Sei Nazioni 2026: i precedenti tra Italia e Inghilterra

Quella dell'Olimpico sarà la sfida numero 33 tra le due squadre

Sei Nazioni 2026: i precedenti tra Italia e Inghilterra

L’Italia torna ad ospitare l’Inghilterra all’Olimpico, dopo aver sfiorato il colpaccio nell’ultima sfida casalinga nel 2024. Gli inglesi restano l’unico tabù azzurro al Sei Nazioni, l’unica squadra europea ancora mai battuta. Quella del 7 marzo a Roma sarà la sfida numero 33 tra le due squadre.

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I precedenti tra Italia e Inghilterra

Italia e Inghilterra hanno disputato 32 incontri ufficiali, tutti vinti dagli inglesi, anche se in teoria tra i precedenti ci sarebbe anche un pareggio per 15-15 in un match disputato a Roma nel 1986. Per quella partita, però, solo la Federazione Italiana Rugby riconobbe il “cap”, quindi non è considerata tra gli incontri ufficiali. L’Italia ha segnato 404 punti all’Inghilterra, subendone 1271. Il primo incontro ufficiale tra Inghilterra e Italia si è giocato proprio a Twickenham, nella Rugby World Cup 1991. In quell’occasione gli inglesi vinsero 36-6, ma si parlò moltissimo della prestazione degli Azzurri: coraggiosa per molti ma considerata “ostruzionistica” dalla stampa inglese.

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Al Sei Nazioni

La prima volta al Sei Nazioni risale ovviamente al 2000 (59-12 per l’Inghilterra) ma in diverse occasioni gli Azzurri sfiorarono il colpaccio che avrebbe finalmente spezzato la maledizione. Nel 2008 al Flaminio l’Inghilterra rischiò di farsi raggiungere nel finale, con gli Azzurri che ritornarono sotto il break al 76’ con una meta di Picone e non riuscirono a completare una clamorosa rimonta, perdendo 23-19. Nel 2012, nella neve dell’Olimpico, gli Azzurri andarono ancora più vicini al colpaccio: inglesi avanti 6-0 con due calci di Farrell, poi Venditti riportò sotto l’Italia con la prima meta del match, e il clamoroso intercetto di Tommaso Benvenuti ribaltò il risultato alla fine del primo tempo. Nella ripresa l’intercetto di Hodgson su un calcio di liberazione di Masi cambiò l’inerzia del match, con Farrell che mise a segno i calci del definitivo 19-15. Anche nel 2024 l’Italia mise tanta paura agli inglesi, dominando il primo tempo e chiudendolo in vantaggio 17-14 con le mete di Alessandro Garbisi e Tommaso Allan, con l’Inghilterra che rimase attaccata al punteggio grazie ai calci di Ford. Nella ripresa fu la meta di Mitchell a cambiare le carte in tavola, con ancora Ford ad allungare il vantaggio. Nel finale la meta di Ioane regalò il punto di bonus all’Italia ma non bastò a ribaltare il match, che finì 27-24 per l’Inghilterra.

Anche a Twickenham gli Azzurri hanno più volte sfiorato il colpaccio, pur senza riuscirci. In particolare nel 2013 e nel 2017. Nella prima occasione l’Italia di Jacques Brunel replicò la grande prestazione dell’anno prima all’Olimpico: l’Inghilterra, in grande difficoltà, si affidò esclusivamente ai calci di Owen Farrell senza segnare alcuna meta, mentre gli Azzurri risposero con la meta di McLean ma sprecarono tante occasioni per il pareggio, perdendo 18-11.

Anche la partita del 2017, in qualche modo, rimarrà sempre nella storia del rugby azzurro per via della “fox”, una particolare strategia pensata da Conor O’Shea e dal suo staff, che sfruttava una zona grigia del regolamento dell’epoca: non entrando nei raggruppamenti non si formava la linea del fuorigioco, e i giocatori italiani erano quindi liberi di andare a mettere pressione oltre il raggruppamento. L’Italia chiuse il primo tempo in vantaggio, ma sprecò tutto subendo 2 mete nei primi 5 minuti nella ripresa, e pur accorciando le distanze con la meta di Campagnaro non riuscì più a recuperare su un’Inghilterra che dilagò negli ultimi 10 minuti per il 36-15 finale. Il giorno dopo, però, nessuno parlava del risultato, ma solo di come gli Azzurri avevano messo nel sacco l’Inghilterra.

L’ultima sfida

Nel 2025, a Twickenham, fu una giornata beffarda per gli Azzurri: primo tempo alla pari, con Capuozzo e Vintcent a rispondere alle mete di Willis e Freeman. Sleightholme riporta davanti l’Inghilterra, con Garbisi che al 38’ accorcia le distanze per il 21-17 con cui si va all’intervallo. Tutto lascia presagire una partita punto a punto, ma nei primi 10 minuti della ripresa cambia tutto: l’Inghilterra segna tre volte (Marcus Smith, Tom Curry e ancora Sleightholme) e chiude la partita. Finirà 47-24 con le mete di Menoncello ed Earl nel finale.

 


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