Italia, Tommaso Menoncello: “Abbiamo fatto una cosa che non era mai riuscita a nessuno in 32 partite”

Dalla gestione dei cartellini alla scelta del due contro uno nel finale: il fenomeno azzurro racconta i dettagli che hanno indirizzato la storica vittoria con l'Inghilterra

tommaso menoncello e lorenzo cannone, italia

Italia, Tommaso Menoncello: “Abbiamo fatto una cosa che non era mai riuscita a nessuno in 32 partite"

Dopo il successo sull’Inghilterra, Tommaso Menoncello si è fermato in mixed zone per raccontare a caldo la serata dell’Olimpico. Protagonista del trionfo di Roma, ha analizzato una partita durissima con la lucidità di chi sa quanto conti il coraggio, ma anche con la consapevolezza che il percorso dell’Italia non può fermarsi a una sola serata storica.

La prima differenza l’ha fatta il contesto: l’Olimpico, casa degli Azzurri, e una cornice personale che dà un sapore unico al risultato. «Sì, personalmente la metto sopra, perché giocare in casa, con la mia famiglia e la mia ragazza a guardarmi, è stata un’emozione incredibile. E poi abbiamo fatto una cosa che non era mai riuscita a nessuno in trentadue occasioni: credo che ce la siamo meritata. Non vediamo l’ora di festeggiare, però testa alla prossima partita».

Menoncello torna poi sui momenti chiave, compresi gli episodi disciplinari che hanno spezzettato la partita e costretto entrambe le squadre a gestire fasi delicate. «Dopo il giallo eravamo un po’ preoccupati, ma sono cose che, che capitano in una partita con questa intensità e di questo livello. Sappiamo come comportarci quando accadono questi episodi, anche perché contro la Francia purtroppo abbiamo subito due mete durante l’inferiorità numerica. Ci siamo preparati in settimana anche per questo e credo che sia servito. Poi loro ovviamente ci hanno aiutato prendendo i due gialli e insomma, è stata poesia verso la fine».

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Italia, Tommaso Menoncello: “Appena ho preso il buco non c’era più nessun difensore”

Nel finale, il pubblico si è acceso e la partita è diventata una questione di nervi. Menoncello lo riassume così: «A questo livello vince chi fa meno errori e chi è più preciso, e credo che soprattutto negli ultimi venti minuti noi abbiamo portato a casa la partita». E anche quando racconta l’azione della meta costruita e rifinita in corsa da Leonardo Marin, il focus resta sulla scelta corretta più che sull’istinto individuale: «Io ci ho provato fino all’ultimo a tenerla, ma la scelta migliore era giocare il due contro uno e mandarlo in meta: è stato tutto istinto e fiducia in Leo. So che è un bravissimo giocatore e non aveva bisogno di nessuno».

C’è spazio anche per la sua marcatura personale del primo tempo, nata da un varco trovato a tutta velocità nel bel mezzo della difesa inglese: «Appena ho preso il buco non c’era più nessun difensore. Il loro estremo aveva anticipato un po’ troppo e quindi avevo strada libera in mezzo ai pali: è stata un’emozione fortissima».

Alla domanda su come scelga quando colpire con le sue incursioni, Menoncello ribalta il concetto: «Non lo decido io: lo decide la squadra in settimana, è un lavoro preparato». E chiude con una fotografia semplice del suo compito: «Io sono in una posizione “facilitata”: il mio compito è prendere la palla, correre al massimo e servirla all’ala».


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