La PREM Rugby diventerà una lega a franchigie: “Vogliamo diventare il miglior campionato del mondo”
Nuovi criteri per entrare a far parte di un campionato che sarà sempre più chiuso e "protettivo" verso l'esterno
La PREM Rugby diventerà una lega a franchigie: "Vogliamo diventare il miglior campionato del mondo" (ph. AFP)
Retrocessioni sì, poi no, poi forse, dipende dai requisiti, e poi ancora si e no. Negli ultimi anni la PREM Rugby (che ha cambiato da poco nome, prima era Premiership) ha cambiato tante volte idea sul tema promozioni e retrocessioni, anche se in realtà non è praticamente più retrocesso nessuno dopo la pandemia. E c’è stata solo una promozione, i Saracens nel 2022 dopo l’esclusione dal campionato a causa di violazioni del Salary Cap.
Alla fine è arrivata una decisione definitiva: la PREM Rugby diventerà una lega chiusa, a franchigie, a partire dalla stagione 2026-27. Il il tradizionale sistema di promozione e retrocessione sarà sostituito da un modello di espansione basato su criteri specifici, con l’obiettivo di allargare il campionato a 12 squadre entro la stagione 2029-30. Il modello a franchigia sembra aver già attirato investitori stranieri: secondo il Times, un gruppo guidato da Tom Brady sarebbe interessato ad acquisire una squadra di Premiership con base a Birmingham, nell’ambito dello sviluppo dello Stadio St Andrew’s.
Leggi anche: La decisione di World Rugby sulle nuove regole dopo l’acceso congresso “Shape the Game”
Questa riforma arriva solo due anni dopo l’introduzione di uno spareggio promozione-retrocessione tra l’ultima classificata della Premiership e la vincitrice del Championship (a condizione di avere uno stadio da almeno 10.000 posti), ma negli ultimi anni solo Ealing Trailfinders e Jersey Reds hanno vinto il Championship (e i Reds sono poi falliti) senza mai avere la possibilità di essere promossi perché non rispettavano gli standard, mentre solo i Saracens sono stati poi promossi dal 2020 in poi. Nel frattempo sono fallite tre squadre di Premiership tra il 2022 e il 2023 (Wasps, Worcester e London Irish) e i Doncaster Knights, altra importante realtà del Championship, hanno annunciato il passaggio da un modello professionistico a uno semi-professionistico, riducendo di fatto le ambizioni di promozione.
Gli standard per partecipare alla PREM
Dal 2030, la RFU introdurrà inoltre degli “Standard Elevati” per i club di Premiership e Championship, riguardanti aspetti come l’esperienza del giorno gara e l’innovazione commerciale. Sarà inoltre obbligatorio avere una squadra nella Premiership femminile (PWR) oppure sviluppare un progetto regionale femminile condiviso con un investimento minimo significativo.
Le squadre che desiderano entrare nella massima serie dovranno passare attraverso un processo formale di “manifestazione di interesse”, durante il quale saranno valutate secondo criteri obbligatori, tra cui: livello rugbistico, standard operativi, stabilità finanziaria, capacità di investimento e criteri strategici (geografia, rugby femminile, impatto sulla comunità). Le nuove squadre dovranno inoltre disputare una stagione nel Championship prima di poter entrare nella Premiership.
Secondo il Presidente del Men’s Professional Rugby Board, Mike McTighe, si tratta di “un passo importante per il rugby professionistico in Inghilterra. Era chiaro da tempo che il sistema precedente non garantiva la sostenibilità finanziaria né la fiducia a lungo termine di cui il gioco ha bisogno. Questo accordo rappresenta quindi una responsabilità collettiva di cambiare rotta, creando un modello che offra maggiore certezza agli investitori, un percorso più chiaro per i club ambiziosi e basi più solide per tutto l’ecosistema del rugby”.
Il Presidente della Premiership, Simon Massie-Taylor, ha aggiunto: “Siamo ora chiaramente sulla strada verso un futuro più prospero e brillante per la Premiership. Il nostro obiettivo è diventare la migliore lega al mondo – per tifosi, giocatori e investitori – e questi cambiamenti ci aiuteranno a raggiungere questo traguardo. Le modifiche concordate dimostrano unità nel gioco e permetteranno agli investitori attuali e futuri di investire con fiducia nel nostro piano di crescita”.
Il Presidente della Federazione Inglese (RFU) Bill Sweeney ha sottolineato: “Sappiamo che abbandonare il sistema tradizionale di promozione e retrocessione è un cambiamento significativo, ma è altrettanto chiaro che il rugby professionistico deve evolversi per prosperare. La struttura precedente non garantiva stabilità finanziaria né fiducia negli investimenti. Questa riforma serve a proteggere il futuro del gioco”.
Simon Gillham, presidente del Championship (la seconda divisione inglese) ha detto: “Vediamo grandi prospettive in questa direzione e siamo impegnati a contribuire al suo successo. Restano però questioni cruciali da risolvere, tra cui governance, finanziamenti, rischi e ambizioni.”