Marco Bortolami: “L’Inghilterra arriverà vulnerabile a Roma, l’Italia deve provarci”
L'attuale head coach ad interim della Georgia a OnRugby Podcast: "Gli inglesi mancano un po' di 'game sense', e questo nel rugby moderno è fondamentale"
Marco Bortolami: "L'Inghilterra arriverà vulnerabile a Roma, l'Italia deve provarci"
Il concetto di “game sense” è fondamentale nel rugby moderno. Ed è un concetto che ha ribadito anche Marco Bortolami in un’intervista rilasciata a Valerio Bardi nel nostro OnRugby Podcast nell’ultima puntata settimanale, condotta da Paolo Whilelm e realizzata insieme allo stesso Valerio Bardi e a Francesco Palma.
Tra i passaggi più interessanti dell’intervista a Marco Bortolami, che ha raccontato anche la sua esperienza in Georgia e la sua visione di come la Francia sia l’unica squadra a potersela giocare al momento con il Sudafrica, c’è sicuramente quello su Italia-Inghilterra, prossima sfida degli Azzurri al Sei Nazioni il 7 marzo a Roma.
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“Io sono un eterno positivo, per cui per me il bicchiere dell’Italia è mezzo pieno” ha detto Bortolami sulla prima parte di Sei Nazioni dell’Italia: “Sono sfuggite delle occasioni per fare ancora meglio, soprattutto in Irlanda, ma siamo rimasti sulla lunghezza d’onda a noi consona, e le ultime due partite diranno quale Sei Nazioni sarà per l’Italia, che anche contro la Francia è stata brava a ‘soffocare’ la manovra francese. Peccato per le incertezze in touche”.
Sul finale di Sei Nazioni, in cui l’Italia affronterà Inghilterra e Galles, Bortolami spiega: “Ci sono due belle opportunità: l’Inghilterra arriva in assoluta confusione sia interna che esterna. Ha perso due partite doveva vincere, contro due squadre (Scozia e Irlanda) che arrivavano incerottate, e invece le hanno perse: questo fa capire quanto nel rugby moderno la motivazione e il senso di rivalsa facciano la differenza. Aver perso con la Scozia è stato doloroso e problematico e questo ha fatto riaffiorare delle scorie mentali che poi si sono rivelate molto pesanti contro l’Irlanda. Penso che arriveranno vulnerabili a Roma: dobbiamo provarci”.
“Cosa manca all’Inghilterra? Il ‘game sense’ è una qualità fondamentale nel rugby di oggi” ha proseguito Bortolami: “L’Inghilterra ha un piano A molto chiaro e ha le qualità per metterlo in campo, ma quando questo piano A non funziona non riescono ad attarsi alle situazioni e questo nel rugby moderno è un problema. La partita è sempre più un adattamento costante alle situazioni, e bisogna adattarsi alle massime velocità. I giocatori inglesi vengono formati in un sistema molto pragmatico e consistente sulle basi del gioco, ma mancano un po’ di game sense. Ci sono dei club che in Inghilterra giocano un rugby diverso, come Northampton, a il ‘nocciolo’ del rugby inglese non si basa su quelle squadre, e questo è forse il grande problema del rugby inglese”.