, lavorando tanto sulla qualità dei passaggi. Sicuramente sarà una partita caratterizzata da grande pressione, perché comunque il Galles farà di tutto per provare a vincere e – come detto – è una squadra molto cresciuta rispetto all’inizio del torneo, quindi sarà una sfida dura”.

Sul fatto di essere un utility back in grado di giocare in diversi ruoli: “È stato tutto molto graduale. Da piccolo giocavo un po’ centro e un po’ estremo, poi c’è stato un periodo in cui mi sono stabilizzato soprattutto all’apertura, ma ho sempre detto di sì a qualsiasi impiego e a qualsiasi ruolo. Adesso mi trovo bene a fare il centro, quello che devo fare è continuare a lavorare per migliorare, soprattutto in difesa: difendere da centro è diverso, e l’aspetto difensivo è fondamentale in questo ruolo, e va approcciato in maniera diversa rispetto a quando si gioca apertura o estremo. Sto lavorando anche per migliorare fisicamente. Con Tommaso Menoncello e Nacho Brex parliamo e ci confrontiamo”.


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