Crescita dei giovani e minutaggio, Andrea Di Giandomenico fa il punto tra Italia U20 e Accademia Nazionale

Lunga intervista al coach degli Azzurrini, dal Sei Nazioni al progetto di formazione individuale

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Crescita dei giovani, Andrea Di Giandomenico fa il punto tra Italia under 20 e Accademia Nazionale - ph. Sebastiano Pessina

L’Italia under 20 di coach Andrea Di Giandomenico si appresta alla partita coi pari età del Galles, ultima sfida di questo Sei Nazioni 2026 U20. Un torneo giovanile che finora ha visto una squadra azzurra in crescita in termini di prestazioni ma con scarse soddisfazioni per quanto riguarda i risultati.

In una lunga ma interessante intervista ai canali federali, lo stesso tecnico Di Giandomenico ha parlato del percorso di sviluppo dei giovani tra Italia U20 e l’Accademia Nazionale “Ivan Francescato”, due progetti che seppur distinti sono complementari.

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La Nazionale under 20 è il contesto competitivo internazionale in cui verificare il potenziale dei giocatori, mentre l’Accademia Nazionale “Ivan Francescato” è il percorso di formazione individuale che accompagna i ragazzi nella crescita verso l’alto livello. È quindi un progetto ancora più a lungo termine, come spiegato dal capo allenatore Andrea Di Giandomenico.

Crescita dei giovani e minutaggio, Andrea Di Giandomenico fa il punto tra Italia U20 e Accademia Nazionale

Partendo dall’Italia U20 e il suo percorso nel Sei Nazioni giovanile, il tecnico ha ammesso che “pur soddisfatti del lavoro che stiamo facendo, la mancanza di risultati è una cosa che non ci fa piacere. Siamo alla ricerca dei risultati, perché anche imparare a vincere fa parte della formazione. E imparare a vincere non significa soltanto prevalere nel risultato finale di una partita, ma riuscire a vincere nelle varie zone del campo: nella conquista, nella battaglia territoriale, in tutti gli aspetti. L’obiettivo è lavorare sulla prestazione per vincere tutte le singole sfide che si verificano negli 80’, in modo da ottenere il risultato finale”.

“Non c’è dubbio che fino a questo momento alcune prestazioni ci abbiano portato rammarico: la partita d’esordio contro la Scozia ci ha delusi sotto tutti i punti di vista. La partita contro l’Irlanda ci ha invece causato rammarico perché potevamo portarla a casa, e anche contro la Francia, in condizioni climatiche davvero impegnative, siamo rimasti in partita: al 50’ eravamo 17-17, poi abbiamo concesso alla Francia alcune opportunità, e quella francese è sicuramente una squadra alla quale non si possono concedere occasioni gratuite”.

Un gruppo quello dell’Italia U20 che è formato da molti ragazzi provenienti dall’Accademia Ivan Francescato. Com’è legato alla Nazionale under 20? “Intanto è importante ricordare che i centri di formazione e l’Accademia Nazionale sono progetti e percorsi specifici, sicuramente legati al progetto under 20, ma non sono la stessa cosa. L’Accademia Nazionale e, di conseguenza, anche i centri di formazione sono percorsi individuali che hanno l’obiettivo di sviluppare i giocatori. Dal punto di vista fisico, per esempio, riusciamo a offrire un lavoro di qualità e questo è un aspetto che i ragazzi portano avanti collettivamente”.

“Percorsi che sono collegati alla squadra under 20 ma non si esauriscono in quel contesto. Il percorso dell’under 20 avrà il suo compimento con la Coppa del Mondo, è quindi un percorso di uno o massimo due anni, ed è – come dicevo – una verifica del potenziale. Il lavoro delle Accademie invece è un percorso più ampio di formazione e sviluppo dei giocatori, che punta a dare loro gli strumenti necessari per affrontare al meglio sia il progetto under 20 sia la fase successiva, cioè la transizione verso il più alto livello possibile”.

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Un percorso che ovviamente impatta sulla questione del minutaggio. Il fatto che non giochino tutti i fine settimana può rappresentare un impedimento o è parte del percorso?

“Ovviamente tutto è migliorabile e le opportunità di giocare sono importanti – ha risposto Andrea Di Giandomenico – ma deve essere chiaro che questo è un percorso diverso: si tratta di un anno dedicato alla formazione individuale del giocatore, una formazione che gli permetterà poi di affrontare nel modo migliore le tappe successive del proprio sviluppo. Sulla creazione di ulteriori opportunità di gioco si può discutere, ma non credo che sia il punto centrale della questione: quello dell’Accademia è un progetto a lungo termine, magari quest’anno i ragazzi non giocano sempre, ma quest’anno serve a dare loro gli strumenti per farlo di più e meglio in futuro, e riteniamo sia un percorso efficace per lo sviluppo dei giocatori. Dai dati che abbiamo il minutaggio medio dei giocatori selezionati per la Nazionale U20 risulta comunque superiore a quello della scorsa stagione in cui non era operativa l’Accademia; e alla fine del percorso i giocatori avranno disputato tredici partite internazionali da aggiungere a quelle delle Coppa Italia”, ha spiegato il tecnico dell’Italia U20.


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