Italia, Gianmarco Lucchesi: “Sono stati due mesi duri e l’obiettivo è arrivare fisicamente il più freschi possibile”
Maturità del gruppo, gestione delle energie e consapevolezza. Le parole del tallonatore a pochi giorni dalla trasferta in Galles
Italia, Gianmarco Lucchesi: “Sono stati due mesi duri e l’obiettivo è arrivare fisicamente il più freschi possibile”
La vittoria storica con l’Inghilterra è già in archivio e l’Italia entra nell’ultima settimana del Sei Nazioni con un nuovo status e una piccola insidia: evitare che l’euforia diventi una trappola.
A pochi giorni dalla trasferta di Cardiff, Gianmarco Lucchesi ha messo a fuoco i temi principali della settimana azzurra, dalla crescita del Galles, all’impatto del Principality Stadium fino alla necessità di restare ancorati alla prestazione.
Il tallonatore del Toulon e della Nazionale italiana, rientrato dopo mesi complicati, ha parlato anche del suo momento personale e della maturità di un gruppo che non ha alcuna intenzione di fermarsi.
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Gianmarco Lucchesi: “Giocare in quello stadio è sempre bello e motivante”
Vincere per la prima volta con l’Inghilterra ha inevitabilmente alzato le aspettative nei confronti degli Azurri: “È stata una prestazione che ci soddisfa, perché abbiamo lavorato tanto per arrivarci. Però siamo anche consapevoli che il Galles è una squadra che sta crescendo e che nelle ultime due partite ha offerto prestazioni di altissimo livello, restando in gara per tutti gli ottanta minuti. Sappiamo quindi che ci aspetta un’altra partita difficile.”
Tra le insidie principali del match in terra gallese, c’è quello che per molti anni è stato un luogo simbolo della caperbietà dei Dragoni. Uno scoglio che la nazionale di Quesada ha già dimostrato di saper oltrepassare: “L’atmosfera del Principality è qualcosa che aiuta loro, ma secondo me aiuta anche noi: giocare in quello stadio è sempre bello e motivante. Detto questo, le cose a cui dobbiamo fare più attenzione sono le loro qualità difensive, ma anche quelle offensive, perché non stanno giocando male neppure in attacco. E poi noi non siamo una squadra abituata a partire favorita: per vincere bisogna portare la prestazione in campo, a prescindere da ciò che dicono i giornali o dai pronostici.”
Gianmarco Lucchesi: “Sono stati due mesi duri e l’obiettivo è arrivare fisicamente il più freschi possibile”
Sabato scorso Lucchesi non era tra i convocati, ma il suo coinvolgimento nel gruppo azzurro dopo un anno funestato dagli infortuni è un segnale importante: “Io adesso sto bene fisicamente. Ho ritrovato una certa solidità e, piano piano, sto cercando di ritrovare continuità in campo. Non è stato facile: è stato un anno lungo, pieno di stop e infortuni, ma fa parte di questo lavoro. Ora mi concentro per tornare al meglio possibile.”
Le scorie di un torneo impegnativo come il Sei Nazioni iniziano a farsi sentire e lo staff è al lavoro per mantenere lo stato di forma senza scossoni: “Questa settimana ci alleneremo tre giorni di fila, ma senza intensità troppo alte, perché giovedì probabilmente viaggeremo. Il focus è avere ben chiaro quello che vogliamo fare in campo. A questo punto del Torneo non c’è bisogno di “ammazzarsi” di lavoro: sono stati due mesi duri e l’obiettivo è arrivare fisicamente il più freschi possibile, sapendo esattamente cosa dobbiamo fare.”
Infine una riflessione sulla coesione che si respira all’interno della squadra: “Rispetto a quando avevo lasciato questo gruppo, la differenza è che oggi c’è più consapevolezza delle nostre qualità. E la squadra è riuscita a dimostrarle con più costanza, settimana dopo settimana: secondo me è questo che ha fatto la differenza. Io penso che questo gruppo abbia sempre avuto queste qualità e che abbia sempre potuto sviluppare prestazioni e vittorie di questo tipo. Come per tutte le cose, però, serve tempo: è un processo. Ci sono giornate bellissime da festeggiare, ma non è la fine e non è il punto d’arrivo del percorso che vogliamo fare a livello collettivo.”